Lorenzo Valla

Lorenzo Valla (1406-1457) fu un umanista italiano.

Nato a Roma da genitori di origini piacentine (il padre era l'avvocato Luca della Vallea), ricevette la sua prima educazione a Roma e quindi a Firenze, seguendo le lezioni di eminenti maestri quali Leonardo Bruni e Giovanni Aurispa, da cui apprese il greco.

A Firenze scrisse il De comparatione Ciceronis Quintilianique ("Confronto fra Cicerone e Quintiliano"), in cui elogiò il latino di Quintiliano a scapito di quello ciceroniano, andando contro all'idea corrente e mostrando già in questo primo scritto il suo gusto per la provocazione.

Nel 1431 divenne prete e, dopo aver tentato inutilmente di ottenere il ruolo di segretario apostolico a Roma, tornò a Piacenza, da dove proseguì per Pavia, città nella quale ottenne la cattedra di eloquenza e dove rimase fino al 1433. Fondamentali furono per lui questi anni. La città era infatti un vivo centro culturale e Valla poté approfondire le sue conoscenze giuridiche, osservando inoltre l'efficacia del procedimento di analisi critica dei testi, che lo Studio pavese applicava con rigore.

A Pavia Valla acquisì una grande reputazione con il dialogo De Voluptate ("Il piacere"), nel quale egli si oppone fermamente alla morale stoica e all'ascetismo medievale, sostenendo che il cristianesimo originario era fondato sull'edonismo. Valla cerca quindi di conciliare le posizioni cristiane con quelle epicuree, affermando la legittimità dell'aspirazione umana al piacere. Si tratta di uno scritto considerevole, poiché, per la prima volta, il paganesimo rinascimentale trovava espressione in un'opera di livello universitario e di valore filosofico. Le polemiche che seguirono alla pubblicazione del testo, però, costrinsero Valla a lasciare Pavia.

Da allora egli passò da una università all'altra, accettando brevi incarichi e tenendo lezioni in diverse città. Durante questo periodo fece la conoscenza del re Alfonso V di Aragona, al cui servizio entrò nel 1435 e rimase fino al 1447. Alfonso ne fece il suo segretario, lo difese dagli attacchi dei suoi nemici e lo incoraggiò ad aprire una scuola a Napoli.

Nel 1439, durante il pontificato di Eugenio IV, pubblicò un breve testo, il De falso credita et ementita Constantini donatione. In esso Valla, con argomentazioni storiche e filologiche, dimostrò la falsità della Donazione di Costantino, documento secondo cui fu lo stesso imperatore Costantino a lasciare alla Chiesa parte dei territori dell'Impero romano, giustificando così il potere temporale del papato (oggi si sa che in realtà si tratta di uno scritto dell'VIII secolo).

Egli dimostrò che anche la lettera ad Abgaro attribuita a Cristo era un falso, e, sollevando dubbi sull'autenticità di altri documenti spurii e ponendo in discussione l'utilità della vita monastica e mettendone in luce anche l'ipocrisia nel De professione religionum ("La professione dei religiosi"), egli suscitò l'ira delle alte gerarchie ecclesiastiche. Fu obbligato pertanto a comparire davanti al tribunale dell'Inquisizione, alle cui accuse riusci a sottrarsi soltanto grazie all'intervento del re Alfonso.

Non fu comunque ridotto al silenzio. Egli, infatti, iniziò a ridicolizzare il latino della Vulgata e accusò persino S. Agostino di eresia.

Nel 1444 visitò nuovamente Roma, dove i suoi avversari erano ancora molti e potenti. Riuscì a salvarsi da morte certa travestendosi e fuggendo a Barcellona, da dove fece poi ritorno a Napoli.

Nello stesso anno viene divulgato il De elegantiis linguae Latinae ("L'eleganza della lingua latina"), pubblicato poi postumo nel 1471. L'opera raccoglie una serie straordinaria di passi desunti dai più celebri scrittori latini (Publio Virgilio Marone, Cicerone, Livio), dallo studio dei quali, sostiene Valla, occorre codificare i canoni linguistici, stilistici e retorici della lingua latina. Il testo costituì la base scientifica del movimento umanista impegnato a riformare il latino cristiano sullo stile ciceroniano.

Nel febbraio 1447, con la morte di papa Eugenio IV, la sua fortuna iniziò a volgere in meglio. Recatosi nuovamente a Roma, fu ricevuto dal nuovo pontefice Niccolò V, che lo nominò segretario apostolico.

Anche con il pontefice successivo, papa Callisto III, Valla restò sempre in buoni rapporti.

Morì a Roma il 1 agosto 1457.

È quasi impossibile farsi un'idea precisa della vita privata e del carattere di Valla, a causa della parzialità e della scarsa obiettività che si accompagnano alle polemiche da lui sostenute. Egli appare comunque come persona orgogliosa, invidiosa e irascibile, caratteristiche cui però si affiancano le qualità di elegante umanista, critico acuto e scrittore pungente nella sua continua e violenta polemica sul potere temporale della Chiesa di Roma.


Scrittori italiani 50px|Libri - Books - 1
Duecento · Trecento · Quattrocento · Cinquecento · Seicento · Settecento · Ottocento · Novecento


La Biblioteca di Babele - Il Progetto - Al Caffè - Agenda - Scaffale aperto

Autobiografia e Biografia - Cavalleresca - Critica - Epica - Erotica - Fantascienza - Fantasy - Favola - Fiaba - Fumetto e Manga - Giallo -
Horror - Leggenda - Letteratura - Mito - Narrativa - Poesia - Ragazzi - Romanzo - Saggio - Satira - Teatro - Tragedia - Western

La letteratura nel mondo
bulgara - francese e francofona - giapponese - greca - inglese e britannica - italiana - latina - russa - tedesca - ungherese

Categorie afferenti
Classici - Correnti - Critica - Fantascienza - Generi - Letteratura - Linguistica - Opere - Personaggi - Poeti - Premi -
Premi Nobel - Riviste - Riviste del '900 - Scrittori - Scrittori per genere - Storia della letteratura

Wikizionario - Wikiquote - Wikibooks - Wikisource


Valla, Lorenzo Valla, Lorenzo

See also: Lorenzo Valla, 1406, 1431, 1433, 1435, 1439, 1444, 1447