Gaviidae

Gaviidi (Strolaghe)
Regno:Animali
Tipo:Cordati
Classe:Uccelli
Ordine:Gaviiformi
Famiglia:Gaviidae
Generi e specie

La famiglia dei Gaviidi (Gaviidae) appartiene all'ordine dei Gaviiformi ed è composta da 1 genere

Specie e sottospecie estinte in tempi recenti.

Indice

Sistematica

I primi fossili certamente riconosciuti appartenenti alla famiglia Gaviidae appartengono ai generi Gaviella (Oligocene) e Colymboides (Eocene).
La diversificazione delle specie iniziò in due centri principali alle latitudini più elevate dell'emisfero settentrionale. L'area della strolaga maggiore (Gavia immer) e della stretta parente strolaga beccogiallo (Gavia adamsii) si sovrappongono di alcuni gradi nel Neartico, ed entrambe sembrano derivare dalla strolaga mezzana (Gavia arctica). Sembra che la strolaga mezzana abbia colonizzato l'america settentrionale, diversificandosi in due grandi specie. Quindi si è espansa occupando anche il Paleartico dando vita alla strolaga minore (Gavia stellata).
La scarsa differenziazione di questa famiglia è determinata proprio dall'unico progenitore, differenziazione che ha avuto inizio in tempi relativamente recenti. La similitudine tra le quattro specie esistenti, le ha fatte inserire tutte nell'unico genere Gavia.
Le ricerche di relazioni con altri uccelli sono molto difficoltose. In principio si penso ad una parentela con la famiglia dei Podicipedidae, ma le somiglianze sono solo esteriori dovute ad convergenze evolutive. Studi più recenti li ricollegano all'ordine dei Charadriiformes, in particolare ai gabbiani (Laridae) o alle gazze marine (Alcidae), tuttavia questi legami sono ancora insufficienti per poterli considerare definitivi.
Lo studio del DNA fa emergere una serie di legami completamente diversi, ponendo questi uccelli fra le fregate, i pinguini e i Procellariiformes.

Anche la differenziazione tra le specie della famiglia è alquanto complessa. La strolaga minore differisce nettamente da tutte le altre; la strolaga beccogiallo e la strolaga maggiore sono molto simile in ogni aspetto (morfologico, comportamentale e ambientale), tanto da venir considerate come superspecie; la strolaga mezzana, più ampiamente distribuita, forma una via di mezzo tra questi due estremi. Una delle tre sottospecie della strolaga mezzana, la strolaga mezzana del Pacifico (G. a. pacifica), viene spesso considerata come una specie separata.

Aspetti morfologici

Dimensioni

Le strolaghe sono grandi e grossi uccelli d'acqua. Hanno dimensioni che variano da un minimo di 53 cm a un massimo 91 cm di lunghezza, con un peso tra 1 e 6,5 kg.

Dimorfismo sessuale

I sessi si differenziano molto poco nella struttura, ma, mediamente, i maschi sono leggermente più grandi e con una struttura più pesante.

Testa e collo

Hanno collo robusto e testa leggermente allungata, che termina con un becco robusto ed appuntito. Il becco è rivolto leggermente all'insù nella strolaga minore e in quella beccogiallo, per quest'ultima di colore giallo avorio, mentre è più scuro per le altre specie. Le narici sono ravvicinate ed allungate, tipico esempio adattativo alla vita acquatica. Per tutte le specie, l'iride è rossastra, di colore più acceso negli adulti in periodo riproduttivo.

Corpo

La loro forma è strettamente disegnata per il nuoto, gambe corte poste all'estremità inferiore del corpo per favorire la propulsione in acqua (ma, ovviamente, questa posizione crea molte difficoltà nel camminare sul terreno). I tarsi sono compressi lateralmente, per ridurre la resistenza e le tre dita poste in avanti sono collegate tra loro da una membrana.
La coda è corta e ben definita.

Nuoto

Tutti i Gaviidi sono esperti nuotatori e passano gran parte della loro vita sull'acqua. Sono in grado di nuotare sia in superficie che in profondità, raggiungendo un limite di 75 m ed una resistenza in apnea di 8 minuti (normalmente nuota tra i 2 e i 10 m sotto la superficie per una durata di circa un minuto).
La gran parte della spinta propulsiva viene dalle zampe, orientate lateralmente al corpo, solo occasionalmente vengono utilizzate le ali per migliorare la direzionabilita del nuoto.
Questi uccelli escono dall'acqua in modo graduale, senza "balzare" al di fuori che è tipico dei cormorani e dei Podicipedidi. Sono in grado di nuotare rimanendo semi sommersi, lasciando al di fuori solo la testa o anche solo la parte superiore della testa, dove sono posizionati gli occhi e le narici.

