Lingua ladina
Si chiama ladino anche la lingua, scritta in caratteri ebraici ma basata sullo spagnolo del XV secolo, parlata dagli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 e diffusa tra gli ebrei sefarditi nel bacino del Mediterraneo e, in seguito alle emigrazioni, nelle Americhe. È detta anche giudeo-spagnolo.
Il ladino è un gruppo di dialetti neolatini uniti da strette affinità e parlati da circa 700.000-900.000 persone nella parte centro-orientale dell'arco alpino. Il termine ladino, originariamente diffuso nella Val Badia e nell'Engadina, è usato, attualmente. Il ladino ha tratti in comune con le lingue romanze occidentali, p.es. la lenizione - talvolta fino alla scomparsa - delle intervocaliche (latinu > ladin) e il plurale in -s anziché in -i, -e, ma a volte se ne discosta (la c dinanzi a e e i non passa a [ts] > [s] ma diventa [tš] come nel gruppo orientale (italiano centro-meridionale, romeno) (romanice > rumantsch [ru'mantš]).
L'originaria classificazione raggruppava i dialetti in un sistema reto-romancio (accolto anche dall'Enciclopedia Britannica) a sua volta suddiviso in tre gruppi (romancio nei Grigioni, ladino nel Tirolo, Friulano nella Venetia orientale). Attualmente si deve parlare di romancio grigionese, di ladino-dolomitico e di friulano:
- Il grigione-romancio è parlato nel cantone svizzero dei Grigioni, è la quarta lingua nazionale della Svizzera dal 1937.
Si divide in:
a) gruppo Renano (Grischun):
- soprasilvano (sursilvan),
- sottosilvano (sutsilvan),
- surmiran, parlati nell'area occidentale del cantone,
b) gruppo engadinese Ladino:
- putér, parlato in Alta Engadina (Engiadin'Ota), e
- vallàder, parlato in Bassa Engadina (Engiadina Bassa)
- jauer, Val Monastero (Val Müstair), in passato diffuso nell'Alta Venosta.
- Il ladino delle Dolomiti (ladin dolomitan)è parlato principalmente nelle comunità:
- gardenese, parlato in Val Gardena (Gherdëina),
- fassano, parlato in Val di Fassa e a Moena e a Canazei,
- badioto-marebbano, diffuso in Val Badia e in val Marebbe (Val Badia/ Mareo),
- fodomo, diffuso nella pieve di Livinallongo (Fodom) e nell'alto Cordevole (Rocca Pietore),
- ampezzano, diffuso a Cortina d'Ampezzo (Anpezo) dove risente del confine culturale ladino-cadorino,
- comelicano, diffuso nel Comelico; è il più conservatore tra i dialetti orientali.
In Provincia di Bolzano (Bulsan) è lingua ufficialmente riconosciuta e la minoranza ladina viene tutelata con diverse norme riguardanti tra le altre cose l'insegnamento nelle scuole pubbliche. Infatti nelle scuole delle località ladine dell'Alto Adige la lingua ladina è lingua d'insegnamento assieme al tedesco e italiano.
Recentemente è stato concluso il progetto SPELL che mira alla creazione di una lingua ladina standard.
- La lingua Friulana (Friulano/Furlan), si è formata come più o meno intorno all'anno Mille ed ha mantenuto durante i secoli un'originalità tutta sua che la rende, ancora oggi, molto diversa dall'italiano e dagli altri idiomi parlati nei territori limitrofi (veneto, istriano, morlacco). Il friulano è parlato nelle province di Gorizia, Pordenone e Udine e nella provincia di Venezia (parte orientale del Mandamento di Portogruaro) da circa 600.000-650.000 persone. Nella parte meridionale lo spopolamento alto-medioevale con successive immigrazioni venete ma anche morlacche e slave, ha portato a una forma ibrida friulano-veneta (giuliano) più diffusa nelle cittadine.
Un esempio di ladino. Un popolare proverbio grigionese:
- Voust entrer cun buna glüna
- Bainvegnieu sarost adünna.
- Vo da l'otra vart il vent
- Fo il bain e sto davent.
- (Se vieni di buonumore sei benvenuto. Altrimenti, per favore, resta fuori)
Un esempio di una legenda in ladin dolomitan / standard:
Duc i Ladins sá che l lé (o lech) dl ergabuan é l Lé de Careza. Chest é conesciú lonc y lerch per si biei colours che muda demeztroi dal vert-fresch al cuecen-scarlat, y dal blé dl ciel al ghel-or; per chesta mudazion de colours él vegnú batié "Lé dl Ergabuan", dai colours dla irida/cogola dl uedl. An conta che chel lé fova n iade abité da na "gana" che ova l corp da pesc y l cef da persona, desche an se imaginova da zacan na ninfa. N salvan che abitova te cheles selves, che scluj ite chest pice lé desche na perla, se ova inamoré da perde l cef te chesta bela muta-ninfa; ma dut debant! Per la tré a se, se ova l salvan pensé de fé n gran ergabuan con i colours plu biei che se destenova fora da la piza dl Latemar enfin ju tl lech; ma la ninfa ne se ova empone lascé pié. Dal gran senn, l Salvan, che ova fat con tant de fadia sie beliscim laour, ova n dí tout l ergabuan, l ova desfat en tant de fruzies y l ova spo sciulé tl lech. Da chel moment á l lé giaté duc chi biei colours che al à enfin aldidancuei.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Noeles.net: un sito di informazioni in ladino
- http://www.liarumantscha.ch/
- http://www.rumantsch.ch/rumol/home.html
- http://www.schulnetz.ch/schulen/alvaneu/Schuelerzeitung/Beitraege/rum.html
- http://www.istladin.net/ Istituto Culturale Ladino e Museo Ladino di Fassa
- Grafia ufficiale della Lingua Friulana
