John Fitzgerald Kennedy

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John F. Kennedy

John Fitzgerald Kennedy (Brookline, Massachusetts 29 maggio, 1917 - Dallas, Texas, 22 novembre, 1963), noto anche come Jack Kennedy o JFK, è stato il 35° presidente degli Stati Uniti, eletto nelle fila del Partito Democratico. Succedette a capo della Casa Bianca a Dwight D. Eisenhower, assumendo la carica il 20 gennaio 1961; la mantenne fino al giorno della sua morte, quando gli subentrò il vicepresidente Lyndon B. Johnson. Fu anche il primo e, al momento, unico Presidente degli Stati Uniti di religione cattolica.

Fu il primo presidente statunitense nato nel '900 ed il più giovane a morire ancora in carica. Venne assassinato mentre percorreva su un'auto scoperta assieme alla moglie, la first lady Jacqueline, le strade della città di Dallas (Texas); tutto il mondo ne pianse la prematura scomparsa.

Per la sua energia, il suo carisma, il suo stile e la sua capacità di governo negli anni della guerra fredda, nonché per le circostanze della sua morte, rimane uno dei presidenti statunitensi più amati del ventesimo secolo.

Indice

L'infanzia e l'educazione

Kennedy è nato a Brookline, nel Massachusetts, da Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald. Da ragazzo John, soprannominato da tutti "Jack" frequentò la "Dexter School" e in seguito al trasferimento della famiglia Kennedy da Boston a New York, seguì il trasferimento alla "Canterbory School" di New Milford, una scuola gestita da sacerdoti cattolici. Lì, John Kennedy ebbe una breve esperienza di scoutismo.Poi un ulteriore trasferimento al Choate Rosemary Hall, un collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell'autunno del 1935 si iscrisse all'università di Princeton ma fu costretto a lasciarla durante le vacanze di Natale, dopo aver contratto l'itterizia. L'autunno successivo iniziò a frequentare università di Harvard. Durante gli anni universitari, kennedy visitò l'Europa due volte, recandosi nel Regno Unito, dove il padre esercitava la carica di ambasciatore. Nel 1938 Kennedy scrisse la sua tesi sul ruolo britannico nel patto di Monaco. Si laureò con lode nel giugno del 1940. Nel 1937 iniziò una cura a base di steroidi per controllare la colite; nel 1938 era affetto da osteoporosi della spina dorsale inferiore [1].

Servizio militare

Nella primavera del 1941, Kennedy si arruola volontario nell'esercito, ma viene riformato, principalmente per via della sua spina dorsale. Tuttavia, con l'aiuto degli agganci del padre, la marina degli Stati Uniti lo accetta nel settembre dello stesso anno. Partecipa a diverse missioni nel teatro del Pacifico e consegue il grado di luogotenente in comando ad un cacciatorpediniere.

Il 2 agosto, 1943, la nave di Kennedy, la PT-109, fu colpita dai giapponesi ad ovest di New Georgia (vicino alle Isole Salomone). Kennedy fu scagliato attraverso il ponte riportando danni alla già malandata schiena. Riuscì tuttavia a trascinare con sé per tre miglia nell'oceano un uomo ferito, giungendo su un'isola dove il suo equipaggio trovò soccorso. Per questa azione Kennedy ricevette una medaglia, la Navy and Marine Corps Medal con la seguente motivazione

Per l'eroismo mostrato nel soccorso di tre uomini in seguito all'attacco ed all'affondamento della sua nave, mentre tentava di attaccare un bombardiere giapponese nell'area delle Isole Salomone la notte tra l'1 ed il 2 agosto 1943. Il luogotenente Kennedy, capitano della nave, ha diretto i soccorsi per l'equipaggio e salvato personalmente tre uomini, uno dei quali ferito seriamente. Nei sei giorni successivi è riuscito a portare tutto il suo equipaggio sulla terraferma e, dopo aver nuotato molte ore per assicurare loro aiuto e cibo, è riuscito a portare in salvo gli uomini. Il suo coraggio, la sua resistenza e l'eccellente comando hanno contribuito a salvare diverse vite e continua la migliore tradizione della Marina degli Stati Uniti.