Movimenti sul terreno

Sul terreno sono molto goffe e camminano con fatica, molto spesso non usano solo la camminata, ma anche tecniche che assomigliano al saltare di una rana o scivolano sul petto spingendosi con le zampe. Nonostante la grande difficoltà di movimento, se vengono disturbate, sono in grado di spostarsi sul terreno per distanze considerevoli.

Ali e volo

right|Profilo in volo

Le ali sono corte e a punta, con una apertura di 105-150 cm; nonostante l'apparenza, le strolaghe sono tutte ottime volatrici.

Possono volare per lungo tempo, senza interruzione, effettuando migrazioni di lunghe distanze e sorvolando senza preclusioni sia le terre che le acque; spesso raggiungono anche forti altitudini.
Le tre specie più grandi, necessitano di una lunga spinta sulla superficie dell'acqua prima di riuscire ad alzarsi, ma nonostante ciò, volano più spesso di altri uccelli tipicamente acquatici.
Il loro volo è forte e rapido, tengono il collo allungato, leggermente più basso rispetto al corpo, creando una caratteristica gobba molto incurvata verso il collo. Le zampe rimangono allungate all'indietro, sporgendo al di là della coda.
La discesa avviene sull'acqua. I piedi vengono portati in avanti e fatti scivolare sulla superficie, mentre le ali vengono aperte per ridurre la velocità.

Solo la strolaga minore è in grado di alzarsi in volo o atterrare utilizzando il terreno.

Piumaggio

Il piumaggio sul corpo è spesso e compatto, soffice e vellutato sul collo e sulla testa.

Abito periodo riproduttivo

L'abito nuziale è simile nelle tre specie più grandi, con la parte superiore del corpo in disegni bianchi e neri, mentre quello della strolaga minore ha una colorazione uniforme bruno scura.
Le parti inferiori sono bianche e la coda è scura, per tutte le specie e in ogni periodo dell’anno.

Abito invernale

Le strolaghe hanno un piumaggio invernale meno appariscente, con guance e gola bianche.

Dimorfismo sessuale, immaturi e pulcini

Non esistono differenze di piumaggio tra i sessi, nemmeno nella stagione riproduttiva. Gli immaturi hanno una colorazione simile a quella invernale degli adulti. Il piumaggio estivo viene assunto solo al terzo anno di vita. I pulcini hanno un piumino grigiastro ed assumono il piumaggio giovanile dopo due mute.

Muta

Gli adulti perdono le remiganti nel tardo inverno o agli inizi della primavera, in maniera simultanea, con esclusione della strolaga minore, che le perde alla fine della stagione riproduttiva; questo impedisce loro di volare per parecchie settimane. La muta del piumaggio nel resto del corpo avviene agli inizi d'autunno e agli inizi di primavera.

Habitat

right|300px|Distribuzione

Le strolaghe sono uccelli acquatici, si trovano sempre sopra o vicino all'acqua. Nidificano principalmente in zone settentrionali con acqua dolce, mentre passano l'inverno lungo le coste marine di aree temperate.
Tutte quattro le specie nidificano in aree lacustri delle zone subantartiche e boreali, preferendo le località prive di disturbi.
La strolaga beccogiallo può nidificare anche lungo gli estuari dei fiumi ed anche lungo le coste basse dell'Artico, comunque in aree prive di alberi. La strolaga mezzana e la strolaga maggiore nidificano attorno a laghi alquanto estesi e profondi, in aree alberate o non alberate, con la presenza di isolette su cui scegliere di fare il nido. La strolaga minore preferisce stabilirsi in distese d'acqua che vanno dai piccoli stagni fino a laghi estesi e profondi, talvolta nidificano anche sulle coste riparate.

Le tre specie più grandi si alimentano sui laghi nei quali hanno nidificato, mentre la strolaga mezzana può andare a nutrirsi anche in aree lacustri vicini a quella della sua nidificazione. La strolaga minore può spostarsi su ampie aree per cibarsi, andando anche sul mare, a causa della sua abitudine di nidificare anche in piccoli stagni che danno poco cibo o non ne danno affatto.
Dopo il periodo riproduttivo, normalmente si spostano nelle aree costiere. Possono anche formare grandi gruppi nei laghi interni prima di partire verso il mare.

