Homo sapiens neanderthalensis

Immagine mancante
Neanderthal.jpeg
Ricostruzione di un uomo di Neandertal al Neandertal museum di Mettmann.

Il periodo detto paleolitico medio, compreso tra i 200.000 mila e i 40.000 mila anni fa, vide l’ascesa e il declino degli Homo sapiens neanderthalensis (Uomo di Neandertal o, nei testi meno recenti Uomo di Neanderthal ). Questi uomini, evolutisi separatamente dagli Homo sapiens sapiens e dagli Homo erectus, erano nati in Europa, riuscirono a spingersi anche in alcune parti dell’Asia. Si estinsero attorno ai 30 mila anni fa quando giunsero dall’Africa gli uomini di Cro-Magnon responsabili della loro estinzione.

I resti che diedero il nome alla specie furono scoperti da Johann Fuhlrott nel 1856 in una cava di Feldhofer nella valle di Neander in Germania, la scoperta consisteva nella parte superiore del cranio, alcune ossa, parte dell’osso pelvico, alcune costole, e ossa del braccio e della spalla.

In precedenza erano stati scoperti altri fossili, infatti già nel 1829 nel Belgio venne trovato parte di un cranio di un bambino di due anni e mezzo. Questi, però, venne riconosciuto come arcaico soltanto nel 1836. Nel 1848 a Gibilterra venne trovato un cranio adulto, ma la sua esistenza rimase sconosciuta fino al 1864, quando venne riconosciuto come appartenente agli uomini di Neandertal.

Altri due scheletri di Homo sapiens neanderthalensis, risalenti ad almeno 60 mila anni, vennero trovati in Belgio nel 1886 da Marcel de Puydt e Max Lohest. Altri rinvenimenti importanti vennero fatti in Croazia nel 1899 da Dragutin Gorjanovic-Kramberger e nel 1908 in Francia a La-Chapelle-aux-Saints da Jean Bouyssonie che rinvenne lo scheletro di un uomo anziano, risalente a 50 mila anni, in possesso di un cranio di 1620 centimetri cubi.

Nel secondo dopo guerra emersero ancora altri resti importanti, tra il 1953 e il 1960 nella cava di Shanidar in Iraq vennero scoperti 9 scheletri di uomini di Neandertal, risalenti ad un periodo compreso tra i 70 e i 40 mila anni fa, e nel 1979 nel villaggio di Saint-Cesaire in Francia uno scheletro completo risalente a 35 mila anni fa.

Nel 1868 a Cro-Magnon in Francia vennero trovati da alcuni operai i resti di un uomo risalenti a 28 mila anni fa, era venuto alla luce il più antico progenitore della nostra razza (Homo sapiens sapiens). Era un rappresentante di una nuova razza di uomini provenienti dall’Africa che stavano insediandosi in Europa, scacciando verso la penisola iberica gli ultimi Neandertal.

La scomparsa di Neandertal

Nel 2005 sul Journal of Economic Behaviour and Organization Jason Shogren, economista dell'Università del Wyoming di Laramie, pubblica un articolo con i suoi collaboratori in cui avanza una teoria sulla scomparsa dell'uomo di Neandertal.

Lo studioso, infatti, avanza l'ipotesi che H. neanderthalensis si sia dovuto scontrare con la particolare cultura dell'H. sapiens sapiens: questa cultura si basava su tecniche avanzate di commercio, cosa che portava più tempo libero rispetto ad una cultura basata sulla caccia. Il tempo libero ottenuto avrebbe permesso lo sviluppo di specializzazioni non strettamente legate alla sussistenza, come costruire utensili sempre più complessi o dedicarsi all'arte. La complessità e la versatilità di una tale cultura avrebbe avuto esito fatale per la più "tradizionale" cultura dei Neandertal.

Queste teorie non sono nuove, eppure è la prima volta che vengono applicate all'uomo di Neandertal.

Voci correlate

See also: Homo sapiens neanderthalensis, 1829, 1836, 1848, 1856, 1864, 1868, 1886, 1899, 1908