Ivrea
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| Ivrea | |
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| Stato: | Italia |
| Regione: | Piemonte |
| Provincia: | di Torino (TO) |
| Latitudine: | 45° 28‘ Nord |
| Longitudine: | 7° 53‘ Est |
| Altitudine: | 253 m s.l.m. |
| Superficie: | 30 km² |
| Popolazione: - Totale - Densità | 23.507 784 ab./km² |
| Frazioni: | Torre Balfredo; |
| Comuni limitrofi: | Chiaverano, Montalto Dora, Burolo, Bollengo, Cascinette d'Ivrea, Fiorano Canavese, Banchette, Salerano Canavese, Pavone Canavese, Albiano d'Ivrea, Romano Canavese, Strambino, Vestignè |
| CAP: | 10015 |
| Prefisso tel.: | 0125 |
| Codice ISTAT: | 001125 |
| Codice catastale: | |
| Abitanti (nome): | eporediesi |
| Patrono: - Santo - Giorno | San Savino 7 luglio |
| Sito istituzionale: | comune.ivrea |
Ivrea è un comune di 23.507 abitanti della provincia di Torino.
| Indice |
Geografia
left|thumb|Ivrea, veduta della Dora Baltea
Sulla strada che porta nella Valle d'Aosta, la città di Ivrea si stende in una conca posta al centro di una serie di rilievi morenici dalla singolare cresta rettilinea lunga 25 km (denominata La Serra) che delimita, assieme ad alcuni monti prealpini, il Canavese. La città moderna si stende in piano occupando le due sponde della Dora Baltea, mentre il suo centro storico si inerpica su di una collina che porta al Castello ed al Duomo (metri 267 s.l.m.).
La conca era, in tempi preistorici , occupata da un immenso lago formatosi con lo sciogliersi dei ghiacciai: questo spiega come Ivrea sia oggi circondata da un elevato numero di piccoli laghi residui (lago Sirio, lago San Michele, ecc.).
Parte dalla città, da una chiusa sulla Dora, il "Naviglio di Ivrea", canale di irrigazione destinato a rifornire di acqua le risaie del vercellese, la cui costruzione avvenne nel 1468 per volere di Iolanda di Savoia
Storia
- anno 100 AC: fondazione della città da parte dei Romani con il nome latino Eporedia (gli abitanti di Ivrea si chiamano "eporediesi"), come colonia avente funzione di presidio delle strade verso la Gallia
- secolo VI – secolo VIII: Ivrea è sede di un ducato sotto i Longobardi (Manzoni nell'Adelchi nomina il duca Guntigi d'Ivrea, scelto da re Desiderio come difensore di Pavia)
- secolo VIII: Ivrea diventa contea sotto il regno dei Franchi;
- anno 1001: dopo un periodo di contrasti con il vescovo Warmondo (sotto la cui potestà si tovava Ivrea), Arduino conquista la città; l'anno dopo, a Pavia, viene eletto re d'Italia da una dieta di principi e signori italiani, contro il volere dell'imperatore Ottone III;
- fine del secolo XI: dopo il periodo degli Arduinidi, Ivrea torna ad essere dominata dalla signoria vescovile;
- seconda metà del secolo XII si afferma, tra grandi contrasti con il potere vescovile e le pretese egemoniche del marchese del Monferrato, il "comune di Ivrea e Canavese", destinato tuttavia a soccombere nelle prime decadi del secolo successivo;
- anno 1238: l'imperatore Federico II pone Ivrea sotto il suo dominio; nel seguito la signoria della città tornerà ad essere disputata tra il vescovo di Ivrea, il marchese del Monferrato ed altri potentati, tra cui il conte di Savoia;
- anno 1356: Ivrea passa sotto il dominio del Conte Verde di Savoia;
- seconda metà del secolo XIV: Ivrea assiste alla rivolta contadina, capeggiata da Facino Cane che va sotto il nome di "tuchinaggio";
- secolo XV-XVIII: ad eccezione di brevi periodi di occupazione spagnola e poi francese nel secolo XVI, Ivrea rimane alle dipendenze dei Savoia;
- anno 1800: (26 maggio) Napoleone è accolto in Ivrea assieme alle sue truppe vittoriose;
- anno 1814: Ivrea torna ai Savoia con Vittorio Emanuele I, re di Sardegna.
