Mani (mitologia romana)

Nella religione dei romani, i mani sono le anime dei trapassati.

In origine le anime dei morti formavano una unica entità, sempre considerata con timore: le anime dei morti non muoiono e vivono per vendicare le ingiustizie.
Collettivamente venivano venerati come Di Manes.
Col passare del tempo, l'uso delle cripte di famiglia divenne generalizzato e quindi anche il culto divenne personalizzato. I Di Manes divennero quindi le anime degli antenati. Successivamente la parola mani, passò ad indicare la singola anima del defunto.

Parallelamente i Di Manes arrivarono ad identificarsi con gli dei degli inferi: Dis, Proserpina ed Ecate.
Nelle città romane, veniva scavato un pozzo (il mundus), che rappresentava la dimora dei tre dei. Il pozzo veniva ricoperto da una pietra, che veniva sollevata solo tre volte l'anno, per permettere alle divinità del mondo sotterraneo di venire sulla terra.

See also: Mani (mitologia romana), Ecate, Proserpina, Dis