Grande depressione

Il termine grande depressione (detta anche crisi del 1929, grande crisi o crollo di Wall Street), indica una crisi economica eccezionale per estensione e durata. Fu aperta dal crollo della Borsa di Wall Street a New York il 29 ottobre 1929.

Indice

La crisi negli USA

La profonda crisi agricola fu innescata negli USA dalla decisa ripresa della produzione dei paesi europei, che precedentemente furono i maggiori importatori di prodotti americani, e anche quelle banche che avevano concesso i prestiti per finanziare la meccanizzazione dell'attività dei contadini stessi, andarono vicino al fallimento. Ne conseguì una minore disponibilità di denaro per le industrie, molte delle quali furono costrette a chiudere i battenti o a ridimensionarsi. Il valore delle azioni industriali, artificiosamente alto per via della speculazione economica diffusasi a tutti i livelli negli anni '20, scese rapidamente e costrinse i possessori a una massiccia vendita, che provocò il crollo della borsa. I licenziamenti operati dalle aziende in crisi portarono ad una elevata diminuzione delle domande di lavoro, bloccando quasi completamente l'economia americana. La produzione industriale scese di quasi il 50% tra il 1929 e il 1932.

La crisi fuori dagli USA

La crisi si propagò rapidamente a tutti i paesi che avevano stretti rapporti economici e finanziari con gli USA, dall'America Latina alla Gran Bretagna, all'Austria e alla Germania, dove il ritiro dei prestiti americani fece saltare il complesso e delicato sistema delle riparazioni di guerra, trascinando nella crisi anche Francia e Italia. In tutti questi paesi si assistette ad un drastico calo della produzione seguito da diminuzione dei prezzi, crolli in borsa, fallimenti e chiusura di industrie e banche, aumento di disoccupati (12 milioni negli USA, 6 in Germania, 3 in Gran Bretagna). Nel 1931 la Gran Bretagna abbandonò il gold standard, imitata subito dai paesi scandinavi. Nel 1934 sterlina e dollaro vennero fortemente svalutati.

Conseguenze politiche ed economiche

Il fallimento dei tentativi iniziali di trovare soluzioni comuni sul piano internazionale alla crisi spinse da una parte tutti i paesi a introdurre misure protezionistiche e a creare "aree economiche chiuse" (maggiore esempio fu il sistema di "tariffe preferenziali" fra gli Stati Uniti del Commonwealth britannico deciso nel 1932); dall'altra i governi furono indotti a sperimentare su vastissima scala forme di partecipazione diretta dello Stato alla vita economica nazionale. Gli Stati svolsero così funzioni imprenditoriali (ricorrendo alla spesa pubblica come elemento strutturale e centrale della dinamica economica nazionale) e previdenziali (con l'attivazione di misure legislative di sicurezza sociale), come avvenne, per esempio negli USA col New Deal e in Italia con la fondazione dell'IRI. In Germania la crisi, provocando milioni di disoccupati, fornì la base di consenso per portare il nazismo al potere (1933). Nel complesso, nonostante un accenno di ripresa a patire dal 1933, la crisi non fu completamente superata fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Indice della produzione industriale dopo la crisi del 1929

La seguente tabella riporta gli indici della produzione industriale negli anni immediatamente seguenti la crisi del 1929 ponendo come riferimento a 100 il valore nel 1929.

Stato193019311932193319341935
Stati Uniti836955636979
Gran Bretagna94868995105114
Francia 9985748379
Germania867259688396
Austria 9178666875
Italia 9384778385
Svezia 102978993111
Cecoslovacchia 9164606770
Ungheria 87828899107
Bulgaria 10410710398103
Romania 10582101126

Bibliografia

See also: Grande depressione, 1929, 1931, 1932, 1933, 1934, 29 ottobre, America Latina, Anni 1920, Austria