Matteo Bandello

Matteo Bandello (Castelnuovo Scrivia, AL, 1485 - Agen, Francia, 1561) è stato uno scrittore italiano del Cinquecento.

Compiuti gli studi a Pavia, condusse vita mondana nonostante fosse entrato a far parte dell'ordine dei Domenicani (dal quale uscirà nel 1526).

Dopo aver lavorato come diplomatico al seguito di diversi signori, sfruttò i legami con il re di Francia (presso la cui corte aveva soggiornato per due anni) per diventare vescovo di Agen, cittadina francese in cui visse fino alla morte.

L'importanza letteraria di Bandello va ricercata - più che in alcune opere minori come un Canzoniere in stile petrarchesco ed ai capitoli de "Le tre Parche" - nella ampia produzione di novelle (in totale 214) contenute in tre libri pubblicati nel 1554 ed in una quarta parte pubblicata postuma nel 1573.

Proprio per il tipo di pubblico per cui erano pensate, quello cortigiano, le novelle di Bandello non seguono il modello boccacciano. I racconti, infatti, non fanno parte di una struttura unitaria come nel Decameron, ma sono dedicati, singolarmente, tramite lettere dedicatorie, a personaggi dell'epoca.

Per quanto concerne il problema della lingua, Bandello rifiutò i canoni bembeschi, preferendo un linguaggio di uso tipicamente cortigiano.
Si considera che grande sia stata l'influenza esercitata dalle sue novelle anche sull'opera di William Shakespeare che dai racconti di Bandello trasse alcune commedie, oltre che la celebre vicenda di "Romeo e Giulietta".


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