Informatica

L'etimologia italiana di informatica deriva dai termini informazione e automatica, e sicuramente Philippe Dreyfus, che per primo utilizza nel 1962 il termine informatique (informatica) volle significare la gestione automatica dell'informazione mediante calcolatore. Sebbene successivamente ne siano state date diverse definizioni, forse si avvicina di più alla realtà quella secondo cui l'informatica è la scienza che si occupa della conservazione, dell'elaborazione e della rappresentazione dell'informazione.

Da notare come tale definizione implichi un distacco tra il concetto di scienza e l'area di studio di tale disciplina quando in lingua inglese viene utilizzato il termine computer science che presuppone l'esistenza della figura dello scienziato (w:en:scientist) e quindi dell'uomo, del ricercatore interessato all'approfondimento della conoscenza della tecnologia dell'elaborazione.

Indice

Storia

Se si guarda all'evoluzione del pensiero algoritmico formale, allora le prime sistemazioni si possono individuare nella grande matematica e nella grande tecnologia greco-ellenistica (v. Euclide, Archimede, Ctesibio, Macchina di Anticitera). Se invece si guarda alla prassi dei metodi di calcolo, allora le radici le ritroviamo già al tempo dell'antica Mesopotamia e dei primi sutra indiani, nonché nella matematica pragmatica dell'antica Cina.

Se vogliamo restringere alle opere postrinascimentali ed europee, allora i fondamenti possono ritrovarsi in Leibniz, Babbage, Lovelace, Boole e Frege, e più direttamente ai lavori di Vannevar Bush, Alan Turing e John von Neumann.

Tutti questi punti di vista, comunque, propongono di definire l'informatica come la scienza del calcolabile.

Non vi è tuttavia unanimità nel conferire all'informatica il rango di scienza a sé, ed a volte si propende nel considerarla una disciplina evolutiva della matematica, nonostante costituisca un sistema di teorie, tecniche e strumenti ampio e consolidato: il problema fondamentale che rende difficile inquadrare l'informatica come una vera scienza sta nella sua frammentarietà e nella mancanza di un fondamento teorico unificante. In effetti, nella mente dell'uomo comune, il fondamento unificante dell'informatica è eminentemente pratico - il calcolatore elettronico - e quindi più che una scienza tende a considerarla una branca della tecnologia. Questo punto di vista non tiene conto sia di campi come la teoria della complessità algoritmica, sia dell'utilizzo degli algoritmi nella vita quotidiana: nei programmi delle lavatrici come nella risoluzione delle equazioni. Non tiene conto dei legami con la fisica e di molti altri aspetti dell'informatica assolutamente svincolati da ciò che calcola e legati o al calcolo in sé o al tipo dei dati e dei risultati. Infine, il forte legame sviluppatosi tra le scienze cognitive e l'informatica rende anacronistico questo modo di pensare all'informatica stessa: la psicologia, la mente e il cervello sono senz'altro differenti dai calcolatori elettronici, ma tutti possono essere studiati da branche dell'informatica, ma non necessariamente il contrario.

Teoria

Informatica applicata

Storia dell'Informatica

Hardware

Software

Organizzazioni

Voci correlate

See also: Informatica, 1962, Ada Lovelace, Alan Turing, Algoritmo, Algoritmo genetico, Archimede, Architettura (hardware), Architettura delle reti di elaboratori, Associazioni per l'informatica