La strolaga maggiore si può trovare anche lungo le coste rocciose, mentre le altre specie preferiscono le coste riparate e poco profonde, frequentando spesso baie e golfi.

Abitudini Generali

Al di fuori della stagione riproduttiva, le strolaghe si riuniscono in grandi gruppi, da alcune centinaia fino migliaia di individui (se trovano aree molto ricche di nutrimento). In queste aree le strolaghe si nutrono e riposano insieme; questa vicinanza può dare luogo a comportamenti aggressivi, anche se sono molto rari.
Coppie o individui isolati si possono incontrare in modo alquanto irregolare lungo le coste in inverno.

Le strolaghe passano molte ore della giornata nella cura del piumaggio. Per lisciarsi le penne ventrali, arrivano a rivoltarsi sull'acqua, tenendo le zampe in alto e rivelando il loro piumaggio bianco immacolato.
Si bagnano di frequente in modo molto spettacolare, rotolandosi nell'acqua, scrollando le ali, tuffandosi e facendo capriole.

Il riposo avviene sull'acqua. Solo durante la stagione riproduttiva può avvenire anche sulla terra.
Mentre dormono, non tengono la testa sotto un'ala, ma tengono il collo disteso lungo il dorso.

Voce

Durante il periodo riproduttivo le strolaghe possono diventare molto chiassose. Ma durante il resto dell'anno, tendono a restare silenziose, con esclusione di uno strano "qua qua" emesso talvolta mentre volano.
Il caratteristico jodel di richiamo è straordinariamente forte e può essere udito anche molto da lontano. Viene utilizzato per proclamare il possesso di un territorio. Il richiamo è solitamente emesso dai soli maschi delle tre specie più grandi, mentre nella strolaga minore viene emesso da entrambi i sessi.

Cibo ed Alimentazione

Dove e come si nutrono

Le strolaghe ricavano la gran parte del loro cibo al di sotto della superficie dell’acqua, ad una profondità che varia da 2 a 10 m. Quando sono in immersione alla ricerca di pesci, la loro propulsione è garantita dalle zampe, ma a volte possono fare uso anche delle ali.
Le prede sono localizzate tramite il senso della vista ed è per questo che cacciano preferibilmente in acque limpide. In casi eccezionali possono cacciare anche in acque meno limpide, ma limitano la loro pesca ad animali più lenti, come gamberi e crostacei del fondo. Per lo stesso motivo, non predano durante la notte.

Cosa mangiano

Si nutrono di prede di dimensioni piccole medio-piccole; le prede vengono catturate in immersione, ma, normalmente, vengono inghiottite quando la strolaga si riporta in superficie. Se sono molto grandi o sono provviste di spine, possono essere portati sul terreno, per essere mangiate a pezzi o eliminando le spine.
La parte principale dell'alimentazione è costituita da pesci, per tutto il periodo dell'anno, e vengono catturati in forte numero.
Le specie principali d'acqua dolce sono: pesce persico (Perca fluviatilis), rutilo (Rutilus rutilus), salmerino alpino (Salvelinus alpinis), salmone atlantico (Salmo salar), trota (Salmo trutta).
Le specie principali d'acqua salata sono: aringa (Clupea harengus), eglefino (Melanogrammus aeglefinus), merlano (Merlangius merlangus), merluzzo (Gadus morhua), spratto (Sprattus sprattus), Ammoditidi, Gasterosteidi, Gobidi.
Altre particolari prede sono costituite da: rane, uova di pesce, crostacei (inclusi granchi, gamberi e gamberetti), molluschi, anellidi e larve di insetti acquatici. In alcune occasioni sono state trovate nei loro stomaci anche sostanze vegetali in grandi quantità.

