Manuale Cencelli
Per manuale Cencelli si intende una formula algebrico-deterministica per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente politica. È attribuito a Massimiliano Cencelli, un funzionario della Democrazia Cristiana, che lo avrebbe messo a punto attorno agli anni '70.
Durante la cosiddetta Prima Repubblica italiana, il manuale Cencellli sanciva quanti e quali posti o cariche dovessero essere assegnati a soggetti appartenenti a ciascun partito e, all'interno di questo, a ciascuna sua corrente. Ad esempio in occasione della formazione di un nuovo governo, specialmente per un governo di coalizione, vi era un nutrito numero di cariche da assegnare o riassegnare (ministri, sottosegretari, direttori generali, funzionari speciali, presidenti amministratori e consiglieri di enti e società partecipate, e così via) in funzione delle mutate condizioni politiche del momento. Il manuale Cencelli fungeva da "norma regolatrice", così che nessuno dovesse avere da recriminare, secondo valori fissi in base ai quali le cariche assegnabili erano soppesate qualitativamente (pare, ad esempio, che un ministro valesse due sottosegretari e mezzo). All'interno della c.d. "quota" di cariche spettanti ad un dato partito, le correnti di quello stesso partito si spartivano le cariche in proporzione del numero di tessere dei rispettivi capicorrente.
Tale manuale non sarebbe mai stato formalizzato in una vera pubblicazione, anche se si favoleggia che fosse distribuito in un vero e proprio pamphlet, la cui circolazione era strettamente riservata agli ambienti della politica italiana, sebbene fosse noto anche all'esterno. Non ha mai cessato di destare perplessità fra i cittadini e di suggerire poco onorevoli ironie all'estero.
