Giainismo
left|WikiLettera
Questo articolo è solo un abbozzo (stub). Se puoi contribuisci adesso a migliorarlo secondo le convenzioni di Wikipedia.
Per l'elenco completo degli stub di Religione, vedi la relativa categoria
Il giainismo, tradizionalmente noto come Jain Dharma, è un’antica religione inizialmente documentata come una fede a sé stante e una filosofia. E’ basata sugli insegnamenti di Mahavira (599-527 a.C.). Secondo la dottrina, la filosofia giainista è un modo di comprendere e codificare le verità eterne e universali che occasionalmente si manifestavano fra l’umanità e che più tardi riapparirono negli insegnamenti degli uomini che avevano raggiunto l’illuminazione o onniscienza (Keval Gnan). I fedeli ritengono che nella parte dell’universo in cui ci troviamo e nel presente ciclo temporale, la filosofia sia stata comunicata all’umanità da Rishabha. Evidence from the Indus Valley Civilization (c. 3000- 1500 BC) seems to attest to its early existence as shown through seals and other artifacts unearthed since the civilization's discovery in 1921.
Dottrina
Il giainismo insegna che ogni singolo essere vivente è un’anima eterna e indipendente, responsabile dei propri atti. I giainisti ritengono che il loro credo insegni all’individuo come vivere, pensare e agire in modo tale da rispettare e onorare la naturale spirituale di ogni essere vivente to the best of one's human abilities. Dio è concepito come l’insieme dei tratti immutabili dell’anima pura, come signore fra le anime poiché rappresenta l’infinita conoscenza, percezione, coscienza e felicità(Ananta Gnana, Darshan, Chaitanya, e Sukh). L’universo stesso è eterno, non avendo né inizio né fine (per questo motivo, si ritiene che il giainismo sia una via religiosa che non include la concezione di un dio creatore). Le figure principali sono le Tirthankaras. Il giainismo ha due principali varianti: il digambar e il shvetambar. I fedeli credono in principi quali l’ahimsa, l’ascetismo, il karma, il samsara e il jiva. Esistono molte scritture sacre redatte in un periodo di tempo molto lungo. Molti seguaci ritengono che il testo religioso principale sia il Tattvartha sutra, o Libro delle realtà, scritto 18 secoli fa dal monaco e intellettuale Umasvati.
Predicando un’assoluta non-violenza, il giainismo prevede una forma estrema di vegetarianesimo: la dieta del fedele esclude anche molti vegetali e persino l'acqua viene filtrata al fine di non ingerire involontariamente piccoli organismi. E’ fatto divieto di mangiare, bere e viaggiare dopo il tramonto ed è invece necessario alzarsi prima dell’alba.
Con i suoi 8-10 milioni di fedeli, il giainismo è una delle più piccole fra le maggiori religioni mondiali. Vi sono 6000 monache e 2500 monaci, molti dei quali fanno riferimento alla corrente shvetambar. Malgrado il numero esiguo rispetto al totale della popolazione, in India i gianisti stood out for themselves e molti di loro occupano posizioni importanti nel mondo degli affari e in quello della scienza. Godono anche di una certa importanza nella cultura indiana, avendo contribuito in modo significativo allo sviluppo della filosofia, dell’arte, dell’architettura, della scienza e della politica dell’intero paese (lo stesso Gandhi ne risentì in qualche modo). Fra i templi (derasar) più belli e importanti vi sono il Dilwara presso il monte Abu e il Bhagwan Adinath derasar, quest’ultimo di recente costruzione e situato nella città di Vataman.
Il giainismo è molto praticato nella regione del Punjab, specialmente nella città di Ludhiana. C’erano molti giainisti anche nella città di Lahore (la capitale storica del Punjab) che, con la divisione fra India e Pakistan nel 1947, hanno preferito emigrare nella sezione indiana della regione.
Digambar e Shvetambar
Le due principali ramificazioni del gianismo ebbero origine 200 anni dopo la morte di Mahavira. Bhadrabahu, capo dei monaci, previde un periodo di carestia e condusse circa 12.000 fedeli nell’India meridionale. Venti anni più tardi, questi fecero ritorno e scoprirono che i giainisti che non vollero lasciare la loro terra avevano creato la setta shvetambar. Fu così che i seguaci di Bhadrabahu furono noti come digambara.
La cosmologia
tradurre
categoria:religioni
