Lai du Cor
Il Lai du Cor (o del Corno Magico) è un breve testo (meno di 600 versi), scritto in Inghilterra intorno al 1170-80, da un autore, l'ignoto Robert Biket, in lingua anglo-normanna, cioè nel francese d'oïl, che si parlava nell' Inghilterra medievale dopo la conquista Normanna del 1066.
Nel Lai (genere di breve racconto a tematica cortese) si racconta un' avventura che avviene alla corte di Re Artù: un valletto misterioso, mandato dal re Mangoun di Moraine (baia scozzese, ma il nome è qui fantastico), reca ad Artù un corno dalle proprietà meravigliose: l' uomo che riuscirà a bere il vino contenuto, avrà garanzia di avere moglie, o amante, fedele... Nonostante i consigli alla prudenza, il re beve, e si trova inondato di vino da capo a piedi. La regina Ginevra tenta di discolparsi, ma il suo poco innocente discorso non ha altro risultato che di indurre il re a far bere tutti i cavalieri della corte e a farli egualmente sporcare, rivelando l' infedeltà delle compagne. Solo un cavaliere, Caradoc, e la sua sposa superano la prova, ed ottengono in dono un feudo e il corno stesso.
Traduzione di un tema-motivo di tradizione molto antica (se ne trovano esempi già nelle "Storie" di Erodoto), il Lai du Cor immette nella letteratura francese, e progressivamente in tutta la letteratura europea, una storia di grande fortuna, ripresa da testi francesi, inglesi, tedeschi, italiani, per giungere, in pieno XVI secolo, sino all' "Orlando furioso". A motivare tale apprezzamento sono la capacità del racconto di condurre una critica, più o meno garbata, sulla solidità e solidarietà di gruppi socialmente coesi (come ad es. la corte), e di beffarsi della fedeltà femminile, ma anche della credulità e stolidezza maschile.
