Inflazione

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Nota disambigua – Se stai cercando la teoria cosmologica, vedi Inflazione (cosmologia).

L'inflazione è in economia un incremento (nel tempo) del livello generale dei prezzi: per acquistare gli stessi beni e servizi è necessario pagare una somma di denaro maggiore. Ciò equivale ad una generale perdita di potere d'acquisto del denaro: con la stessa quantità di denaro si acquista una minore quantità di beni e servizi. In matematica essa è la derivata dei prezzi rispetto al tempo, ovvero la velocità con cui crescono.

L'opposto dell'inflazione è il calo dei prezzi, che prende il nome di deflazione. L'incremento dei prezzi viene espresso in termini percentuali attraverso il tasso d'inflazione.

Indice

Il calcolo dell'inflazione

Il livello generale dei prezzi viene misurato in economia calcolando percentuali e usando numeri indice. Viene definito un insieme di beni detto paniere, rappresentativo dei beni e servizi di cui si vuol calcolare l'aumento dei prezzi. Si misura la somma di denaro necessaria per comperare tali beni e servizi. La misura viene ripetuta in un secondo tempo e quindi si procede al calcolo dell'aumento (o diminuzione) percentuale del valore del paniere.

L'uso di numeri indice prevede l'uso di proporzioni: fatto pari a 100 il valore del paniere in un dato momento, si calcola il valore successivo dell'indice con questa proporzione:

VP1 : 100 = VP2 : X2  
 

dove VP1 e VP2 sono rispettivamente il Valore del Paniere al momento 1 e 2 ed X2 è il valore indice da calcolare.

Al momento 3 si calcola X3 con la proporzione VP1 : 100 = VP3 : X3 e così via al momento 4, al momento 5, ecc.

Calcolando X in occasione di ciascuna rilevazione dei prezzi si ottiene quindi una serie di valori che indicano l'aumento dei prezzi nel tempo. Così se il paniere vale 100 al momento della prima rilevazione, diventa, per esempio, 101,5 al momento della seconda rilevazione, 102 al momento della terza, eccetera.

La serie di numeri che si ottiene ha il vantaggio di essere facile da leggere, elaborare e rappresentare graficamente.

In Italia (nonché nella più parte dei Paesi) l'istituto centrale di statistica (ISTAT) calcola i livelli generali dei prezzi usando prevalentemente una media ponderata Laspeyres.

Il tasso d'inflazione usato più frequentemente (ovvero quello dei prezzi al consumo) si basa su una ponderazione calcolata con un paniere appositamente determinato e aggiornato ogni 1-4 anni.

L'inflazione nella storia economica

L'inflazione nelle teorie economiche

La curva di Phillips: mercato dei prezzi e mercato del lavoro

Nel 1958 un economista inglese, Phillips, pubblicò i risultati di una ricerca compiuta sui dati relativi al Regno Unito per il periodo 1861-1957 , da cui risultava una correlazione inversa tra il tasso di disoccupazione e i tassi di variazione dei salari monetari. In parole povere ad una maggiore inflazione corrispondeva, secondo la ricerca, un minor tasso di disoccupazione e viceversa a una minore inflazione corrispondeva un maggior tasso di disoccupazione.

La ricerca suggeriva che se si voleva far diminuire la disoccupazione occorreva sopportare una maggiore inflazione e viceversa se si voleva una minore inflazione occorreva accettare una maggiore disoccupazione.

Studi successivi hanno analizzato la relazione tra variabili simili, mentre Milton Friedman ha affermato che una diminuzione del tasso di disoccupazione correlato ad un aumento dell'inflazione può essere solo temporaneo. Nel lungo periodo il tasso di disoccupazione raggiungerebbe un livello "naturale", mentre gli aumenti del tasso di inflazione provocano modifiche nelle aspettative dei consumatori, indotti a pensare che in futuro ci sarà una maggiore inflazione.

L'inflazione nella teoria monetaria

L'inflazione percepita

L'inflazione percepita si determina mediante sondaggi d'opinione e risulta in alcuni casi diversa da quella ufficiale. Se i prodotti del paniere non sono scelti adeguatamente, se i pesi del paniere non sono rappresentativi, se i singoli prodotti del paniere non rappresentano gli acquisti del consumatore, allora l'inflazione percepita e quella degli Istituti di Statistica sono diversi.

A tal fine un aspetto importante per avere un calcolo corretto dell'inflazione è quello di considerare che all'interno di ogni singolo tipo di prodotto del paniere le marche hanno dinamiche inflattive diverse a seconda del prezzo.

Attualmente in Italia le marche più economiche hanno una dinamica inflattiva bassa, le marche più costose hanno alta inflazione, questo all'interno di ogni tipo di prodotto. Per esempio l'Istituto di Statistica italiano, l'ISTAT, prende in considerazione solo il prodotto più venduto che coincide con un prodotto piuttosto economico, a bassa inflazione. Così facendo sottostima l'inflazione e si ha una discrepanza anche molto forte con l'inflazione percepita.

Si faccia attenzione al fatto che il prodotto più venduto non è generalmente comprato dalla maggioranza dei cittadini.

Come esempio numerico, negli anni immediatamente seguenti l'introduzione dell'euro in Italia si è avuta una inflazione percepita dell'8-9% annuo, dati ufficiali che si basano su un paniere contenente prodotti più venduti indicano invece un 2-3% annuo di inflazione. Se si rifanno i conti non usando solo i prodotti più venduti ma prodotti rappresentativi degli acquisti del consumatore, si arriva a un più realistico 6% annuo.

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See also: Inflazione, Cosmologia, Economia, Euro, ISTAT, Inflazione (cosmologia), Iperinflazione, Italia, Potere d'acquisto