Hugo Chávez
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Hugo Rafael Chávez Frías (Sabaneta 28 Luglio 1954) è l'attuale presidente del Venezuela.
Ha svolto quasi tutta la sua carriera nell'esercito, diventando prima tenente-colonello dei paracadutisti (abbreviato in parà). Ha tentato un colpo di stato nel 1992, ma fallì nell'impresa. Riuscì comunque a vincere, in maniera democratica, le elezioni politiche svoltesi nel suo paese nel dicembre del 1998. Durante la sua presidenza, il Venezuela ha subito dei cambiamenti radicali in linea con la personalità di Chávez, compresa una nuova Costituzione, tanti nuovi programmi sociali e una nuova politica estera anti-imperialista ed auto-sufficiente. Chávez e la sua gestione hanno incontrato l'ostilità da alcuni settori potenti dello stato venezuelano, come la federazione degli industriali e la federazione CTV, che hanno proposto prima un referendum e poi un golpe contro di lui, ma entrambi i tentavi non hanno incontrato l'appoggio della popolazione. Chávez ed i suoi alleati infatti hanno ottenuto quasi sempre grandi risultati elettorali grazie alla loro politica improntata sul nazionalismo e socialismo rivoluzionario.
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Primi anni
Chávez è nato a Sabatena, nello stato di Barinas. Suo padre, Ugo de los Reyes Chávez, era una personalità politica di spicco: ex membro del Partito cristiano-sociale, di tendenze conservatrici, è attualmente il governatore di Barinas. Tuttavia, Chàvez ha sempre rifiutato e confutato le teorie reazionarie e capitaliste del padre. Si laureò nel 1975 all'Università militare del Venezuela, entrando con tutti gli onori nell'esercito: solo successivamente si dotò di una cultura "civile", laureandosi a Caracas in storia moderna con una tesi incentrata sulla figura di Simón Bolívar, molto stimato da Chávez.
Nel 1982 fondò un movimento nazionalista segreto che, nei suoi disegni, avrebbe dovuto costituire il fulcro di una vasta lotta contro la corruzione diffusa nel mondo politico ed economico. Promosso al grado di colonnello nel 1991, l’anno seguente tentò di rovesciare il presidente Carlos Andrés Pérez con un colpo di stato coordinato dalle forze militari. Il golpe fallì e Chávez fu arrestato ed imprigionato. Riacquistò la libertà nel 1994 grazie a un’amnistia.
Le vittorie elettorali
Conquistatosi un vastissimo consenso presso le fasce popolari, nel 1997 Chávez creò un partito politico, il Movimento quinta repubblica (o MVR). Con esso egli vinse le elezioni presidenziali del 6 dicembre 1998 con il 56,2% dei voti. La sua campagna elettorale era basata sul tentativo di combattere la disoccupazione imperante, il servilismo nei confronti degli Stati Uniti d'America e la corruzione, che a suo dire dominava il Venezuela sin dal 1958. Subito dopo il "giuramento da presidente", avvenuto il 2 febbraio 1999, Chávez ha intrapreso una serie di cambiamenti radicali in qualità di guida del governo venezuelano. Chiese agli elettori un parere sulle sue riforme politiche e sociali attraverso due referendum: nel primo chiedeva l'autorizzazione a cambiare la costituzione, nel secondo chiedeva una ampia maggioranza parlamentare.
Risultò vittorioso in entrambe le tornate elettorali, ed i venezuelano gli diedero addirittura 120 seggi su 131, mentre il MVR ottenne più del 60% dei voti. Nell'agosto del 1999 egli ha approvato una legge che gli consente di rimuovere e di nominare i giudici della Corte Suprema senza dover per forza ottenere il permesso dal Parlamento. Inoltre, con uno speciale provvedimento, ottenne il riconoscimento da parte del Parlamento di una "legislatura d'emergenza", che conferisce al suo capo grandi poteri.
Nel 1999 ha varato una nuova costituzione che cambiava il nome dello stato del Venezuela, adesso denominato "Stato repubblicano Bolivariano del Venezuela" in onore di Simón Bolívar. Inoltre ha aumentato il mandato presidenziale da cinque a sei anni e si è arrogato il diritto di scegliere il suo successore. Queste nuove riforme furono approvate con un referendum popolare svoltosi nel dicembre del 1999.
