Giacomo Boni
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Giacomo Boni (Venezia, 25 aprile 1859 - Roma, 19 luglio 1925) fu un archeologo e architetto italiano .
thumb|250px|right|Tomba di Giacomo Boni sul Palatino
Dopo gli studi tecnici partecipò ai restauri che si eseguivano sul Palazzo Ducale di Venezia e studiò architettura all'Accademia delle Belle Arti.
Nel 1888 viene nominato segretario della Regia Calcografia, nel 1890 ispettore dei monumenti della Direzione generale delle Antichità e Belle Arti: nel 1895-1896 è direttore dell'Ufficio Regionale dei Monumenti di Roma e a partire dal 1898 dirige gli scavi del Foro Romano, a cui a partire dal 1907 si aggiungono quelli del Palatino.
Si interessa di tutela e valorizzazione dei monumenti, promuove la creazione nel 1907 del Gabinetto Fotografico Nazionale e auspica l'istituzione di un catalogo nazionale e lo stabilimento di norme aggiornate per i restauri, privilegiando le ragioni della conservazione rispetto a quelle della ricostruzione. Si occupa inoltre dell'utilizzo delle piante in relazione ai resti antichi, sia come protezione delle muratura dal disgregamento, sia come loro presentazione al pubblico.
Nell'ambito dello scavo segue un metodo scientifico, applicando tra i primi i principi dello scavo stratigrafico : tra i primi si interessa dei materiali rinvenuti negli scavi e della loro collocazione fisica all'interno degli strati, per primo considera di uguale importanza anche il materiale medioevale, senza privilegiare l'età classica, tra i primi si avvale di disegni e di fotografie per la documentazione.
La sua attività di studio e ricerca, di cui restano numerosi documenti di archivio presso la Soprintendenza Archeologica di Roma. Alle sue ricerche nel Foro Romano si si devono la scoperta del Niger Lapis, della Regia, dei cunicoli cesariani nel sottosuolo della piazza, della necropoli arcaica presso il tempio di Antonino e Faustina e della chiesa di Santa Maria Antiqua. Sul Palatino portò alla luce una cisterna arcaica a tholos, i ricchi ambienti della "Casa dei Grifi" e della cosiddetta "Aula isiaca" al di sotto del palazzo imperiale di età flavia.
Nel 1903, in seguito al crollo l'anno prima del campanile di San Marco a Venezia, poi ricostruito negli anni successivi, fu chiamato per lo scavo archeologico delle sue fondamenta, dove identificò strutture di epoca romana.
Come architetto si occupò nel 1896-97 della ristrutturazione di Villa Blanc a Roma (proprietà di Alberto Blanc, ministro degli esteri del re Umberto I): nei giardini della villa fu inserito un mausoleo romano rinvenuto dal Boni stesso in uno scavo presso Tor di Quinto (ora direttamente sulla via Nomentana in seguito all'ampliamento della strada).
Alla sua morte fu sepolto sul Palatino, negli Orti farnesiani.
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