Mastro Titta

Mastro Titta, al secolo Giambattista Bugatti, è noto anche come Boja di Roma. La sua carriera, che lo vide incaricato per lo Stato Pontificio delle esecuzioni delle condanne alla pena capitale, iniziò il 22 marzo 1796 e fino al 1864 totalizzò ben 516 "servizi" tra suppliziati e uccisi.

Le sue operazioni sono tutte diligentemente descritte nelle sue Memorie, fino al 17 agosto 1864, quando Papa Pio IX gli concesse la pensione con un vitalizio mensile di 30 scudi.

Mastro Titta si recava anche nei "mandamenti" pontifici e si trovano le memorie della sua triste opera. L'esordio «nella mia carriera di giustiziere di Sua Santità, impiccando e squartando a Foligno Nicola Gentilucci, un giovinotto che, tratto dalla gelosia, aveva ucciso prima un prete e il suo cocchiere, poi, costretto a buttarsi alla macchia, grassato due frati».

A Valentano, presso l'archivio storico, è reperibile la testimonianza della sua prima esecuzione nella località di Poggio delle Forche. Mastro Titta stesso racconta la sua prima esecuzione valentanese: «Il 28 marzo 1797, mazzolai e squartai in Valentano Marco Rossi, che aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicarsi della non equa ripartizione fatta di una comune eredità».

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Mastro Titta

See also: Mastro Titta, 1796, 17 agosto, 1864, 22 marzo, Foligno, Papa Pio IX, Pseudonimo, Roma, Stato Pontificio