Economia
Lo sviluppo socio-economico di Ivrea, soprattutto nel dopoguerra, fu legato in ampia misura alla crescita ed alla politica sociale del Gruppo Olivetti, avente in Ivrea il suo centro amministrativo ed importanti insediamenti industriali. Con la crisi della Olivetti a partire dall'inizio degli anni '90, Ivrea ha vissuto una sofferta riconversione della sua struttura economica ed occupazionale, che ha visto una crescita della piccola e media industria e l'aumento delle attività terziarie.
Folklore
right|thumb|140 px|Carnevale di Ivrea: battaglia delle arance
Ivrea è nota per il suo carnevale storico nel quale ha luogo la celebre "battaglia delle arance". L'origine del carnevale può farsi risalire al 1808, anno in cui il governo napoleonico comandò di riunificare i precedenti carnevali rionali in un'unica festa.
Si mescolano nel complesso svolgimento delle feste carnevalesche, costumi ed altri elementi folkloristici che recuperano fantasiosamente brani diversi della storia eporediese, dalle lotte contro l'odiato Marchese del Monferrato (che la leggenda vuole sia stato ucciso dalla "Mugnaia", la reginetta del carnevale), all'eco delle rivolte popolari dei tuchini, sino ai simboli della rivolta giacobina (i "berretti frigi", gli "scarli", ecc.) ed alle divise dell’esercito napoleonico.
Luoghi di interesse storico e culturale
- "Il Castello". Celebrato anche dal Carducci ("Ivrea la bella /che le rosse torri specchia/ sognando a la cerulea Dora/nel largo seno, /fosca intorno è l'ombra di re Arduino."), il castello delle quattro torri è un po' l'emblema della città. Fatto edificare (1357) da Amedeo VI di Savoia; realizzato interamente in mattoni, a pianta trapezioidale con quattro torri circolari poste a suoi vertici, era stato pensato come fortificazione difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente, con l'introduzione della polvere da sparo, a sostenere i colpi dell’artiglieria). Adibito a ricovero, un fulmine fece esplodere, nel 1676, una delle quattro torri utilizzata come deposito di munizioni: non venne più ricostruita. Già utilizzato come carcere, oggi è sede di mostre e manifestazioni.
- "Il Duomo". La prima edificazione del duomo risale al secolo IV (forse sui resti di un antico tempio pagano). Ricostruito verso l'anno 1000 per iniziativa del vescovo Warmondo, si conservano oggi, dell'antica fabbrica romanica, i due campanili, le colonne visibili nel deambulatorio dietro l'abside e la elegante cripta affrescata (contenete un antico sarcofago romano, che la tradizione vuole abbia poi conservato le spoglie di San Besso, copatrono di Ivrea assieme a San Savino). L’attuale facciata in stile neoclassico è della metà del XIX secolo. Nel deambulatorio si trova un affresco raffigurante una Resurrezione miracolosa di un bambino, dipinto della seconda metà del XV secolo, attribuito al pittore tardogotico Nicolas Robert, del quale non si conoscono opere certe. In sacrestia due belle tavole di Defendente Ferrari.
- "Biblioteca Capitolare". Situatata nei locali del Seminario, nei pressi del Duomo, conserva una importante collezione di "codici miniati" compresi tra il secolo VII ed il secolo XV . Tra essi il Sacramentarium Episcopi Warmundi dell'anno 1002, codice membranaceo di 444 pagine, con molteplici miniature e lettere iniziali auree.
