Infiammazione
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L'infiammazione o flogosi è un complesso di fenomeni realizzati nell'organismo di un essere vivente finalizzato alla localizzazione e all'eliminazione di agenti lesivi penetrati nell'organismo stesso. I fattori implicati sono componenti dell'immunità naturale o non specifica.
Quando un agente traumatizzante agisce su un tessuto danneggiandolo, questo reagisce arrossandosi, la parte colpita diviene più calda e tende a gonfiarsi. Quindi compare il dolore e la parte lesa subisce una diminuzione della funzionalità.
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Medicina
Risposta all'agente traumatizzante
Nella zona danneggiata, i tessuti liberano una sostanza a struttura abbastanza semplice, l'istamina, a questa seguono i peptidi, derivanti dalla demolizione delle proteine. A causa di queste sostanze, i capillari e le piccole arterie si dilatano, il sangue affluisce nella zona con maggiore rapidità. Il fenomeno, iperemia attiva, comporta l'arrossamento e l'aumento di temperatura della zona infiammata.
Nella fase successiva la velocità della corrente sanguigna diminuisce. I capillari, ancora dilatati, aumentano la propria permeabilità: il liquido proteico passa dai vasi sanguigni alle zone circostanti, provocando il gonfiore, detto essudato infiammatorio. L'aumento di pressione causato dal liquido, stimola le terminazioni nervose della zona, determinando il dolore.
La terza fase vede protagonisti i globuli bianchi: granulociti neutrofili e linfociti.Trasportati dal sangue, aderiscono alle pareti dei capillari e le attraversano con moto proprio, uscendo all'esterno insieme al liquido. Nell'area infiammata, insieme ai globuli bianchi, troveremo anche i macrofagi, arrivati dai tessuti connettivi che si trovano attorno alla zona infiammata. Nella parte modificata si è costituito il focolaio infiammatorio.
L'essudato genera l'ambiente adatto affinché l'area venga "ripulita", avviandola al processo di guarigione.
Questo tipo di risposta è comunque sempre una risposta di tipo vitale, può essere data solo da tessuti vivi. Questo criterio, che può sembrare ovvio, è utilissimo in medicina legale, quando occorre stabilire se determinate ferite siano state inferte prima o dopo la morte. Una ferita inferta prima della morte, deve presentare all'intorno una zona infiammata (alone iperemico), che non sarà presente se il tessuto, al momento del trauma, fosse stato già morto.
Focolaio infiammatorio
Nel focolaio infiammatorio si svolgono due fatti distinti: i fatti regressivi e i fatti proliferativi. I primi sono conseguenza dell'agente infiammatorio e sono rappresentati dalla degenerazione a cui vanno incontro le cellule uccise e dalla necrosi del tessuto colpito. I fatti proliferativi sono rappresentati dalla moltiplicazione di cellule, espressione del focolaio infiammatorio che tenta di riparare il danno.
I fenomeni regressivi portano ad una perdita di sostanza. Il tessuto deve ricostruire la sua continuità. Questo compito è demandato alle cellule del tessuto stesso (cellule parenchimali), anche se in misura minore, e, nella quasi totalità al connettivo embrionale (sistema reticolo-istocitario).
Per presentare il processo di ricostruzione, utilizziamo l'esempio di una ferita, schematizzandolo per renderlo il più generale possibile.
Consideriamo quindi una ferita, con perdita di sostanza e margini infettati. Il fondo della ferita si ricopre inizialmente di plasma e di cellule del sangue (quasi tutte leucociti). Per colmare la perdita di sostanze, si forma il nuovo tessuto, detto tessuto di granulazione.
Questo tessuto si presenta come una serie di granuli o escrescenze di colore rosso vivo, questi non sono altro che raggruppamenti di nuovi vasi e di nuove cellule. Si formano prima dei tubicini solidi, che si canalizzano e diventano nuovi capillari sanguigni e linfatici. Ai margini della ferita inizia la proliferazione dei fibroblasti, che invadono tutta l'area. Vicino ai fibroblasti, compaiono le fibrille reticolari o argentofile, sottili e tortuose, che hanno la capacita di impregnarsi con l'argento. Queste si trasformano, divenendo più spesse e meno tortuose, raccogliendosi in fasci che non saranno più colorabili con l'argento (fibra collagene). Con lo sviluppo delle fibre collagene, i fibroblasti diminuiscono: il tessuto di granulazione si trasforma in tessuto cicatriziale. La ferita è ora rimarginata.
Le infiammazioni
L'infiammazione può presentarsi in quadri diversi, determinati dai diversi agenti che l'hanno provocata. In poche parole non esiste l'infiammazione, ma le infiammazioni.
Per classificare le infiammazioni occorre ricordare che si possono distinguere fenomeni vascolari (dilatazione dei vasi sanguigni, alterazione della permeabilità e fuoriuscita di liquido) e fenomeni cellulari (cellule provenienti dal sangue e dal tessuto circostante).
Si hanno cosi due tipi fondamentali di infiammazione:
- acuta, in cui prevalgono i fenomeni vascolari
- cronica, in cui prevalgono i fenomeni cellulari.
Le forme acute vanno dal semplice arrossamento (infiammazione eritematosa) alla suppurazione (infiammazione purulenta, che comprende anche l'ascesso). Quelle croniche, comprendono le infiammazioni acute cronicizzate e le infiammazioni prodotte da batteri, protozoi o funghi; in questi casi, le cellule infiammatorie si riuniscono in piccoli ammassi (granulomi) caratteristici, che possono far risalire all'agente che li ha provocati.