Le altre decorazioni della Seconda Guerra Mondiale di Kennedy includono la Purple Heart, l'Asiatic-Pacific Campaign Medal, e la World War II Victory Medal. Venne congedato con onore all'inizio del 1945, solo qualche mese prima della resa giapponese.

Nel Maggio 2002 una spedizione National Geographic trova ciò che si crede essere il relitto del PT-109 al largo delle Isole Salomone .

Gli inizi della carriera politica

Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy puntò molte delle sue speranze, ma che venne ucciso in guerra. Nel 1946 il deputato James M. Curley lasciò il suo seggio, corrispondente ad un distretto elettorale a grande maggioranza democratica, per diventare sindaco di Boston; Kennedy corse per quel seggio e batté il rivale repubblicano con un ampio margine. Fu rieletto due volte, con risultati spesso contrastanti rispetto a quelli del presidente Harry S. Truman e del resto del Partito Democratico.

Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan "Kennedy farà di più per il Massachusetts". Con una vittoria a sorpresa, sconfisse il favorito candidato Repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 70.000 voti. Kennedy si oppose all'aggressiva campagna del senatore Joseph McCarthy per epurare le sospette spie sovietiche e comuniste infiltrate nel governo statunitense. McCarty era un amico del padre di Kennedy ed il suo fratello più giovane, Robert, aveva lavorato per un breve tempo per McCarty. Benché Kennedy fosse malato e non poté votare, il senato censurò McCarty con 65 voti contro 22.

Kennedy sposò Jacqueline Bouvier il 12 settembre 1953. Nei due anni successivi subì diverse oeprazioni alla spina dorsale e fu spesso assente dal senato. Durante questo periodo pubblicò il libro Profiles in Courage, in cui venivano raccontati otto casi in cui senatori statunitensi rischiarono le loro carriere pur di non rinnegare i loro ideali personali. Il libro vinse il premio Pulitzer del 1957 per le biografie.

Nel 1956 Kennedy propose la sua nomination per candidarsi alla vice-presidenza per il Partito Democratico, ma il partito gli preferì il delegato del Tennessee Estes Kefauver. Tuttavia gli sforzi di Kennedy fecero crescere la reputazione del giovane senatore nel partito.

Elezioni presidenziali del 1960

Nel 1960 Kennedy dichiarò il suo intento di correre per la presidenza degli Stati Uniti. Nelle elezioni primarie del Partito Democratico si contrappose al senatore Hubert H. Humphrey del Minnesota, al senatore Lyndon B. Johnson del Texas e ad Adlai Stevenson II, candidato democratico nel 1952 e nel 1956, che pur non correndo ufficialmente era uno dei favoriti. Kennedy vinse le elezioni primarie in stati chiave come il Wisconsin e la West Virginia e giunse alla Convention Democratica nel 1960.

Il 13 luglio, 1960 il partito Democratico nominò Kennedy candidato alla presidenza. Kennedy chiese a Lyndon Johnson di essere il suo candidato alla vice presidenza, despite clashes between the two during the primary elections. Somewhat to Kennedy's staff's dismay, Johnson accepted.

In settembre e in ottobre, Kennedy si confrontò con il candidato Repubblicano alla presidenza Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale mai trasmesso in televisione. Durante il dibattito, Nixon apparve teso e mal rasato, mentre Kennedy era composto e di bella presenza, portando molti a considerare Kennedy il vincotre del confronto, nonostante gli storici considerino i due sostanzialmente alla pari in termini di oratoria. Il dibattito televisivo è considerato un punto di svolta nella politica: il punto in cui il medium televisione inizia ad avere un ruolo decisivo in politica ed il modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per un candidato alle elezioni presidenziali.

Nelle elezioni generali dell'8 novembre 1960, Kennedy batté Nixon in una competizione molto serrata. All'età di 43 anni divenne il più giovane presidente eletto (Theodore Roosevelt fu più giovane, ma divenne presidente subentrando a William McKinley quando questi fu assassinato) ed il primo presidente cattolico.