- "Chiesa di San Bernardino". La chiesa di modeste proporzioni (che si erge nell'area del circolo sportivo e ricreativo dell'Olivetti) è in stile gotico. Venne fatta costruire, assieme all’annesso convento, a partire dal 1455, dell'ordine francescano dai Frati Minori. Conserva al proprio interno uno splendido ciclo di affreschi sulla Vita e Passione di Cristo, realizzato tra il 1480 ed il 1490 da Giovanni Martino Spanzotti: esso rappresenta il punto più alto della sua produzione artistica. Sono anche presenti affreschi tardogotici di minor valore, oggi dubitativamente attribuiti al pittore lombardo Cristoforo Moretti.
- "Santuario di Monte Stella". Luogo devozionale posto su di una verde e tranquilla collina che si erge nei pressi della piazza del mercato, lungo la quale si snoda una Via Crucis. Proseguendo in salita oltre al Santuario, si giunge alla "Cappella dei Tre Re", nella quali si trova, recentemente restaurato, un affresco (Natività e Santi Rocco e Sebastiano) di scuola spanzottiana.
- Museo Civico "P.A. Garda". Conserva reperti archeologici, etnografici ed artistici (tra di essi un Presepe ligneo databile verso il 1470, proveniente dalla "Cappella dei tre Re"). Il museo è soprattutto importante per la preziosa collezione di lacche giapponesi e di altri oggetti d’arte orientale donata nel 1874 alla città di Ivrea da Pier Alessandro Garda.
- "Museo all’aperto di architettura moderna" (MAAM). Inaugurato nel 2001, con l'intento di valorizzare il "lascito culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli anni '50 per i progetti di avanguardia realizzati nel campo dell'urbanistica e della architettura industriale e civile. Il percorso museale si snoda lungo la via G. Jervis, raggiungendo gli altri siti contigui sui quale si affacciano i principali edifici la cui costruzione venne affidata dal Gruppo Olivetti ad architetti prestigiosi.
Immagini del museo all’aperto di architettura moderna
Immagine:Ivrea nuova ICO.JPG | Immagine:Ivrea mensa olivetti.JPG | Immagine:Ivrea palazzo uffici1.JPG | Immagine:Ivrea servizi sociali.JPG |
Immagine:Ivrea palazzo uffici 2.JPG | Immagine:Ivrea talponia.JPG |
Luoghi di interesse paesaggistico
Il territorio comunale assieme a quello di alcuni comuni limitrofi ospita un area di indubbio interesse naturalistico caratterizzata dalla presenza di cinque laghi di origine morenica. Recita una locandina dell'Azienda di Promozione turistica: <<Di notevole interesse geologico, naturalistico e faunistico, la zona dei cinque laghi della Serra di Ivrea offre la possibilità di immegresi per alcune ore nel verde, passseggiando a piedi, in bicicletta o a cavallo tra sentieri che collegano i bacini morenici>>
I bacini in questione sono:
- lago San Michele ad Ivrea;
- lago Campagna a Cascinette d'Ivrea;
- lago Sirio tra Ivrea a Chiaverano;
- lago Pistono e lago Nero a Montalto Dora.
Persone illustri nate ad Ivrea
Elenchiamo alcune delle personalità di maggior rilievo che nacquero in Ivrea:corredate da una biografia essenziale (per un elenco più ampio si rimanda alla “Guida turistica della città di Ivrea” citata in bibliografia dalla quale sono tratte alcune delle notizie qui riportate)
- Ettore Perrone di San Martino (Ivrea, 1789 -Novara, 1849) Combattente e patriota. Prese parte alle campagne napoleoniche e nel 1814 venne nominato capo di battaglione del 240 fanteria. Partecipò ai moti del 1821; condannato a morte, trovò rifugio in Francia, dove fu accolto nell'esercito, raggiungendo il grado di generale. Nel 1848 ricevette l'invito dal governo provvisorio di Milano a prestare servizio nell'esercito lombardo. L'anno dopo, al comando della III Divisione, trovò la morte sul campo di Novara. La città di Ivrea gli ha dedicato un monumento commemorativo.