Abitudini alimentari

Le strolaghe sono abbastanza abitudinarie, quando in una zona trovano una specie di cui si cibano, se ne nutrono fino a sfruttarla quasi completamente.
Studi compiuti nel continente americano, hanno mostrato che, negli stomaci di una trentina di esemplari esaminati, quasi un terzo conteneva solo un tipo di specie. Hanno comunque la capacità di adattarsi in maniera rapida ai cambiamenti.
Le popolazioni di strolaghe maggiori del British Columbia (Canada), vivono bene anche in laghi completamente privi di pesci. Nei loro stomaci sono stati rilevati molluschi, anfipodi e larve di insetti.
Non si nutrono di animali morti, tutte le prede devono essere vive. Questo rende difficile il loro mantenimento in cattività, specialmente nei centri di riabilitazione di animali feriti o debilitati.
Il loro esofago è alquanto elastico, tanto da permettere l'ingestione di prede grandi. Ma questo adattamento ha provocato anche numerose morti per soffocamento, a causa di una cattiva valutazione della grandezza della preda.
Statistiche svolte nell'arco delle due settimane e più del periodo riproduttivo, hanno valutato un consumo di pesci pari a circa una tonnellata per una coppia con due pulcini. Questa forte richiesta di cibo è dovuta alla loro notevole spesa energetica, aumentata dalla vita in un ambiente acquatico e freddo.

Riproduzione

Le coppie

Le strolaghe sono uccelli monogami e generalmente le coppie durano tutta la vita.
Le coppie tendono a ritornare nelle stesse località di riproduzione, anno dopo anno.
L'inizio del periodo riproduttivo dipende molto dalle condizioni atmosferiche: ai primi segni della fine dell'inverno, le coppie si spostano dal mare aperto verso le località di riproduzione e vi si stabiliscono non appena neve e ghiaccio si ritirano quel tanto che basta.
La maggior parte delle coppie formatesi nella stagione riproduttiva precedente, sono rimaste insieme durante l'inverno. Iniziano a costruire il nido quasi subito, con pochissimi preliminari.

Parata nuziale

Le coppie che sono di nuova formazione sviluppano un corteggiamento molto semplice, che consiste in movimenti sincronizzati: immersioni del becco, tuffi, nuotate subacquee veloci.
La copula avviene sul terreno e viene ripetuta frequentemente. L'accoppiamento può iniziare fin dallo stesso giorno dell’arrivo e continuare fino alla deposizione dell'ultimo uovo.

Nido

Il sito in cui costruire il nido viene di norma scelto dal maschio. Se sono disponibili, vengono scelti isolotti piccoli, ma possono essere anche utilizzate piccole penisole, purché la visibilità sia ampia, e così le possibilità di fuga. Questo è valido per tutte le specie ad esclusione della strolaga maggiore, il cui nido è spesso coperto dalla vegetazione.
Il nido è molto semplice, spesso consiste in un semplice accumulo di materiale vegetale (inclusi muschi e piante acquatiche), che raggiunge un'altezza di 4-10cm, con una piccola depressione centrale. Il materiale è raccolto quasi tutto dal maschio. Durante l'incubazione viene aggiunto nuovo materiale.

Territorialità

Le tre specie più grandi sono fortemente territoriali: non tollerano la presenza di altri adulti nel loro campo visivo, dimostrando chiaramente il loro possesso territoriale agli intrusi.
Vi sono diversi tipi di atteggiamenti aggressivi, che vanno dal sollevare la testa, mostrando i display del petto e del collo, fino a movimenti sull'acqua come danze in circolo, immersioni del becco, tuffi, spruzzi d'acqua agitando le ali. Questi atteggiamenti possono essere accompagnati da richiami territoriali. Lo scontro viene preceduto da una postura verticale sull'acqua, con i becchi allungati all'indietro, le strolaghe maggiori e le strolaghe beccogiallo tengono anche le ali aperte.

Le lotte non sono frequenti, ma quando accadono, sono intense e violente. Vengono utilizzati i becchi e le ali per colpire. Questi scontri possono occasionalmente provocare la morte di uno dei contendenti.
Anche la strolaga minore è fortemente territoriale, ma difende un'area molto inferiore. Parecchie coppie possono nidificare in semi-colonie, soprattutto quando vi sono piccole aree di acqua dolce. In questo caso, altre coppie vengono tollerate, difendendo solo lo spazio immediatamente vicino al nido. Quando intervengono, lo fanno in maniera altrettanto forte come per le altre specie.

Uova

Le strolaghe depongono 1-3 uova (normalmente 2), con intervalli che vanno da 1 a 4 giorni.
Le uova sono grandi, allungate, leggermente lucide, di colore bruno-oliva con macchie scure. Hanno un peso che varia da un minimo di 83g (strolaga minore) e un massimo di 167g (strolaga maggiore).
Viene eseguita una sola deposizione, ma, in casi particolari, può esservene una seconda, quando la prima viene persa molto presto (ad esempio quando il nido viene sommerso dall’acqua). La seconda deposizione avviene 1-2 settimane più tardi.

