Giudizio di Paride
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Nella mitologia greca, il giudizio di Paride, fu l'attribuzione del pomo d'oro per la più bella dea dell'Olimpo ad opera di Paride, che portò alla guerra di Troia e che fu quindi detto pomo della discordia.
[[Immagine:Giudizio_di_Paride_(Rubens).jpg|300px|thumb|left|Guidizio di Paride. Dipinto da Pieter Paul Rubens nel ]]
Nell'opera di Omero non vi è alcun cenno a questa origine per la guerra di Troia, se ne parla nelle Troiane di Euripide.
Zeus era persuaso che la terra fosse sovrappopolata e quindi convinse Eris a partecipare alle nozze di Peleo con la nereide Teti (futuri genitori di Achille). La dea lascio rotolare tra i convitati una mela d'oro, con la scritta «Alla più bella».
Nacque subito una discussione, che divenne lotta accanita, tra Era, Atena ed Afrodite. Le tre chiesero aiuto a Zeus, ma questi si rifiutò di esprimere un parere, ma decise di rimettere il giudizio ad una persona imparziale.
Ermes prese il pomo e condusse le tre dee sul monte Ida, dove si trovava Paride, il più bello degli uomini.
Le tre dee erano tutte belle e per far pendere il giudizio dalle loro parte, ognuna di esse promise a Paride un dono. La scelta di Paride cadde su Afrodite, che gli promise la donna più bella del mondo (Elena).
Fu così che Paride, con l'aiuto della dea, rapì Elena, creando il pretesto per la guerra da parte degli achei contro la città di cui era principe, Troia. Con la sua scelta, Paride si inimicò anche Atena ed Era, che si schierarono con gli achei.
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