- Pier Alessandro Garda (Ivrea, 1791- Samone, 1880) Partecipò a molte campagne napoleoniche come luogotenente. Durante i moti del 1821 ebbe il comando del Battaglione dei Cacciatori della Montagna. Fallita i moti carbonari, riparò all'estero. Rientrato in patria nel 1848 fu capo dei Volontari di Ivrea. In seguito venne eletto più volte deputato. Collezionista appassionato delle culture del lontano oriente, nel 1876 donò alla città di Ivrea la preziosissima raccolta di oggetti di arte orientale, che oggi figura nel museo civico dedicato al suo nome (vedi sopra).
- Giuseppe Riva (Ivrea, 1834-1916) Avvocato, pittore paesista, poeta dialettale. Autore, tra l'altro, di un trattato di enologia «Dal grappolo alla bottiglia». Parte dei suoi versi sono raccolti in «Canaveuj», Ivrea, 1922 (riedizione in riproduzione anastatica del 1977). Il mondo che esce dalle sue rime, scritte in garbato dialetto canavesano, è quello della buona e sonnacchiosa borghesia di provincia.
- Camillo Olivetti (Ivrea, 1868 -Biella, 1943)-Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Torino, accompagnò il suo maestro Galileo Ferraris negli Stati Uniti, dove fu per due anni assistente di elettrotecnica alla Stanford University in California. La sua curiosa corrispondenza dagli Stati Uniti è stata edita nel 1968 con il titolo di Lettere Americane. Rientrato in patria; impiantò nel 1908 ad Ivrea la fabbrica, prima in Italia, di macchine per scrivere. L'azienda ebbe un rapido sviluppo. Negli anni venti rafforzò le capacità produttive dell’azienda attraverso la costituzione di una fonderia e delle Officine Meccaniche Olivetti (per la produzione di macchine utensili) e diede impulso al primo nucleo della ricerca e sviluppo. All’inizio degli anni trenta potenziò la struttura distributiva all’estero A partire dal 1933 fu affiancato e progressivamente sostituito dal figlio Adriano nella guida della società. Il 4 dicembre 1943 scomparve a Biella ove fu costretto a riparare per sfuggire alle leggi antirazziali fasciste. In lui la città di Ivrea aveva trovato un imprenditore coraggioso che aveva saputo portare l'industria da lui creata fra le prime nei mercati mondiali. Laura Curino e Gabriele Vacis ne hanno sapientemente rievocato la figura in un monologo teatrale dal titolo Olivetti – Camillo:alle radici di un sogno pubblicato da Baldini & Castoldi (1996); monologo portato sulla scena di molti teatri ed in TV dalla stessa Curino.
- Adriano Olivetti (Ivrea, 1901 - Aigle (Svizzera), 1960) Figlio di Camillo, industriale e uomo politico (vedasi Adriano Olivetti).
- Sergio Pugliese (Ivrea, 1908 - Roma, 1965) Laureato in legge, autore di commedie di largo successo scritte negli anni quaranta e cinquanta, è considerato il padre della Televisione italiana per essere stato il primo direttore dei programmi televisivi della RAI, cui dedicò tutte le proprie energie, sacrificando la sua carriera di autore. Le sue idee conservatrici contribuirono alla impronta moralizzatrice che segnò, in Italia, il primo sviluppo della televisione di Stato:si ricorda di come egli fosse fu sconvolto da Curzio Malaparte quando osò, in un dibattito televisivo, tessere l'elogio del divorzio.
Bibliografia
- Carandini Francesco, Vecchia Ivrea, edizioni. Viassone 1914 -1927, edizioni. Enrico 1963
- Cavallari Murat, Tra serra d’Ivrea, Orco e Po, edizioni. Istituto. Bancario S. Paolo 1976
- Polino Piero, (a cura di), Guida turistica di Ivrea, Val Chiusella e Dora Baltea canavesana, edizioni Enrico, 1979:
