Iran
| Iran | |||||
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| Motto: Indipendenza, Libertà, La Repubblica Islamica | |||||
| 300px|Localizzazione geografica | |||||
| Informazioni | |||||
| Denominazione: | جمهوری اسلامی ایران Jomhuri-ye Eslami-ye Iran | ||||
| Lingua ufficiale: | Persiano | ||||
| Capitale: | Teheran (8.000.000 ab./ ) | ||||
| Politica | |||||
| Forma di governo: | Repubblica Islamica | ||||
| Capo di stato: | Mohammad Khatami | ||||
| Capo del governo: | |||||
| Indipendenza: | Rivoluzione Islamica 1 Aprile 1979 | ||||
| Ingresso all' ONU: | Dal 24 ottobre 1945 | ||||
| Area | |||||
| Totale: | 1.648.195 km² | ||||
| Pos. nel mondo: | 17° | ||||
| % delle acque: | 0,7% | ||||
| Popolazione | |||||
| Totale: | 68.278.826 ab. (2002) | ||||
| Pos. nel mondo: | 18° | ||||
| Densità: | 40 ab./km² | ||||
| Geografia | |||||
| Continente: | Asia | ||||
| Fuso orario: | UTC +3:30 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta: | Rial | ||||
| Consumo energia: | kW/ab. | ||||
| Varie | |||||
| TLD: | .ir | ||||
| Prefisso tel.: | +98 | ||||
| Sigla autom.: | IR | ||||
| Inno nazionale: | Sorood-e Melli-e Jomhoori-e Eslami | ||||
| Festa nazionale: | |||||
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La Repubblica Islamica dell'Iran è un paese mediorientale, situato nel sud-est asiatico. Un tempo nota come Persia, l'Iran confina a Ovest con la Turchia e l'Iraq, a Nord con il Turkmenistan, l'Azerbaijan e l'Armenia, oltre al Mar Caspio, a Est con il Pakistan e l'Afghanistan, mentre a Sud è delimitata dal golfo Persico e dal golfo di Oman.
| Indice |
Storia
(per il periodo storico precedente alla proclamazione del nuovo stato, vedere Persia)
Si può far iniziare la storia dell'Iran dal 1925, quando un semplice ufficiale, Rezah Khan, prende il potere e detronizza l'ultimo sovrano qagiaro. Il nuovo monarca accelera il processo di occidentalizzazione del paese, con grande disappunto dei religiosi, e rinomina ufficialmente il Paese "Iran".
Durante la Seconda Guerra Mondiale il nord del Paese subisce l'occupazione dei sovietici, mentre al sud si stabiliscono gli inglesi e gli americani, che obbligano l'Iran a dichiarare guerra alla Germania. Scontenti della scarsa propensione dello Scià verso le loro politiche, americani e inglesi lo costringono ad abdicare, sostituendolo con il figlio Mohamed Rezah; da questo momento il Paese entra nel novero degli stati occidentali e si afferma, anche grazie all'efficiente organizzazione militare, come la principale potenza del golfo persico. Nel 1955 la CIA organizza un primo colpo di stato contro Mossadeq, il capo del governo, che criticava la ripartizione dei benefici nello sfruttamento petrolifero da parte dell'Anglo-Iranian Oil Company: gli americani impongono un embargo al Paese, impedendo l'esportazione del petrolio verso gli USA, mentre Mossadeq viene rovesciato e Mohamed Rezah, fuggito dal Paese a causa di un colpo di stato dell'ex-primo ministro, sale nuovamente al trono, dove resterà fino al 1979, data in cui sceglierà la via dell'esilio in seguito alla rivoluzione.
Alla conclusione della rivoluzione sale al potere l'ayatollah Khomeini, leader della comunità sciita, che, rotti i rapporti con gli USA, dichiara l'Iran Repubblica Islamica: uno dei primi provvedimenti che il nuovo governo islamico prese fu quello di chiudere le Università, per evitare che i giovani iraniani si allontanassero dal vero cammino dell'Islam: il provvedimento restò in vigore 2 anni.
In generale, comunque, le cose non cambiarono di molto rispetto al regime dello Scià: i precedenti prigionieri politici, dopo pochi mesi, divennero nemici anche del nuovo governo, che dal 1980 al 1988, si impegnò in una guerra contro l'Iraq per il ruolo di potenza nella regione.
La guerra contro l'Iraq
Dopo un inizio favorevole, la maggiore capacità militare dell'Iraq si fece valere e le città iraniane del confine meridionale iniziarono ad essere bombardate, generando così un flusso migratorio interno che portò molti a rifugiarsi nelle regioni del nord: la capitale Teheran venne invasa dai rifugiati, rendendo ancor più difficile la situazione interna del paese. A complicare ancora di più le cose si aggiunsero i gruppi di pulizia islamica, falangi armate col compito di controllare per conto della repubblica il rispetto dei dettami coranici da parte della popolazione. Inoltre nelle scuole (che erano state divise in femminili e maschili) le bambine vennero costrette a realizzare indumenti destinati ai militari al fronte, mentre i maschi subirono un indottrinamento al martirio facendo basato essenzialmente sulla dottrina della Chiave del Paradiso, ovvero un oggetto simbolico che avrebbe dovuto consentire al martire l'ingresso in un luogo opulento, fatto di donne, palazzi d'oro e diamanti; dottrina utilizzata perché i bambini si abituassero ad odiare i propri nemici, affinché potesse essere successivamente spediti al fronte per affrontare il ben più preparato esercito iracheno. Nonostante tutto questo, nel 1982 l'esercito iraniano riconquistò la città di Khoramshahr: questo spinse l'Iraq a proporre la pace all'Iran, mentre l'Arabia Saudita si disse disposta a risarcire il Paese per i disastri del conflitto. Il governo però si oppose, rifiutando la pace, e la guerra riprese più feroce di prima, tanto che per le strade della capitale comparivano slogan bellici, come ad esempio:
- Morire da martire, significa iniettare sangue nelle vene della società
Un esempio di tale martirio consisteva nelle frequenti esecuzioni degli oppositori al regime, spesso consistenti nel sacrificio di giovani illibate; ma dal momento che era vietato dal Corano l'uccisione delle vergini, queste venivano di forza fatte sposare con ufficiali dell'esercito e quindi le famiglie venivano rimborsate con una dote di 55 tumens, pari a 4,57 euro. (le informazioni sulla guerra con l'Iraq sono ricavate dal racconto diretto di Marjane Satrapi fatto sul secondo volume di Persepolis; sempre gradito un approfondimento)
Tempi recenti
Alla morte di Khomeini, avvenuta nel 1989, gli succedette Khamenei, che ha cercato di attenuare i comportamenti rigidamente ortodossi dell'Iran e di riavvicinare il paese all'Occidente. Purtroppo tali sforzi si sono rivelati vani e ancora oggi sembra che il paese sia lontano da posizioni più moderate, alimentando il malcontento dei ceti più poveri e delle donne, che spesso hanno criticato il loro governo, con conseguente esilio per i ribelli.
Geografia
Il territorio dell'Iran corrisponde alla parte occidentale dell'altopiano iranico, che continua nelle alte terre afghane e pakistane. Tra le catene montuose dell'altopiano si aprono ampi bacini più o meno depressi (deserti del Dasht-e-Kavir e del Dasht-e-Lut). Dall'Azerbaigian partono altri due sistemi montuosi: a Nord la catena dell'Elburz e a Sud, con sviluppo verso il Sud-Est, il sistema dello Zagros. I fiumi più lunghi sono tributari del bacino mesopotamico. Le regioni interne hanno clima arido con forti escursioni termiche; lungo le coste si hanno condizioni tropicali e subtropicali. (maggiori approfondimenti su Geografia dell'Iran)
Popolazione
La popolazione appartiene al gruppo ario di ceppo indoeuropeo; a questo ceppo principale si devono aggiungere le minoranze dei turkmeni, curdi, armeni, beluci, azeri. Le regioni desertiche orientali sono percorse da quasi 2 milioni di nomadi, principalmente allevatori: le maggiori concentrazioni si hanno a Nord dell'Elburz e lungo la costa del Caspio. Il tasso di crescita demografica è assai elevato (3,5% circa): la popolazione, più che raddoppiata negli ultimi cent'anni, è molto giovane (46% sotto i 15 anni) con gravi problemi per l'istruzione (60% circa di analfabeti). Rilevante l'inurbamento (nella capitale oltre 6 milioni di abitanti).
La lingua ufficiale è il persiano, la religione quella musulmana di rito sciìta. C'è anche un 10% di fedeli di rito sunnita, oltre ad una minoranza di fede Baha'i e alcuni zoroastriani, religioni nate nella regione dell'Iran.
