Guerra di Corea
La guerra di Corea iniziò nel 1950 quando, nel tentativo di ostacolare l’espansione del comunismo, gli Stati Uniti intervennero militarmente in Corea nel 1950. La Corea, occupata durante la seconda guerra mondiale dall’esercito russo al nord e da quello americano al sud, era stata divisa alla fine delle ostilità in due zone lungo la linea del 38° parallelo. Nell’area settentrionale si era formato un governo comunista (presieduto da Kim Il Sung), in quella meridionale un governo nazionalista filoamericano. I nord coreani nel 1950 invasero il sud, giungendo sino alle porte di Seul: gli Stati Uniti decisero, con l’approvazione dell’ONU, l’intervento. Ai combattimenti partecipò anche la Cina, inviando volontari, mentre l’Unione sovietica si limitò ad appoggiare i comunisti. Dopo aver meditato di attaccare la Cina con la bomba atomica, il presidente americano Harry Spencer Truman accettò di iniziare i negoziati di pace, che si conclusero nel 1953 ristabilendo sostanzialmente la situazione preesistente.
La guerra di Corea spinse gli USA a intensificare la propria azione tesa a circondare i paesi comunisti con un cordone di alleanze politiche e militari. Nel 1951 fu firmato il trattato di pace con il Giappone e fu stipulato il Patto di sicurezza nel Pacifico con Australia e Nuova Zelanda, mentre in Europa si iniziò il riarmo della Germania e aiuti economici furono concessi alla Spagna franchista e alla Jugoslavia, in rotta con l’URSS.