Confermato alle presidenziali svoltesi nel luglio del 2000, Chávez proseguì la lotta contro la vecchia classe dirigente con metodi sempre più radicali e nel contempo diede un preciso indirizzo alla nuova politica estera venezuelana con visite a Cuba dall'amico Fidel Castro e in Iraq, ospite di Saddam Hussein. Queste visite, insieme alla nazionalizzazione degli idrocarburi, lo resero molto inviso agli U.S.A. di George W. Bush.
Nel 2000, chiese e ottenne dagli elettori (ancora tramite referendum) un rafforzamento della presenza sindacale durante le contrattazioni lavorative.
Il golpe anti-Chávez
Il 9 aprile 2002, la più grande tra le federazioni sindacali di destra del Venezuela, la CTV, guidata da Carlos Ortega Carvajal, eseguì un golpe contro Chávez. Il presidente fu anche arrestato, e in primo luogo i golpisti sembravano avere vita facile, grazie anche all'alleanza stipulata con gli U.S.A.. Chávez infatti, con la sua politica di nazionalizzazione molto simile al castrismo, era malvisto sia dalle grandi lobby industriali del suo paese sia dal grande capitalismo a stelle e striscie.
Tuttavia, il 14 aprile dello stesso anno, ci fu una grande manifestazione popolare che al grido di W Chávez riuscì a liberare l'ex colonnello. Quando poi, lo stesso giorno, lo Stato maggiore dell'esercito venezuelano dichiarò tramite una conferenza stampa il suo appoggio a Chávez, divenne chiaro il fallimento del golpe e il ritorno al potere dell'ex parà.
Sviluppi recenti
Chávez è rimasto da allora bersaglio di un'accanita offensiva da parte delle opposizioni e dei circoli oligarchici venezuelani. Questi, infatti, hanno tentato di destituirlo con un referendum previsto dalla stessa Costituzione "bolivariana", il quale, svoltosi nell’agosto del 2004, si è risolto tuttavia in suo favore.
Inviso agli Stati Uniti d'America per la sua ostilità alle politiche neoliberiste e al NAFTA e per l’amicizia offerta al regime cubano, Chávez ha avviato una politica estera rivolta a stabilire più profonde relazioni tra paesi dell’America latina, ottenendo l’importante sostegno dei nuovi presidenti brasiliano e argentino, Lula e Néstor Kirchner.
Socialismo democratico
Il 30 gennaio 2005, parlando al convegno internazionale del Social Forum a Porto Alegre, in Brasile, Chávez offrì il suo aiuto alla causa no-global. Inoltre, gli si è dichiarato favorevole a un socialismo patriottico e democratico il quale, secondo le sue stesse parole, "deve essere umanista e deve mettere gli esseri umani e non le macchine in condizioni di superiorià nei confronti di tutto e di tutti".
Ha ribadito il concetto anche nella successiva riunione nel suo governo, avvenuta nel febraio del 2005 nel Parlamento di Caracas.
L'azione di Chávez in realtà non risponde ad un'ideologia ben definita e coerente: in generale il suo pensiero accoglie elementi del nazionalismo e del socialismo, e fa riferimento alla figura di Simon Bolivar. Molti studiosi identificano il suo stile come tipicamente populista. Nei suoi discorsi è infatti costante il riferimento al popolo, ritenuto il detentore assoluto della sovranità. In realtà la concentrazione del potere nel popolo, porta indirettamente alla concentrazione del potere in Chávez, che in quanto eletto, si sente in diritto, in nome del popolo, di governare come crede, anche se questo significa uno scarso rispetto per le altre istituzioni. L'azione politica del presidente venezuelano è ambivalente: infatti se da un lato ha cercato di sviluppare programmi che favoriscono i settori più poveri della popolazione, dall'altro ha indebolito le pratiche democratiche: di fatto il suo partito controlla l'esecutivo e l'assemblea nazionale (parlamento) e indirettamente il potere giudiziario e quello elettorale. La democrazia partecipativa propugnata da Chávez in realtà non si è realizzata. C'è stato un aumento della partecipazione politica da parte dei settori più poveri e politicamente apatici ma questa partecipazione rimane fondamentalmente organizzata e diretta dall'alto.
Vita privata
Chávez è stato sposato due volte ed attualmente è separato dalla sua seconda moglie, Marisabel Rodríguez de Chávez. Ha quattro bambini che tiene sotto la massima privacy e riservatezza: infatti la stampa internazionale conosce solo il nome della sua figlia più giovane, Rosines.
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