Ipertensione arteriosa
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L'ipertensione arteriosa è l'aumento della pressione arteriosa nell'apparato circolatorio.
Per essere tale l'ipertensione deve essere stabile e deve essere tenuta presente l'età del paziente, in quanto la pressione arteriosa tende normalmente a crescere leggermente con l'età.
Quando l'aumento di pressione è momentaneo si parla di reazione pressoria.
L'ipertensione non è una malattia, ma un sintomo di altre malattie (vedi Ipertensione arteriosa secondaria). In un unico caso risulta essere la malattia stessa, nella ipertensione arteriosa essenziale. Tutte le altre ipertensioni dipendono da malattie quali l'arteriosclerosi, le malattie renali, le malattie endocrine, ecc.
Fattori di variabilità
Non esiste un limite certo oltre il quale si possa parlare di ipertensione, in quanto la pressione varia da individuo ad individuo ed anche nello stesso individuo che si trovi in condizioni diverse.
Esistono diversi fattori di variabilità:
- l'età, con l'avanzare degli anni, i vasi sanguigni tendono a perdere elasticità; indurendosi provocano un aumento della pressione sanguigna
- il sesso, fino a 40 anni è superiore negli uomini, dopo i 50 anni è più alta nelle donne
- le emozioni e l'esercizio fisico, portano ad un amento della pressione
- i pasti abbondanti, fanno anch'essi aumentare la pressione
- il periodo della giornata, al mattino la pressione è di 20 mm di mercurio inferiore a quella che si registra a mezzogiorno.
Si parlerà di ipertensione, solo quando tutti i fattori di variabilità possono essere scartati.
Danni derivanti
I vari disturbi provocati dall'ipertensione vanno a colpire gli organi più importanti: cervello, cuore, polmone e rene.
Danni recati al cervello possono essere le emorragie con distruzione del tessuto cerebrale.
A carico del cuore, si hanno infarto e angina pectoris oppure asma cardiaco ed edema polmonare (con interessamento del polmone) quando il ventricolo sinistro cede; frequenti anche i casi di scompenso cardiaco, con cianosi, dispnea ed edemi nelle parti basse del corpo.
Il rene può subire gravi alterazioni che riducono la sua funzione escretrice.