La presidenza

John F. Kennedy prestò giuramento come 35° presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 1961. Nel suo discorso inaugurale parlò del bisogno di tutti gli americani di essere cittadini attivi. Disse: « Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese ». Chiese anche alle nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro ciò che chiamò "i comuni nemici dell'umanità... la tirannia, la povertà, le malattie e la guerra".

Politica estera

Il 17 aprile 1961, l'amministrazione Kennedy implementò una versione modificata del piano di Dwight D. Eisenhower, (predecessore di Kennedy) per deporre Fidel Castro, leader socialista di Cuba. Con il supporto della CIA, in quella che fu poi definitiva Invasione della Baia dei porci, 1500 cubani esiliati poterono ritornare sull'isola per deporre Castro, ma l'amministrazione Kennedy sovrastimò la resistenza anti-castrista e gli esiliati non furono in grado di trascinare il popolo cubano come previsto.

Dal 19 Aprile, il governo di Castro uccise o catturò molti degli esiliati e Kennedy fu costretto a negoziare per il rilascio di 1189 di loro. Dopo 20 mesi, Cuba rilasciò gli esiliati in cambio di 53 milioni di dollari in cibo e medicine. L'incidente fu di grande imbarazzo per Kennedy, ma lui se ne assunse l'intera responsabilità (si veda Bay of Pigs Invasion sulla wikipedia inglese per ulteriori dettagli).

Il 13 agosto 1961, il regime sovietico al controllo della Germania dell'est eresse un muro che divideva Berlino est dal settore ovest della città per fermare l'esodo delle persone in fuga dalla collettivizzazione forzata. Benché questa azione fosse in spregio agli accordi siglati dalle "quattro potenze", Kennedy non intraprese alcuna azione per fermarla e fece molto poco per impedire che il muro raggiungesse una lunghezza di 155 chilometri.

Questi eventi portarono alla crisi dei missili di Cuba, che iniziò il 14 ottobre 1962, quando gli aerei-spia U-2 americani fotografarono un sito cubano dove era in costruzione una base missilistica sovietica. Kenned si trovò di fronte un pesante dilemma: se gli Stati Uniti avessero attaccato il sito, avrebbero dato inizio ad una guerra nucleare con l'Unione Sovietica. Se non avessero fatto nulla, avrebbero avuto una permanente minaccia nucleare nella propria regione, in una vicinanza tale da rendere quasi impossibile un contrattacco qualora i nemici avessero attaccato per primi. E ancora, la paura che gli Stati Uniti apparissero deboli agli occhi del mondo.

Molti ufficiali militari e ministri del governo fecero pressione per un attacco aereo, ma Kennedy ordinò un blocco navale ed avviò negoziati con i russi. Una settimana dopo raggiunse un accordo con il Segretario Generale Nikita Khruščёv. Khrushchev si accordò segretamente a ritirare i missili in cambio dell'impegno degli Stati Uniti a non invadere Cuba e a ritirare i propri missili nucleari dalla Turchia.

A seguito di questo incidente, che portò il mondo più vicino ad un conflitto nucleare di quanto fosse mai stato prima, Kennedy divenne più cauto nel confrontarsi col totalitarismo sovietico. Il 26 giugno 1963 visitò Berlino Ovest e tenne un pubblico discorso di critica contro la costruzione del muro. Il discorso è famoso per la sua famosa frase, pronunciata in tedesco, "Ich bin ein Berliner", che fu salutata dai berlinesi con una grande ovazione.

Kennedy cercò di contenere il diffondersi del comunismo. Percepì la minaccia che cresceva contro il governo del Vietnam del Sud ed inviò prima dei consiglieri militari e poi delle truppe nell'area, dando inizio alla guerra del Vietnam.

Ritenendo che "coloro che rendono impossibile una rivoluzione pacifica rendono inevitabile una rivoluzione violenta", Kennedy cerò di contenere la diffusione del comunismo in America Latina fondando la Alliance for Progress, che inviò aiuti alle nazioni in difficoltà e cercò di imporre un maggior rispetto dei diritti umani nella regione.

Preoccupato dai pericoli a lungo termine della contaminazione nucleare e della proliferazione delle armi nucleari, Kennedy spinse anche per l'adozione di un trattato (il Limited o Partial Test Ban Treaty) che proibisse i test nucleari in atmosfera. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'Unione Sovietica furono i primi firmatari del trattato. Kennedy lo convertì in legge nel 1963 e da molti questa è ritenuta una delle maggiori conquiste della sua amministrazione.

Un altro esempio della convinzione di Kennedy della possibilità di migliorare il mondo senza ricorrere alla forza militare fu la creazione del programma dei Peace Corps, uno dei suoi primi atti da presidente. Attraverso questo programma - che ancora oggi esiste - cittadini statunitensi poterono offrirsi volontari per aiutare nazioni in via di sviluppo in aree quali l'educazione, l'agricoltura e la salute.

Politica interna

Uno dei problemi interni agli Stati Uniti più pressanti durante l'era Kennedy fu la turbolenta fine della discriminazione razziale. La Corte Suprema statunitense si era pronunciata nel 1954 contro la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, vietandola, tuttavia c'erano molte scuole, soprattutto negli stati meridionali, che non rispettavano questa decisione. Rimanevano inoltre in vigore le pratiche di segregazione razziale sugli autobus, nei ristoranti, nei cinema e negli altri spazi pubblici.

Migliaia di statunitensi di tutte le razze ed estrazioni sociali si unirono per protestare contro questa discriminazione. Keneedy sostenne l'integrazione razziale ed i diritti civili, chiamò inoltre a sé durante la campagna elettorale del 1960 la moglie dell'imprigionato reverendo Martin Luther King Jr., guadagnadosi il consenso della popolazione nera alla sua candidatura. Tuttavia, da presidente, temette che il grassroots movement avrebbe potuto irritare troppo i bianchi del sud ed inizialmente tese ad ostacolare il passaggio delle leggi sui diritti civili attraverso il Congresso, dominato da Democratici meridionali, allontandandosi dalle posizioni del movimento. Il risultato fu quello di venire accusato da molti leader dei movimenti per i diritti civili di non dar loro il sostegno promesso, qualcuno lo accusò di aver strumentalizzato i movimenti per i diritti civili in chiave meramente elettorale.

Supporto al programma spaziale

Kennedy voleva intensamente che fossero gli Stati Uniti a guidare l'esplorazione dello spazio. L'Unione Sovietica era più avanti degli Stati Uniti nella conoscenza dei viaggi spaziali e Kennedy era convinto che gli Stati Uniti avrebbero potuto colmare il divario. Disse che "nessuna nazione che aspiri ad essere alla guida della altre può attendersi di rimanere indietro nella corsa per lo spazio". Kennedy chiese al Congresso di finanziare il Programma Apollo per oltre 22 miliardi di dollari, con lo scopo di portare un uomo statunitense sulla Luna entro la fine della decade. "Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili", disse Kennedy. Sei anni dopo la sua morte questo obiettivo fu infine raggiunto.

Immagine, vita sociale e famiglia

Sia Kennedy che la moglie "Jackie" furono molto giovani in confronto alle precedenti coppie presidenziali e furono figure molto popolari, venne loro tributata un'attenzione più simile a quella riservata a cantanti rock ed a stelle del cinema, più che ad un politico ed a sua moglie. Influenzarono persino la moda dell'epoca e loro fotografie comparivano spesso nei rotocalchi dell'epoca.

I Kennedy portarono una ventata di vita nuova nell'atmosfera della Casa Bianca. COnvinti che la Casa Bianca fosse un luogo dove celebrare la storia, la cultura e le conquiste americane, invitarono regolarmente artisti, scrittori, scienziati, poeti, musicisti, attori, atleti e vincitori di premi Nobel. Jacqueline Kennedy inoltre riarrangiò quasi tutte le stanze della Casa Bianca con nuovi arredi e pezzi d'arte.