Cova

La cova viene eseguita da entrambi i partner, con un maggior periodo sul nido da parte della femmina. La cova comincia alla deposizione del primo uovo, la schiusa avviene asincronamente dopo circa 4 settimane. La differenza di età e di grandezza, combinata ad una naturale aggressività, comporta la perdita del pulcino più debole quando il cibo è scarso.

Pulcini

I pulcini sono in grado di nuotare da subito, ma rimango nel nido, sotto la protezione dei genitori, per almeno 1 giorno (a volte fino a 3). Quindi lasciano il nido e, dopo 2-3 settimane, passano gran parte del loro tempo nuotando o restando sul dorso dei loro genitori.
Pur essendo in grado di nuotare e di tuffarsi, per il cibo dipendono completamente dai genitori, fino alla loro crescita completa.

I pulcini sono indipendenti dopo 7 (strolaga minore) o 9 (le altre specie) settimane. Dopo questo periodo, i pulcini vengono ancora nutriti dai genitori, ma molto irregolarmente e solo fintanto che rimangono nell'area di nidificazione.

Maturità sessuale e tasso riproduttivo

Il primo tentativo di nidificazione, avviene ad un'età di 2-3 anni. Questo tentativo precoce, ha sempre scarsa efficacia.
Tra tutte le coppie che arrivano nelle aree di nidificazione, solo una scarsa percentuale arriva a deporre le uova e solo la metà di queste arrivano a schiudersi. Dei pulcini nati, il 50-75% arriva ad essere indipendente. Il tasso riproduttivo risulta così essere molto basso: 0,3-0,6 per coppia in area di nidificazione.

I motivi per lo scarso successo riproduttivo sono molti: infertilità delle uova, allagamento dei nidi, distruzione del nido, predazione di uova o pulcini.
I maggiori predatori sono: stercorari, gabbiano, procioni o mustelidi. Ma anche gru (Grus), aquile di mare (Haliaeetus) e grossi pesci possono distruggere le uova e, meno spesso, uccidere i pulcini.

Longevità

Le strolaghe hanno una vita alquanto lunga, recenti studi hanno dimostrato che un gran numero raggiunge i 10 anni di vita. Gli individui più vecchi raggiungono i 20 anni, sono state rilevate strolaghe minori che hanno raggiunto i 23 e strolaghe mezzane che hanno raggiunto i 28 anni. Eccezione risulta la strolaga maggiore: non si conosco individui che abbiano superato gli 8 anni di età.

Spostamenti

Tutte le specie della famiglia sono migratrici e tendenti alla dispersione.
Al termine della stagione riproduttiva, si spostano verso sud e tendono ad allontanarsi dalle coste.
In queste migrazioni si hanno casi alquanto strani, come ad esempio il numero strolaghe maggiori presenti d'inverno lungo le coste occidentali dell'Europa, che è notevolmente superiore a quello delle coppie che nidificano in Islanda. Il numero è aumentato da una forte migrazione di individui della Groenlandia e del Canada, che non scendono verso sud lungo le coste americane ma attraversano il braccio di mare atlantico, per giungere fino in Europa.

Un'altra lunga migrazione è compiuta dalle popolazioni siberiane di strolaghe maggiori e di strolaghe minori, che affrontano centinaia di chilometri di volo sulla terra, normalmente seguendo i fiumi, per giungere nelle loro aree invernali sul Mediterraneo, sul Mar Nero e sul Caspio.

Censimenti effettuati nel 1979, hanno dimostrato come queste migrazioni possano essere massicce: lungo la costa della California sono transitate, nello spazio di tempo di 11 settimane, più di un milione di strolaghe mezzane, con una punta giornaliera di oltre 70.000 uccelli (occorre anche tener presente che i censimenti avvengono solo di giorno, mentre gli spostamenti avvengono anche di notte).

La migrazione dovrebbe terminare non appena vengano raggiunte aree temperate, ma non è raro la presenza di individui accidentali in aree subtropicali. Sono state riscontrate strolaghe mezzane nel Mar Rosso o strolaghe maggiori nella parte più meridionale della Baia della California o strolaghe minori al largo delle coste del Pakistan. Ma questi accidentali rimangono al di fuori delle loro zone abituali solamente se trovano ambienti adatti e comunque vi rimangono per alcuni mesi al massimo.

