La struttura dell'esistenza

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Nell'interpretazione dell'autore, per Heidegger l'esistenza è angoscia, impossibilità di staccarsi dal niente, e per Jaspers è scacco, impossibilità di raggiungere l'essere; Abbagnano invece prospetta il concetto di Esistenza come struttura: «si deve intendere per struttura la forma che costituisce come situazione finale la pura possibilità della situazione iniziale», nel senso che l'essere va in cerca della possibilità di quella stessa indeterminazione grazie a cui può cercare; questa "possibilità della possiblità" è detta "possibilità trascendentale". L'uomo può, con una scelta esistenziale, accettare la sua situazione e, realizzarsi nel trascendimento continuo di sé verso l'essere; oppure, inautenticamente, cadere nella "dispersione banalizzante". La forma della realizzazione autentica è la coesistenza, in cui «l'io e il tu si costituiscono simultaneamente»


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See also: La struttura dell'esistenza, 1939, Filosofia, Karl Jaspers, Martin Heidegger, Nicola Abbagnano