La Casa Bianca sembrò anche un luogo più gioioso per via della presenza dei due figli piccoli della coppia, Caroline e John Jr. (che sui rotocalchi verrà erroneamente chiamato John-John). Nel prato antistante la Casa Bianca i Kennedy misero una piscina ed una "casa sull'albero".

Dietro la facciata elegante, anche la vita privata dei Kennedy conobbe qualche tragedia, come la morte del neonato figlio Patrick, nell'agosto 1963.

Le informazioni rivelate successivamente alla morte di Kennedy non lasciano dubbi sul fatto che avesse avuto diverse relazioni extra-coniugali, tra le altre sembra anche con l'attrice Marilyn Monroe, nonché persino con personale femminile e visitatrici della Casa Bianca. In quegli non era solito mettere in pubblico questo tema e, nel caso di Kennedy, non fu mai discusso pubblicamente mentre era in vita.

Il carisma che Kennedy e la sua famiglia irradiavano, valsero alla sua amministrazione l'appellativo postumo di "Camelot".

L'assassinio e gli sviluppi successivi

Il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 2 novembre 1963 alle 12:30, ora locale, mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani. "Dov'eri quando hanno sparato a Kennedy?" fu una domanda posta di frequente negli anni suucessivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto.

Lee Harvey Oswald, venne arrestato alle 13:50, quindi alle 19:00 accusato di aver ucciso un poliziotto di Dallas ed alle 23:30 di aver ucciso il presidente "nel quadro di una cospirazione comunista". Oswald venne a sua volta ucciso nel seminterrato della stazione di polizia di Dallas da Jack Ruby, il proprietario di un night-club di Dallas noto alle autorità per i suoi legami con la mafia, prima di venire portato in tribunale. Cinque giorni dopo la morte di Oswald, il presidente Lyndon B. Johnson creò la Commissione Warren, presieduta dal giudice Earl Warren, per indagare sull'omicidio (si veda anche John F. Kennedy assassination sulla wikipedia inglese per ulteriori dettagli sulle circostanze della morte di Kennedy).

La vita di Kennedy e le teorie cospirative successive alla sua morte sono state soggetto di numerosi film, tra cui si annoverano “Rush to Judgment” (di Mark Lane, 1966), la mini-serie TV “Kennedy” (di Nigel Turner, 1988 e 1995) con il seguito in nove episodi “The Men Who Killed Kennedy” (2003) ed il campione di incassi “JFK - Un caso ancora aperto” di Oliver Stone (1991). Infine “JFK: Reckless Youth” (1993) dedicato ai suoi anni giovanili.

Nel novembre del 2002 venne tolto il segreto alle cartelle cliniche di Kennedy, rivelando che i suoi problemi fisici erano più seri di quanto si pensasse in precedenza. Olte a soffrire un dolore costante per la frattura di alcune vertebre, soffriva di disturbi digestivi della malattia di Addison. Kennedy veniva sottoposto ad iniezioni di procaina prima di ogni evento pubblico per poter apparire in salute. La spina dorsale di Kennedy era affetta da un'osteoporosi aggravata dalle iniezioni di corticosteroidi; questo lo constringeva ad usare un busto per alleviare il peso del corpo sulle vertebre inferiori. È stato ipotizzato che lo indossasse anche il giorno in cui venne ucciso - dopo essere stato colpito una prima volta il suo corpo avrebbe dovuto scivolare in una posizione in cui l'automobile gli avrebbe offerto una maggiore protezione, ma il busto mantenne il suo corpo in posizione eretta dando all'assassino il tempo di sparare il colpo fatale alla testa.

Il ritratto di Kennedy compare sulle monete da mezzo dollaro statunitense.

Il 14 marzo 1967 il suo corpo è stato portato al cimitero nazionale di Arlington.

Kennedy è il presidente che ha vissuto meno a lungo di tutti. 46 anni e 177 giorni.

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Preceduto da: Dwight Eisenhower (1961-1963) Succeduto da: Lyndon B. Johnson
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See also: John Fitzgerald Kennedy, 12 settembre, 13 agosto, 13 luglio, 14 marzo, 14 ottobre, 17 aprile, 1917