Ruhollah Khomeini

L'ayatollah Ruhollah Khomeini (17 maggio 1900 - 3 giugno 1989) è stato il capo religioso e politico dell'Iran dal 1979 al 1989. Il suo governo fu di stampo religioso islamico e impose - secondo il giudizio storico di visione occidentale - uno stretto moralismo di linea fondamentalista. Il regime da lui instaurato inaugurò una linea di potere teocratico in Iran che persiste tuttora.

Indice

Biografia

Nato nel 1900 da una famiglia di miserrime condizioni, Khomeini rimase orfano di entrambi i genitori nel 1906, quando in Persia era in corso la guerra civile. Ancora giovanissimo fece parte del partito religioso islamico, una unione di stretti osservanti dell'Islam - più conosciuta come movimento talebano - che voleva imporre un governo improntato a rigidi costumi.

Quando Reza Pahlavi (1877 - 1944) divenne scià nel 1925, questa associazione venne messa fuorilegge e Khomeini fu costretto alla clandestinità. Organizzò insieme ad altri diverse congiure, peraltro fallite, contro lo stesso scià.

Quando Pahlavi fu deposto, nel 1941, gli successe come scià il figlio Mohammad Reza Pahlavi (1919 - 1980), all'epoca appena ventiduenne. Khomeini vide diminuire l'ostracismo nei suoi confronti e fu reintegrato nella scala gerarchica religiosa divenendo capo ayatollah. Nel 1953 Reza Pahlavi assunse i poteri assoluti e riprese l'opera di persecuzione verso il corpo religioso avviata precedentemente dal padre.

Khomeini fu uno dei principali oppositori a questa politica e organizzò nel 1963 una nuova congiura contro lo scià, congiura che fallì in pieno costringendo l'ayatollah all'esilio.

La presa del potere

Mentre in Iran l'opposizione allo scià cresceva anche a causa della dura repressione governativa (tra il 1970 e il 1978 si calcola siano state incarcerate centomila persone, torturate diecimila e uccise tra le quattromila e le cinquemila, alcune se alcune stime parlano di settemilacinquecento), Khomeini dall'estero fomentò la rivolta in attesa dell'occasione per dare vita ad una rivoluzione.

Nel dicembre del 1978 la rivolta popolare esplose contro Reza Pahlavi; poco dopo Khomeini faceva il suo rientro da un esilio durato quasi sedici anni. Sebbene si fosse mostrato possibilista verso una trattativa, lo scià Reza Pahlavi il 3 gennaio 1979 fu costretto a fuggire dall'Iran mentre Khomeini poteva instaurava una forma di repubblica, divenendone capo.

Iniziò a questo punto un vero e proprio bagno di sangue contro i collaboratori del deposto scià: migliaia di essi furono arrestati e fucilati dopo un processo sommario; altri furono mandati in esilio o imprigionati e i rimanenti fuggirono dal paese. In pochi mesi si considera siano state fucilate circa cinquemila persone e mandate in esilio diecimila; Khomeini inoltre prese cinquantaquattro ostaggi e minacciò di farli uccidere se gli Stati Uniti - accusati di proteggere Pahlavi - non gli avessero consegnato Reza Pahlavi. Ci fu un netto rifiuto da parte degli USA e alla fine gli ostaggi furono liberati, anche se da allora Stati Uniti divennero, per il regime di Khomeini, "il grande satana del mondo".

Capo di governo a vita

Nel 1979 Khomeini indisse le elezioni riservandosi tutti i poteri e la carica a vita. Fra le prime leggi - di forte stampo moralista - vi furono l'abolizione del divorzio e la proibizione dell'aborto. Inoltre istituì la pena di morte sull'adulterio, la bestemmia e l'infedeltà nel matrimonio.

Impose alle donne la copertura costante del volto con un velo, pur concedendo loro una certa indipendenza rispetto a quanto avvenuto in tempi precedenti. Secondo molti, tuttavia, con il regime di Khomeini le donne continuarono ad avere molti meno diritti rispetto all'uomo, con una accentuazione del dovere di obbedienza al marito. Considerato l'isolamento avuto nel mondo, Khomeini già nel 1981 mitigò questo rigido moralismo anche per poter conservare rapporti diplomatici con altri paesi. L'Iran comunque rifiutò ogni rapporto commerciale o politico con gli Stati Uniti.

Nel 1988 lo scrittore Salman Rushdie scrisse dei versi ironici su Maometto (i "Versetti satanici", "The Satanic Verses" in lingua inglese). La pubblicazione di tale scritto provocò l'ira di Khomeini che decretò la condanna a morte dello scrittore. Questi riuscì a salvarsi rifugiandosi in Gran Bretagna.

Voci correlate

Khomeini Khomeini Khomeini

See also: Ruhollah Khomeini, 17 maggio, 1877, 1900, 1906, 1919, 1925, 1941, 1944, 1953