Medea (mitologia)

Opliti greci
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Medea (Μήδεια, Mèdeia) è una figura della mitologia greca, era figlia di Eete, re della Colchide, e di Idia.

Indice

La vita

[[Immagine:Medea.jpg|thumb|left|250px|Medea in un dipinto di ]]

Incontro con Giasone

Era la nipote di Circe, e come lei dotata di poteri magici, era anche sorella di Calciope.

Era ed Atena ordinarono ad Eros di far innamorare Medea di Giasone, affinché la aiutasse a recuperare il vello d'oro.
Il desiderio delle dee fu esaudito, Medea aiutò Giasone e ritornò con lui in patria. Giasone durante il viaggio la sposò (le vicende del questo viaggio sono trattate ne Le Argonautiche di Apollonio Rodio).

Arrivati a Iolco

Ritornati a Iolco, il primo pensiero di Medea fu quello di uccidere Pelia, che aveva usurpato il trono di Giasone. Convinse le figlie del re di avere un filtro per ringiovanire.
A questo scopo prese un montone, lo tagliò in tredici parti e le mise a bollire in un pentolone, con delle erbe magiche. Dal pentolone usci un agnello.
Le principesse, convinte, pensarono di usare la magia sul loro padre. Lo tagliarono a pezzi e lo misero a bollire nel pentolone, senza però le erbe, nascoste da Medea, e Pelia non ritornò in vita. Quest'opera di magia sconvolse il popolo di Iolco ed Acasto non dovette faticare molto a far bandire Giasone e Medea.

La fuga a Corinto

I due fuggirono verso Efira, vicino a Corinto. Giasone fece incagliare la nave "Argo", come offerta al dio Poseidone. Il vello d'oro fu appeso nel tempio di Orcomeno.
Giasone e Medea vissero così per alcuni anni con i loro due figli. Ma Giasone non sopportava di essere proscritto dalla sua città natale. Dopo dieci anni, Creonte, re della città, gli offre la figlia Glauce in sposa, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono e la possibilita a Giasone del ritorno in patria. Giasone accettò.
Quando Medea venne a sapere che voleva abbandonarla, per sposare la figlia del re di Corinto, rimase sconvolta.
Medea cercò di convincere Giasone a restare con se, ma venne respinta. Decise così di vendicarsi: manda in dono un mantello alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che il dono è pieno di veleno, lo indossa per poi morirne fra dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, morendo. Medea uccide anche i figli avuti da Giasone, per impedirgli ogni discendenza. Giasone, straziato dal dolore, si uccide.

Fuga ad Atene

Fuggì quindi ad Atene, presso il re Egeo, che le promise asilo.
Medea sposa Egeo, dal quale ha un figlio: Medo. Rimase nella città per alcuni anni, vivendo in tranquillità, fino al ritorno di Teseo. Teseo voleva farsi riconoscere dal padre e far valere i suoi diritti di successione. Medea temeva di perdere il suo ascendente su Egeo e la successione per il figlio Medo. Lo convinse che quell'uomo non era altro che un millantatore, desideroso di impadronirsi del suo regno. Egeo fu convinto e diede ordine a Medea di ucciderlo durante un banchetto con una coppa di vino avvelenata.
Egeo vide Teseo, riconoscendone la spada che portava, strappò quindi la coppa di vino dalle mani di Medea, che fu così costretta a fuggire anche da Atene.

Ritorno alla colchide

Medea tornò nella Colchide, dove si rincongiunge e si riappacifica con il padre Eete.

Vedi anche

[[Immagine:Giasone_e_Medea_(Moreau).jpg|right|thumb|250px|Giasone e Medea - Dipinto di Gustave Moreau, 1865 (Musée d'Orsay di Parigi)]]

Balletto

Letteratura

Musica

Pittura

See also: Medea (mitologia), 1865, Apollonio Rodio, Argo (nave), Atena, Atene, Calciope, Circe, Colchide