Giudizio Universale (Michelangelo)
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thumb|left|250px|Il Giudizio Universale di Michelangelo
"Il Giudizio Universale" è un affresco di m 13,7 x 12,2 realizzato tra il 1536 ed il 1541 dal pittore italiano Michelangelo Buonarroti.
È conservato nella Cappella Sistina (Musei Vaticani).
Il primo papa ad aver l’idea di far affrescare a Michelangelo la Cappella Sistina fu papa Clemente VII nel 1533, dopo la sua morte il progetto fu ripreso da papa Paolo III ed occupa l’intera parete dietro all’altare della Cappella con oltre trecento figure raggruppate in una potente visione della fine del mondo.
Nel giugno 1535 Michelangelo fece montare i ponteggi, la parete fu rivestita di uno strato di mattoni, con maggiore spessore in alto e minore in basso, in modo che la superficie risultasse leggermente inclinata, probabilmente per ragioni di migliore visibilità piuttosto che per evitare il deposito delle polveri. Il pittore iniziò a dipingere l’anno successivo dalla lunette, la parte superiore fu terminata nel dicembre 1540; il dipinto venne terminato il 31 ottobre 1541.
Nel gennaio 1564, un mese prima della morte di Michelangelo, il Concilio di Trento approvò la richiesta di alcuni prelati di coprire le parti intime delle figure.
La persona che si occupò di questo lavoro fu Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo, e per questo motivo venne soprannominato “Braghettone”; Daniele morì due anni dopo non portando a termine il lavoro.
In seguito papa Clemente VIII ebbe la tentazione di distruggere questa opera, ma fu persuaso a non farlo.
Altri interventi censori seguirono negli anni successivi, alternati ad interventi di manutenzione e di restauro.
I fumi delle candele e le colle date per tentare di aumentare la luminosità dell’affresco finirono col formare un velo scuro di sporco che ne impediva la piena leggibilità.
L’intervento di restauro realizzato tra il 1990 e 1994 ha permesso di recuperare la nitidezza dei colori, il vigore delle forme, la definizione dei particolari e l’unità complessiva dell’opera.
Descrizione dell’opera
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Al centro è raffigurato Cristo circondato dai santi e con la madre al suo fianco.
Gesù è raffigurato con il braccio destro alzato in un gesto collerico di dannazione mentre con la mano sinistra chiama gentilmente a sé i beati.
Sopra di lui, nelle due zone semicircolari, alcuni angeli portano gli strumenti della passione di Cristo: la colonna sulla quale fu flagellato e la croce sulla quale fu crocefisso.
I vari santi attorno a Gesù sono rappresentati con gli strumenti del loro martirio: San Bartolomeo che fu scorticato vivo tiene in mano la sua pelle dalla quale si riconosce un autoritratto di Michelangelo.
In basso un traghettatore demoniaco, Caronte, trasporta i dannati all’Inferno.
