Montezuma
Montezuma II (chiamato anche Motecuhzoma Xocoyotzin) (1466-1520) fu un imperatore azteco, o tlatoani, che regnò dal 1502 al 1520.
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Il nome
Montezuma II è conosciuto più comunemente come Montezuma (attualmente il numero si usa per distinguerlo dal suo omonimo, anche lui imperatore, Montezuma I, che i cronisti indigeni chiamavano anche Huhuemoctezuma, ovvero Montezuma il vecchio).
In lingua spagnola il nome è Moctezuma. Il nome originale in lingua Nahuatl è Motecuhzoma, e si pronuncia Mo-tek-w-zo-ma, che significa "colui che diventa sovrano con rabbia". Deriva da mo, possessivo in terza persona, tecuhtli,che significa "signore" e zoma, cioè "arrabbiato" o "dall'espressione arcigna". L'uso del numero progressivo è solo per distinguerlo dall'"altro" Montezuma, conosciuto come Montezuma I. Nella lingua Nahuatl i due nomi son ben distinti: Montezuma I era Motecuhzoma Ilhuicamina e Montezuma II, Motecuhzoma Xocoyotzin. Il primo dei due nomi significa "uomo solitario che scocca una freccia verso cielo"; Xocoyotzin significa "giovane degno di onore", e si pronuncia Cho-co-yot-sin (mentre Xocoyotl significa semplicemente "il giovane").
Antecedenti
Montezuma II, erede di Auitzotl, era il sovrano della città di Tenochtitlán, ed imperatore Azteco.
La personalità di Montezuma rifletteva più che altro quella di uno studioso (tlatimine), piuttosto che quella di un guerriero. Era sacerdote e capo del Calmecac, la scuola delle classi azteche più elevate. Secondo la leggenda lui non voleva essere imperatore, un "Tatloani". Dopo essere stato eletto, scomparve e messaggeri furono mandati a cercarlo. Lo trovarono mentre faceva pulizia in un tempio.
Nel 1502, dopo avere assunto la carica, licenziò la maggior parte delle autorità e le rimpiazzò con i suoi ex studenti. Il disprezzo della gente in generale, lo costrinse a creare un rituale elaborato, tale da permettergli di vivere separato dalla gente comune.
Due sue atti ufficiali fanno trapelare una personalità strana: creò un tempio speciale, dedicato agli dei delle città concquistate, all'interno del tempio di Huitzilopochtli. Costruì anche un monumento dedicato a Tizoc, un "tlatoani" che era stato considerato debole ed incapace e che potrebbe essere stato avvelenato.
Durante il suo regno riuscì a far crescere a dismisura il potere di Tenochtitlán, fino a dominare le città sorelle, Texcoco e Tlatelolco.
I contatti con gli Spagnoli
Secondo la leggenda ci sono stati otto segni, durante i dieci anni che hanno preceduto l'arrivo dei concquistatori spagnoli, che avrebbero preannunciato il crollo dell'impero azteco:
- Una cometa apparve in cielo, in pieno giorno.
- una colonna di fuoco (probabilmente la cometa) apparve nel cielo della notte.
- Il tempio di Huitzilopochtli venne distrutto dal fuoco.
- Un fulmine colpì il tempio di Tzonmolco.
- Tenochtitlan subì un'inondazione.
- Gente strana con molte teste su un corpo solo fu vista camminare per la città.
- Si sentì la voce di una donna intonare un canto funebre per gli Aztechi.
- Venne catturato uno strano uccello. Quando Montezuma guardò nei suoi occhi che erano come specchi, vide degli uomini dalle strane sembianze che sbarcavano sulla costa.
Nella primavera del 1519, ricevette le prime notizie di stranieri che erano sbarcati sulla costa orientale del suo impero. Montezuma inviò un ambasciatore con due costumi: uno di Tlaloc e l'altro di Quetzalcoatl. Ognuna delle due divinità azteche aveva delle particolari caratteristiche: Tlaloc aveva una maschera che lo faceva apparire come se indossasse un paio di occhiali; Quezalcoatl aveva una maschera con la barba. L'ambasciatore azteco, quando incontrò lo spagnolo Fernando Cortez, decise che il "conquistador" assomigliava a Quezalcoatl, e lo vestì come il dio, poi informò Montezuma. Cortez decise di marciare alla concquista di Tenochtitlan. Montezuma cercò di impedire la sua avanzata, gli inviò un maggior numero di regali, ma il fascino dell'oro risultò irresistibile per gli spagnoli. Montezuma inviò anche dei maghi, dei sacerdoti e perfino un suo ambasciatore, Tzihuacpopoca, che fece finta di essere l'imperatore. Montezuma offrì ancora regali quando Cortez arrivò vicino a Tenochtitlan. Così lo raccontano gli aztechi (compilato da Sahagún, dopo la concquista):
"Offrirono agli Spagnoli insegne d'oro, di piume di quetzal e collane d'oro. Quando videro tutto questo, le loro facce erano sorridenti ed erano assai contenti (gli Spagnoli)e soddisfatti. Quando presero l'oro cominciarono a comportarsi come scimmie, stavano seduti proprio come loro, ed era come se avessero dei nuovi cuori, risplendenti. Perché la verità è, che quello era ciò che più bramavano. I loro toraci si ingrossavano e la bramosia li faceva impazzire. Bramavano l'oro, come maiali affamati."
