Libro di Mormon
Il Libro di Mormon è uno dei principali testi sacri del Mormonismo, accettato dai fedeli di quella religione quale parola di Dio al pari della Bibbia.
Il libro fu scritto (o meglio tradotto, secondo la fede mormone) da Joseph Smith Jr. alla fine del XIX secolo, reca come sottotitolo: “Un altro Testamento di Gesù Cristo”, ed è una raccolta di 15 libri con storie di impronta biblica. Il libro prende il titolo dal suo maggiore autore, Mormon. Mormon sarebbe identificato con l'ultimo re dei Nephiti, una colonia di Israeliti immigrata in America dopo la caduta della Torre di Babele. Joseph Smith dichiarò di averlo semplicemente tradotto da tavole d'oro consegnategli da un angelo. Successivamente le tavole originali sarebbero state riprese dall'angelo Moroni, figlio di Mormon.
La storia segue le vicissitudini di una famiglia ebraica che sarebbe fuggita da Gerusalemme nel 600 AC circa. La storia millenaria di questa popolazione si intreccia con altre arrivate nel Nuovo Mondo al tempo della Torre di Babele e quelle partite circa negli stessi anni ma seguendo rotte diverse. Il libro narra la storia religiosa di queste popolazioni, le guerre e le dottrine che professavano.
Dal punto di vista letterario è un riassunto fatto, secondo i fedeli, da un unico autore, Mormon, che sintetizza sia la storia dei popoli venuti dalla Torre di Babele, conosciuti come Giarediti, sia di quella della famiglia originaria divisasi poi in diverse tribù e popolazioni spesso in lotta tra loro (Nefiti, Lamaniti, Amulechiti, ecc.).
Il libro è completato dal figlio di Mormon, Moroni, che scrive l'ultimo libro ed allega delle tavole originali della famiglia di origine. Nel libro vengono menzionate diverse tavole:
- Le piccole tavole d'oro: scritti originali di Nefi, componente di spicco della famiglia originaria, e dai suoi diretti discendenti (Libri da 1 Nefi a Omni).
- Le piccole tavole di bronzo: riassunto della storia successiva, comprendono anche la storia dei Giarediti e furono terminate da Moroni.
Si citano anche le grandi tavole di bronzo che contengono il Pentateuco così come si ritiene posseduto nel 600 AC. Solo le piccole tavole d'oro e di bronzo però sono state tradotte da Joseph Smith. Il libro più importante (4 Nefi) parla della visita fatta dal Salvatore, dopo la sua resurrezione, nel continente americano.
