Giuseppe Garibaldi

thumb|right|200px|Giuseppe Garibaldi Giuseppe Garibaldi (Nizza 4 luglio 1807 - 2 giugno 1882) è stato una figura storica del Risorgimento italiano; è ricordato come l'"Eroe dei due mondi" per le sue imprese militari a favore della libertà in Sud America ed Europa.

Garibaldi nacque a Nizza. Il padre era immigrato da Chiavari mentre la madre era originaria di Loano (SV).

Influenzato da Giuseppe Mazzini, appassionato sostenitore del nazionalismo italiano e della repubblica, nel 1833 si iscrisse all'associazione segreta Giovine Italia, fondata da Mazzini. Nel 1834 partecipò a un tentativo fallito di insurrezione popolare in Piemonte. Condannato a morte in contumacia, riuscì a fuggire in Sud America dove prese parte in Brasile all'insurrezione repubblicana contro il governo brasiliano. Sconfitto, nel 1842 riparò in Uruguay, dove comandò la flotta uruguaiana in una battaglia navale contro gli argentini. In Uruguay sposò nel 1842 Ana Maria Ribeiro da Silva, detta Anita, che aveva conosciuto nel 1839.

Tornato in Europa nel 1848 per partecipare alla prima guerra di indipendenza contro gli austriaci e i francesi, fu protagonista di imprese che lo trasformarono in un eroe agli occhi del popolo. Per la disparità delle forze in campo fu costretto alla resa, dovette abbandonare il suo esercito e fuggire per la seconda volta all'estero.

Garibaldi ritornò in Italia nel 1854 e cinque anni dopo partecipò alla seconda guerra di indipendenza contro gli austriaci. Nel 1860 Garibaldi organizzò una spedizione per conquistare il Regno delle Due Sicilie. Raccolto un corpo di spedizione di mille uomini, le Camicie Rosse, Garibaldi raggiunse la Sicilia e si proclamò nuovo governatore dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II. Nella battaglia di Calatafimi mise in rotta l'esercito del re di Napoli e un'insurrezione popolare gli consegnò la città di Palermo.

Dopo avere consegnato il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele il 26 Ottobre 1860 al bivio di Taverna di Catena nei pressi di Teano , Garibaldi si ritirò sull'isola di Caprera per studiare nuovi piani al fine di conquistare lo Stato pontificio.

Nel 1861 fu eletto deputato nel primo Parlamento del nuovo Regno d'Italia (che chiaramente non comprendeva ancora Veneto, Trentino e Lazio).

Garibaldi organizzò la prima spedizione in terra romana nel 1862; il tentativo fallì e lo stesso Garibaldi rimase ferito negli scontri. La spedizione del 1867 fu fermata dalle truppe francesi. Durante la guerra franco-prussiana del 1870 - 1871, Garibaldi guidò un esercito di volontari a sostegno dell'esercito della nuova Francia repubblicana.

La popolarità di Garibaldi, la sua capacità di sollevare le folle e le sue vittorie militari hanno reso possibile la riunificazione dello stato italiano.

Dopo avere combattuto per tutta la vita, Garibaldi morì a Caprera il 2 Giugno 1882.

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