Secondo un racconto di Hernando Tezozómoc, Montezuma inviò degli emissari a cercare il leggendario mago e profeta Huemac (la legenda dice che lui predisse l'arrivo di Quetzalcoatl mille anni prima) per chiedere protezione ed essere suo servo. Tre volte inviò gli emissari e tre volte Huemac rifiutò. Racomandò, invece, che Montezuma abbandonazze i lussi, i fiori ed i profumi, che facesse penitenza e mangiasse lo stesso cibo dei poveri, bevesse solo acqua bollita e, questo, forse, lo avrebbe aiutato a vincere. Quiesta è solo una leggenda, ma riflette le paure più segrete di Montezuma.
L' 8 novembre 1519, Montezuma incontrò Fernando Cortez, che lui credeva essere il dio Quetzalcoatl. Quando Cortez arrivò a Tenochtitlan, Montezuma lo onorò con fiori del suo stesso giardino: per lui, il più grande onore. Cortez ordinò di por fine a tutti i sacrifici umani: Montezuma accettò, il sangue del tempio sarebbe stato lavato via e le immagini degli dei aztechi sarebbero state rimpiazzate da icone cristiane. Montezuma accettò anche di essere battezzato e si dichiarò suddito del re Carlo I di Spagna. Montezuma ricevette Cortez nel palazzo di Axayacatl, con tutti i suoi uomini e 3.000 alleati indos.
Molto è stato scritto su questo argomento: scrittori come Leon Portilla e Laurette Séjourné pensano che le classi più elevate della società azteca fossero consapevoli di aver tradito gli ideali della religione di Quetzalcoatl. L'alto tasso di sacrifici umani tra gli Aztechi era il risultato delle riforme di Tlacaelel. Montezuma era uno studioso (tlatimine) e certamente se ne rendeva conto. Montezuma non era un vigliacco — nella società azteca non sarebbe riuscito ad arrivare alla posizione di "Tlatoani" se non avesse dimostrato il proprio coraggio — eppure si comportò spinto dalla paura alla presenza di Cortez e si sottomesse docilmente a tutte le richieste degli Spagnoli.
Durante l'assenza di Cortez, il vice governatore Pedro de Alvarado interruppe la celebrazione azteca di Toxcatl, e uccise i personaggi più in vista delle classi nobili azteche , durante quello che fu chiamato "Il Massacro del Grande Tempio". Si è calcolato che il numero dei morti sia stato dai 350 ai 1.000. Il popolo soi sollevò in rivolta e gli Spagnoli fecero prigioniero Montezuma. Il primo luglio 1520, nel tentativo di calmare la folla inferocita, Montezuma apparve sul balcone del suo palazzo, facendo appello alla sua gente di ritirarsi. Il popolo rimase esterrefatto davanti alla complicità del loro imperatore con gli Spagnoli e lo bersagliò di pietre e frecce. Lui morì poco tempo dopo l'attacco, ma esistono diverse versioni su come avvenne effettivamente la sua morte. Secondo gli informatori aztechi di Padre Sahagun, Alvarado 'garrotò tutti i nobili che aveva catturato'; Cortez raccontò che era stato colpito a morte da una pietra (in alcuni libri di storia il colpevole fu Cuatemoc, ma la fonte non viene riportata). Nel Codice Ramirez, scritto da un anonimo azteco convertito al cristianesimo, lui criticava i sacerdoti spagnoli, perché invece di amministrare gli ultimi sacramenti a Montezuma, si preoccuparono solo di cercare l'oro.
Dopo Montezuma
A Montezuma successe Cuitláhuac, che morì poco dopo di vaiolo e fu rimpiazzato da un adolescente, Cuauhtémoc. In un solo un anno l'impero azteco fu totalmente sottomesso dai dominatori spagnoli. Durante il periodo della concquista, la figlia di Montezuma, Techichpotzin, diventò l'erede del patrimonio del re, prese il nome di 'Isabella' e si sposò diverse volte. Il nome di Montezuma è ancora il titolo di un casato spagnolo.
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