Ingegneria aerospaziale
L'ingegneria aerospaziale si occupa della progettazione di sistemi in grado di volare all'interno o all'esterno dell'atmosfera. L'ingegnere aerospaziale deve dunque tener conto di numerosi fenomeni di natura aerodinamica, strutturale, termica e meccanica per poter dimensionare opportunamente la struttura. In particolare, l'estrema complessità dell'aerodinamica ha reso il computer uno strumento fondamentale nell'ingegneria aerospaziale, senza il quale gran parte dei risultati ottenuti negli ultimi 30 anni (come il volo interplanetario ed i velivoli tutt'ala) non sarebbero stati conseguiti.
I primi studi ingegneristici in questo campo risalgono a Leonardo da Vinci ed alle sue celebri macchine volanti, che non hanno però mai visto una realizzazione pratica. Per trovare una vera macchina volante bisogna aspettare il 1782, anno in cui prende il volo la prima mongolfiera, che ispirerà gli aerostati Zeppelin della prima metà del ventesimo secolo. Per vedere un primo esempio di aereo occorre aspettare gli inizi (1903) del XX secolo, con il primo volo del Flyer, primo mezzo più pesante dell'aria ad alzarsi da terra.
Il XX secolo ha visto lo sviluppo tecnologico e la diffusione nel campo militare e civile di tali apparati, fino alla realizzazione, nella seconda metà del secolo, di mezzi capaci di viaggiare nello spazio.
L'ingegneria aerospaziale è un settore dell'ingegneria molto importante dal punto di vista economico, dal momento che oggi gli aerei consentono di raggiungere virtualmente ogni punto della Terra in tempi ridotti. In campo spaziale, la progettazione di satelliti rende possibile la trasmissione di dati ad alta velocità in ogni punto del pianeta e l'esplorazione dei corpi del sistema solare.
