Ipotensione
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Si parla di ipotensione nei casi in cui un individuo abbia una pressione sanguigna arteriosa massima inferiore a 100 mm. Il concetto deve comunque essere considerato più dinamico, definendo come ipoteso il soggetto nel quale la circolazione sanguigna è insufficiente alle necessità dell'organismo.
Questo significa che in un ipoteso, nei momenti di riposo o nei momenti critici (sforzi fisici, bruschi cambiamenti di posizione, ecc.) non arriva sangue a sufficienza nei tessuti ma soprattutto al cervello.
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Tipi di ipotensione
L'ipotensione può essere:
- essenziale
- ortostatica
- o sintomatica.
Nei primi due casi l'ipotensione debbono essere considerate normali, anzi, statistiche hanno dimostrato che gli ipotesi vivono più a lungo degli individui normali e ancor di più degli individui ipertesi. Sono anche inferiori i problemi cardiovascolari in età matura e nella vecchiaia.
Ipotensione essenziale
Esistono particolari condizioni in cui un soggetto, pur essendo un ipoteso, non hanno disturbi o sono del tutto trascurabili anche in condizioni di emergenza. Questi soggetti sono definiti ipotesi essenziali e sino individui perfettamente normali, in quanto la loro ipotensione non è dovuta ad alcun problema patologico.
Possono esistere soggetti che, pur senza patologie in atto, risento della bassa pressione con cui il sangue fluisce nel circolo.
Per gli ipotesi essenziali, il periodo peggiore è il mattino: sono stanchi, svogliati, sbadigliano frequentemente, un'intensa attività fisica o mentale richiede un certo sforzo. Dopo i pasti è frequente una certa sonnolenza, che si spiega con il maggior afflusso di sangue all'apparato digerente.
In questi casi, l'ipotensione è una caratteristica costituzionale, come puo essere ad esempio l'altezza.
Ipotensione ortostatica
L'organismo è sempre impegnato a mantenere costante le condizioni della pressione sanguigna in tutto il nostro corpo. Quando da una posizione sdraiata, passiamo repentinamente ad una posizione eretta, il sangue cade per gravita verso il basso, traducendosi in una caduta di pressione arteriosa, in quanto il sangue dilata i piccoli vasi del distretto inferiore, contenendone una quantità maggiore.
I vasi reagiscono contraendosi, vincendo così la spinta del sangue verso il basso. Viene impedito il ristagno nei distretti inferiori e si ristabilisce una pressione uniforme che permette al sangue di arrivare anche ai distretti superiori: si mantiene così una pressione arteriosa a livelli normali (con leggero innalzamento della minima) e si ha un aumento del battito cardiaco.
Questo meccanismo di compensazione, in alcuni individui, si instaura in modo insufficiente, provocando una sensazione di malessere: diventano pallidi, sudano, gli si "annebbia" la vista o "vedono buio", sensazione di vertigine e di cedimento delle forze, talora subentra uno svenimento.
Nel caso si presentino questi sintomi o di svenimento, il soggetto dovrà rimanere disteso, col capo basso, affinché si ristabilisca un normale afflusso di sangue al cervello.
Ipotensione sintomatica
Spesso l'ipotensione è sintomatica, cioè causata da alcune malattie.
Tra le malattie più frequenti:
