Impero Romano d'Occidente
left|WikiLettera Questo articolo è solo un abbozzo (stub). Se puoi contribuisci adesso a migliorarlo secondo le convenzioni di Wikipedia. Per ulteriori dettagli sulla scrittura degli articoli vai a Progetto Storia. Per l'elenco completo degli stub riguardanti la storia, vedi la relativa categoria.
|
Questo articolo è parte della serie Storia di Roma. |
| Fondazione di Roma |
| Regno Romano |
| Repubblica Romana |
| Impero Romano |
| Impero Romano d'Occidente |
| Impero Romano d'Oriente |
L'Impero Romano d'Occidente fu la parte occidentale dell'Impero Romano, che ebbe breve vita dal 395 DC, quando con la morte di Teodosio I, questi diede la metà occidentale dell'Impero al figlio Onorio e quella orientale all'altro figlio Arcadio, fino al 476. Onorio stabilì la capitale Milano. Nel 476 Romolo Augustolo, ultimo imperatore d’Occidente, fu deposto da Odoacre, capo degli Eruli che, almeno formalmente, assunse il governo dell’Italia in nome dell’imperatore di Bisanzio. Convenzionalmente si è assunto il 476 come data della fine dell’impero d’Occidente, ma, in realtà, esso si era già disgregato già in precedenza. Le invasioni germaniche annullarono quasi totalmente il potere dell’impero d’Oriente in Occidente. Nonostante ciò in Occidente sopravvissero la struttura amministrativa, il diritto romano, e la cultura occidentale.
Le invasioni barbariche
Nel IV-V secolo d.C., nell’esercito romano, parte delle truppe e molti ufficiali erano barbari e non era insolito che i figli dei capi studiassero nelle scuole dell’Impero. Mentre in Oriente il potere dell’imperatore era ancora forte, in Occidente vacillava aprendo la via alle invasioni.
Gli Unni, guidati da Attila, furono fermati nel 451 in Gallia dal generale Ezio, però nel 452 scesero in Italia dove presero Aquileia (i fuggiaschi fondarono Venezia). Papa Leone I ottenne che si ritirassero in cambio di un tributo annuo. Nel 453 Attila morì ed il suo popolo si disgregò.
