Marcel Carné
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Marcel Carnét (18 agosto 1909, Francia) fu un regista francese con il quale collaborò il poeta Jacques Prévert.
Carnét iniziò la sua carriera dapprima come critico cinematografico sulle riviste "Hebdo-Film", "Cinémonde" e "Film-sonore", poi, dopo aver realizzato alcuni film pubblicitari, diresse, nel 1929 assieme a Michel Sanvoisin, il suo primo documentario dal titolo "Nogent, Eldorado du dimanche", sulla folla domenicale in una grande spiaggia.
In seguito divenne assistente alla regia di René Clair nel film Sotto i tetti di Parigi (Sous les toits de Paris, 1930), di Jacques Feyder per La donna dai due volti (Le grand jeu, 1934), Pensione Mimosa (Pension Mimosas, 1935) e La kermesse eroica (La kermesse héroique, 1935).
Nel 1936, grazie all'aiuto di Feyder, Carnét e riuscì a realizzare il suo primo film, Jenny ed è in questo periodo che conosce Jacques Prévert, lo sceneggiatore che contribuì a costruire la sua fortuna .
La coppia Carné-Prévert dimostrò già con il primo film La strana avventura del dr. Molineaux subito un notevole affiatamento che divenne, via via, sempre più forte.
Il film Il porto nella nebbia (Quai des brumes) girato nel 1938 convalida un risultato importante della loro collaborazione. Esso ebbe grande successo grazie alla abilità di Carné nella rappresentazione degli esterni e nella direzione degli attori (notevoli le interpretazioni di Jean Gabin e Michèle Morgan) e al grande talento di Prévert che riuscì ad amalgamare alcuni dei temi tardo-surrealisti, tipici della sua poesia, con una leggera inquietudine alla quale è dovuto certamente il fascino del film.
Nel 1938 seguì un mediocre Albergo Nord (Hòtel du Nord) riscattato l'anno seguente, 1939, con il bellissimo film Alba tragica (Le jour se lève) che narra la storia di un operaio che, preso d'assedio dalla polizia nella sua camera, rivive i momenti che lo hanno condotto ad uccidere per amore e, quando si leva il sole, si spara. In questo film di grande impegno, la figura dell'operaio, che il Fronte popolare indicava come protagonista sociale, diventa nei temi di Prévert, che interpretano la realtà in termini metafisici per cui è il Destino che traccia gli eventi della vita, una figura socialmente astratta e anonima. Questa forma di fatalismo esistenziale segnerà la fine delle speranze del primo Fronte popolare e non è un caso che nello stesso anno esca anche il drammatico film di Jean Renoir, La règle du jeu.
Seguirà nel 1943, senza il successo del precedente film, L'amore e il diavolo (Le visiteurs du soir), leggenda medievale troppo formalmente ricercata e inconsistente per i luoghi comuni della sceneggiatura.
Quando Parigi venne liberata dai tedeschi, Carné e Prévert presenteranno il loro capolavoro, Gli amanti perduti (Les enfants du paradis), ambientato in una Parigi ottocentesca, che narra le storie che si intrecciano di un famoso mimo, Jean-Gaspard Debureau, e di un grande attore, Frédérick Lemaître, della loro carriera dagli inizi stentati alla celebrità, dell'amore che li accomuna per la bella Garange.
Il film riesce ad affascinare per il senso della narrazione, per l'abilità con cui vengono intrecciati figure e avvenimenti, per la cura posta nell'inquadratura e nella fotografia e soprattutto per la bravura degli attori, da Jean-Louis Barrault a Pierre Brasseur, da Arletty a Maria Casarès, da Marcel Herrand a Gaston Modot.
Les enfants du paradis è indubbiamente il capolavoro di Carné, ma è anche il suo ultimo film importante, perché in seguito, certamente a causa della fine del sodalizio con Prévert, produrrà opere modeste come "Teresa Raquien" (Thérèse Raquien, 1953), "Peccatori in blue-jeans" (Les tricheurs, 1958), "Trois chambers à Manhattam", 1965), "I giovani lupi" (Les jeunes loups, 1968) e "Inchiesta su un delitto della polizia" (Les assassins de l'ordre, 1971).
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Collegamenti esterni
Carnét, Marcel Carnét, Marcel Carnét, Marcel