Economia
L'Iran, tra il 1960 e il 1977, ha conosciuto un processo di industrializzazione finanziato dai proventi del petrolio, non accompagnato, però, da un adeguato aumento delle infrastrutture e da un sufficiente sviluppo dell'agricoltura. A tutto questo vanno ad aggiungersi le tensioni politiche e religiose che hanno dato vita a vari moti di protesta, la guerra con l'Iraq e il crollo del prezzo del petrolio, accentuando le difficoltà della giovane nazione. Il 30% della popolazione vive ancora di agricoltura, praticata su un territorio coltivato solo per il 10%, coltivando soprattutto cereali, orzo, cotone, che viene esportato, tabacco, barbabietola e canna da zucchero. Diffuso l'allevamento bovino nelle zone di pascoli, ovino e caprino in quelle più aride. Accanto al petrolio, di cui l'Iran è uno dei principali produttori mondiali, le risorse minerarie annoverano gas naturale, ferro, rame, carbone: gli idrocarburi rappresentano il 25% del PIL e il 10% delle esportazioni. Sono sorte alcune industrie nel settore petrolchimico nelle città di Abadan, Teheran, Kermanshah, Shiraz, Tabriz, Bandar-Shapur, in quello siderurgico a Isfahan e Bandar-Abbas e in quelli metallurgico e meccanico. Ai settori tessile e alimentare si sono aggiunte industrie per la produzione di beni di consumo.
Notevoli sforzi sono stati compiuti durante la presidenza di Rafsanjani per tornare a un'economia di pace e modernizzare le strutture produttive, aprendo al mercato e ai capitali stranieri, ma la nuova linea di politica economica ha portato a una grave crisi nei primi anni Novanta, con pesanti costi sociali: rialzo dell'inflazione, difficoltà dell'industria nazionale e tutta una serie di problemi che hanno reso difficile la ripresa economica. A tutto ciò si aggiungono i problemi causati dall'ideologia religiosa che ha impedito la privatizzazione di alcuni settori dell'economia iraniana: la costituzione islamica, infatti, vieta gli investimenti stranieri.
Politica
Dalla rivoluzione del 1979 la guida suprema è il rahbar, o in sua assenza un concilio di capi religiosi. Vengono scelti da un'assemblea clericale sulla base del loro curriculum e del grado di stima posseduto presso la popolazione. Il Leader Supremo nomina i sei membri religiosi del Concilio dei Guardiani, composto da 12 membri e con il compito di approvare i candidati alla presidenza dello stato e certificare la loro competenza e quella del parlamento, al pari delle più alte cariche giudiziarie, oltre ad essere il comandante in capo delle forze armate.
A capo dello stato vi è il presidente, eletto, a maggioranza assoluta, con suffragio universale: il suo mandato ha durata quadriennale e vigila sul buon comportamento del potere esecutivo. Dopo la sua elezione, il presidente nomina e supervisiona il Consiglio dei Ministri, coordina le decisioni del governo e seleziona le decisioni governative da proporre al parlamento. Il parlamento iraniano, in un'unica camera, l'Assemblea Consultiva Islamica o Majles-e-Shura-ye-Eslami, è composto da 290 membri, eletti con voto diretto e segreto, anch'essi con mandato quadriennale. Tutta la legislazione deve essere seguita, sin dal suo inizio, dal Concilio dei Guardiani. I sei membri laici del Concilio, avvocati nominati dal parlamento, si pronunciano solo sulla costituzionalità delle leggi, mentre i sei membri religiosi esaminano la loro conformità con i dettami Islamici.
Provincie
thumb|right|380px|Provincie dell'Iran L'Iran si divide in 28 provincie (ostan-haa, singulare - ostan):
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Città
Arte e Cultura
Come detto l'Iran attuale altro non è se non la Persia, che nei millenni passati ha contribuito alla Storia dell'Arte e della Musica. Per approfondire, quindi, i vari aspetti della cultura iraniana, fare riferimento a Persia, sottosezione Arte, e a La musica in Iran. Vedere, inoltre, la lista sugli Iraniani illustri.
Collegamenti esterni
- Presidency of the Islamic Republic of Iran: sito ufficiale del Presidente dell'Iran
- Wilayah: sito ufficiale dell'Ayatollah Khamenei.
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