Juventus Football Club
La Juventus F.C. è una delle due squadre di calcio di Torino e una delle squadre più titolate e con più sostenitori d'Italia.
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| Anno di fondazione | 1897 | ||
| Inno ufficiale | Juve, storia di un grande amore | ||
| Città | Torino (TO) | ||
| Presidente | Franzo Grande Stevens | ||
| Stadio | Delle Alpi di Torino, 69.041 posti | ||
| Scudetti | 28 | ||
| Coppe Italia | 9 | ||
| Titoli Europei |
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| Colori sociali | strisce verticali bianco-nere | ||
| Indice |
Fondazione e maglie
È stata fondata nel 1897 da un gruppo di studenti del liceo classico D'Azeglio di Torino, che erano soliti riunirsi attorno a una panchina di corso Vittorio Emanuele, vicino al liceo. La prima maglia era rosa. Alla divisa a strisce verticali bianche e nere, adottata nel 1903, si passò per caso. Le divise venivano acquistate in Inghilterra, la patria del calcio moderno, e l'importatore italiano ricevette per sbaglio maglie diverse da quelle richieste, che dovevano assomigliare alle maglie rosse del Manchester United. Arrivarono maglie bianconere e da allora quella fu la divisa ufficiale della Juventus.
Dagli anni Trenta la proprietà della Juventus è passata alla famiglia Agnelli. In diverse occasioni i fratelli Giovanni e Umberto Agnelli hanno assunto la presidenza della squadra, di cui finanziavano gli acquisti di calciatori, per poi diventare presidenti onorari, titolo attribuito anche all'ex calciatore e presidente Giampiero Boniperti.
Vittorie, tifosi, denaro
Pur avendo vinto in ogni periodo della storia del calcio, ci sono alcuni periodi nella storia della Juventus in cui le vittorie risultano particolarmente concentrate.
In particolare la Juventus ha vinto cinque scudetti consentivi negli anni Trenta, sei scudetti e tutte le coppe internazionali tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, durante la presidenza di Giampiero Boniperti e con Giovanni Trapattoni in panchina, e cinque scudetti e alcuni trofei internazionali con Marcello Lippi in panchina.
I periodi ricchi di successi sportivi hanno contribuito a rendere la Juventus la squadra più amata dai tifosi italiani e una delle più seguite in Europa e nel mondo.
La popolarità è stata sfruttata dal punto di vista commerciale soprattutto dopo il 1994. Finita l'epoca della presidenza di Boniperti, la proprietà ha affidato la società a tre persone: Roberto Bettega, giocatore negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, che ha assunto la vicepresidenza della società, lasciando la presidenza senza incarichi operativi prima all'avvocato Vittorio Chiusano e, dopo la sua morte, all'avvocato Franzo Grande Stevens; Luciano Moggi (ex capostazione ed ex procuratore) in qualità di direttore generale e di responsabile degli acquisti e delle cessioni dei calciatori; e infine Antonio Giraudo, manager di fiducia di Umberto Agnelli, in qualità di amministratore delegato, responsabile della parte economico-finanziaria.
Bettega, Giraudo e Moggi hanno dovuto rilanciare una società che subiva perdite pari al 50% del fatturato e non vinceva da anni nessun trofeo importante e hanno dovuto operare nel contesto di una proprietà non più intenzionata e spesso impossibilitata, dovendo pensare alle gravissime difficoltà economiche del gruppo FIAT, a coprire i deficit di bilancio.
In poco più di un anno, ceduti alcuni giocatori di fama, che però pesavano molto con i loro stipendi sui costi della società, e puntato su calciatori fortemente motivati a vincere, sono arrivati i risultati sportivi ed economici. Il bilancio della Juventus ha raggiunto il pareggio e la Juventus ha rivinto il campionato dopo un decennio senza vittorie.
Negli anni successivi la Juventus è riuscita a realizzare in diverse occasioni utili di bilancio, anche grazie a scelte, non sempre popolari tra tifosi e giornalisti, che hanno privilegiato la crescita dei ricavi, il contenimento dei costi e dei debiti attraverso la decisione di spendere, per l'acquisto di calciatori, solo il denaro incassato attraverso la vendita di altri giocatori. Nei primi anni del XXI secolo, con oltre 200 milioni di euro di fatturato, la Juventus è la terza società per ricavi in Europa, dopo Manchester United e Real Madrid.
Inoltre per finanziare nuovi investimenti in un centro sportivo a Vinovo, nei pressi di Torino, e la ristrutturazione dello stadio delle Alpi, concesso per 99 anni dal comune, la Juventus ha ceduto parte delle proprie azioni che sono quotate alla borsa di Milano.
Altri periodi memorabili
Oltre alle vittorie recenti e ai cinque scudetti consecutivi vinti negli anni Trenta, occorre ricordare due momenti in particolare della storia juventina: la stagione di Sivori e quella di Boniperti.
In realtà si tratta di due facce di una stessa medaglia che ha ben stampato il volto di Giampiero Boniperti.
Da calciatore Boniperti ha battuto ogni record per presenze e numero di gol nella storia della squadra che lo ha visto protagonista in attacco dai primi anni del dopoguerra ai primi anni Sessanta. Negli ultimi anni di carriera ha tuttavia cambiato ruolo, trasformandosi in centrocampista e lasciando il ruolo di attaccante a una strana coppia amatissima dai tifosi bianconeri: il gallese John Charles e l'argentino di origini italiane Omar Sivori.
Il mastodontico Charles, tutto muscoli e potenza, roccioso in area di rigore e correttissimo verso gli avversari, si trova a fare coppia per alcune stagioni con l'agile Sivori, abilissimo nel dribbling, sfacciato e provocatore, capace di giocare con i calzettoni abbassati in gesto di sfida verso gli avversari e di reagire a cazzotti alle provocazioni altrui.
È una coppia che non vince molto, ma colpisce non poco la fantasia dei tifosi. È anche un inno all'amore per il calcio e per la Juventus, cui Sivori dedicherà la sua fattoria argentina.
Pochi anni dopo aver abbandonato il calcio professionistico, Giampiero Boniperti ritorna alla Juventus come presidente, voluto da Giovanni Agnelli per mettere ordine in una società in grande crisi di identità.
È la fine degli anni Sessanta, e una breve collaborazione con Italo Allodi porta all'acquisto di alcuni giovatori che per divesi anni formeranno l'ossatura della Juventus. Ma è soprattutto a partire dal 1976 che, per dieci stagioni, la Juventus si dimostrerà vincente in Italia e in Europa.
Nel 1976 viene assunto un giovane allenatore con un passato di buon mediano nel Milan, Giovanni Trapattoni. Trapattoni impara il mestiere di allenatore dal suo allenatore, Nereo Rocco, che incarna la tradizione calcistica italiana che trionfò negli anni Trenta ai mondiali di Francia e Italia. Il gioco delle squadre allenate da Trapattoni suscita spesso le critiche di chi vorrebbe le squadre italiane più aggressive e votate all'attacco, ma appare efficace e i risultati non mancano. Nel 1976 la Juventus cede due giocatori quotati, Anastasi e Capello, rispettivamente a Inter e Milan, ricevendo in cambio due giocatori più vecchi, Boninsegna dall'Inter e Benetti dal Milan, e una cospicua somma di denaro. Pare un cattivo affare e invece non è così: la Juventus vince lo scudetto e la Coppa UEFA, battendo in finale l'Atletico di Bilbao (1-0 a Torino e 1-2 a Bilbao). È doppio record: nessuno aveva ottenuto 51 punti in un campionato a 16 squadre e nessuna squadra italiana aveva vinto una coppa con soli giocatori italiani.
È anche l'inizio di un decennio che si concluderà con 6 campionati vinti e un altro record: la Juventus è la prima squadra europea a vincere tutte e tre le coppe (UEFA nel 1976/77, Coppa delle Coppe nel 1983-84, Coppa dei Campioni l'anno successivo).
La Juventus e la Nazionale
La supremazia calcistica della Juventus nel decennio di Trapattoni si misura anche nella partecipazione dei calciatori bianconeri alle due emozionanti avvenuture della Nazionale in Argentina (1978) e Spagna (1982).
Sono almeno sei o sette in ogni gara i giocatori della Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Causio, Bettega e Rossi sono protagonisti di una o di entrambe le competizioni. Nel 1982 Paolo Rossi vince la classifica dei marcatori del Mondiale, oltre che il titolo di campione del Mondo. E lo stesso fa nel 1990 Totò Schillaci. Roberto Baggio è il miglior giocatore della nazionale durante i Mondiali statunitensi.
Drammi
Non sono mancati nella storia bianconera i momenti drammatici. Il 29 maggio 1985 gli incidenti scoppiati a opera dei teppisti inglesi al seguito del Liverpool nella finale di Coppa Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles provocano 39 morti, 32 dei quali italiani. La serata si conclude con la vittoria della competizione, oscurata dalla tragedia e, negli anni successivi, dalle polemiche sull'opportunità di giocare la partita.
Nel 1989 muore in un incidente stradale in Polonia Gaetano Scirea, per anni libero e capitano della squadra, diventato poi osservatore della società.
Nel 1995 le conseguenze di una grave forma di leucemia uccidono Andrea Fortunato, terzino sinistro della squadra.
Vittorie e sconfitte emozionanti
Meno drammatica, ma sicuramente dolorosa per i tifosi è invece la storia della Juventus nella Coppa nella Coppa Campioni, ora UEFA Champions League.
I numerosi scudetti hanno garantito ai bianconeri molte partecipazioni, spesso finite in modo infelice.
Per sette volte la Juventus ha raggiunto la finale della più importante competizione europea, vincendo in due occasioni, a Bruxelles contro il Liverpool (1-0 rigore di Platini) nella drammatica serata dell'Heysel e a Roma, contro l'Ajax ai calci di rigore. Altre cinque volte le cose sono andate male.
Nel 1973 a Belgrado contro l'Ajax, sconfitta per 1-0; nel 1983 ad Atene contro l'Amburgo, ancora 1-0; poi nel 1998 a Monaco di Baviera, contro il Borussia Dortmund, sconfitta per 3-1 e l'anno successivo contro il Real Madrid, con il classico 1-0. Infine nel 2003 a Manchester contro il Milan è arrivata la quinta sconfitta ai calci di rigore.
A queste sconfitte si deve aggiungere una sconfitta in coppa delle Fiere con doppio pareggio in finale.
Per tre volte, nel 1967, 1973 e nel 2002, la Juventus ha poi vinto il campionato all'ultima giornata, mentre nel 2000 in testa all'ultima giornata di campionato è stata superata dalla Lazio.
La Juventus e il pallone d'oro
Per otto volte giocatori della Juventus hanno vinto il pallone d'oro, prestigioso riconoscimento del periodico francese France Footbal. È un record: nessuna squadra europea ha fatto meglio. I vincitori sono stati: Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), Michel Platini (1983, 1984, 1985), Roberto Baggio (1993), Zinedine Zidane (1998) e Pavel Nedved (2003).
Soprannome
La squadra della Juventus ha come soprannome "Vecchia Signora", da cui è derivato anche il soprannome riferito ai giocatori ed ai tifosi, ovvero "gobbi"; infatti nel dialetto piemontese "Goeba" significa signora anziana. Il termine viene anche riferito ad un curioso episodio: negli anni Cinquanta per una stagione durante le corse dei giocatori le maglie bianconere trattenevano l'aria, gonfiandosi e creando una sorta di gobba.
La Juventus ha sempre militato nel campionato italiano di massima serie, record che condivide con l'Inter.
È sempre stata legata al destino della famiglia Agnelli, che oggi possiede circa 2/3 del capitale della società quotata in borsa.
I Campioni
Alessandro Del Piero - David Trezeguet - Pavel Nedved - Gianluigi Buffon - Zlatan Ibrahimovic - Ciro Ferrara - Zinedine Zidane - Didier Deschamps - Michel Platini - John Charles - Omar Sivori - Giampiero Boniperti - Dino Zoff - Marco Tardelli - Antonio Cabrini - Roberto Bettega - Giuseppe Furino - Zbignew Boniek - Gaetano Scirea - Gianluca Vialli - Roberto Baggio - Paolo Rossi - Franco Causio - Claudio Gentile - Angelo Peruzzi - Gianluca Zambrotta-Gianluigi Buffon-Salvatore Schillaci-Stefano Tacconi - Emerson
Albo d'Oro
Campionato di Serie A (28)
- 1905 - 1925/26 - 1930/31 - 1931/32 - 1932/33
- 1933/34 - 1934/35 - 1949/50 - 1951/52 - 1957/58
- 1959/60 - 1960/61 - 1966/67 - 1971/72 - 1972/73
- 1974/75 - 1976/77 - 1977/78 - 1980/81 - 1981/82
- 1983/84 - 1985/86 - 1994/95 - 1996/97 - 1997/98
- 2001/02 - 2002/03 - 2004/05
Coppa Italia (9)
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2)
Coppa delle Coppe (1)
Coppa Uefa (3)
Supercoppa di calcio europea (2)
Coppa Intercontinentale (2)
Coppa Intertoto (1)
Supercoppa Italiana (3)
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Collegamenti esterni
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