Relazioni con l'uomo

Le località di nidificazioni sono solitamente in aree alquanto remote ed il loro contatto con l'uomo attraverso i secoli è stato certamente molto limitato se confrontato con le altre specie di uccelli dell'olartico. Hanno sicuramente subito un certo disturbo ed anche la predazione da parte dell'uomo, ma niente a paragone di quanto stiano subendo ai nostri giorni.

Religione, leggende e miti

Gli eschimesi usano ancora le piume e le penne delle strolaghe nei loro abiti cerimoniali.
Alcune tribù native del nordamerica legano le strolaghe alle leggende della creazione del mondo, o le portano ad esempio di orgoglio e di coraggio.
Sentire il loro richiamo mentre attraversano un lago, è considerato in Scozia come un cattivo augurio.

La caccia

Nel passato, soprattutto nelle popolazioni dell'estremo nord, le strolaghe venivano normalmente cacciate, e la caccia continua tuttora, senza evidenti segni sul mantenimento dei livelli della popolazione.

Notizie sul nome

Mentre la lingua inglese definisce le strolaghe come diver, in nordamerica vengono chiamate loom. Il nome deriva all'islandese lómr, dallo svedese lom o dall'antico olandese loen, che significa stupido, goffo, zoppicante, a causa dell'andatura che questi uccelli hanno sul terreno.

Status e conservazione

Attualmente, nessuna specie della famiglia è considerata minacciata. Purtroppo, il vivere in un'area remota e di difficile accesso, impedisce di sviluppare un chiaro trend della popolazione, soprattutto a causa della loro abitudine di nidificare in solitudine.

Il disturbo diretto dell'uomo è causa di molte perdite di covate o pulcini e causano anche l'abbandono dei molti territori che potrebbero essere ideali per la nidificazione. L'incremento del turismo nelle aree lacustri per attività ricreative o sportive spaventano molti individui. Anche la costruzione di case sulle rive genera l'abbandono delle aree ideali, anche se queste case sono scarsamente utilizzate.
L'estensione della presenza umana anche in aree remote, ha indirettamente aiutato l'incremento dei predatori e delle loro opportunità di predazione: gabbiani, corvi ed alcuni mammiferi stanno proliferando. L'aumento di questi animali è determinato dal surplus di cibo che possono trovare attorno agli insediamenti umani, questo loro aumento poi va ad influire negativamente anche sulla nidificazione delle strolaghe.

Le strolaghe stanno perdendo quantità considerevoli di aree adatte alla nidificazione. Fortunatamente, la costituzione di riserve, bilancia parzialmente queste perdite, creando aree completamente inaccessibili ad ogni attività umana.

Le strolaghe sono state probabilmente cacciate fin dai tempi preistorici. Questa attività venatoria aveva uno scarso influsso sulla popolazione, ma l'attività praticata ai nostri giorni è sicuramente molto più deleteria. Molto spesso vengono uccise solo per fare pratica di tiro o vengono uccise dai pescatori, in quanto ritenute dannose, perché riducono il pesce disponibile, come ad esempio le trote.

Gravi anche gli influssi derivati dall'inquinamento chimico industriale Le emissioni di solfati in atmosfera, provocano piogge acide che distruggono la vegetazione lacustre e inacidiscono le acque dolci. L'acqua si impoverisce di fitoplancton, generando un nuovo ecosistema. La popolazione di alghe diminuisce, seguite a ruota, da zooplancton e dalle larve d'insetto, che sono il naturale alimento di anfibi e piccoli pesci. Questa catena, provoca l'impoverimento della fauna delle acque lacustri e quindi diminuisce anche la possibilità di vita per gli uccelli che si nutrono di pesci come le strolaghe, soprattutto nelle fasi giovanili, quando hanno bisogno di pesci piccoli. Anche l'inquinamento da metalli pesanti ha gravi ripercussioni sulla popolazione di strolaghe. I metalli pesanti entrano rapidamente nella catena alimentare, specialmente se le acque sono acide, concentrandosi man mano che si sale nella catena alimentare, dove gli effetti sono più deleteri.Uno degli avvelenamenti più pericolosi per gli uccelli piscivori è quello da mercurio.

Le strolaghe corrono ulteriori pericoli nelle loro aree di svernamento, quando si allontano dalla costa marina. Sono infatti soggette a rimanere intrappolate nelle reti dei pescherecci. Un'altra causa di mortalità sono gli sversamenti in mare di petrolio e derivati. Gravissimi i danni provocati per esempio dalla petroliera Exxon Valdez del 1989. Ma non è certo un caso isolato, non passa anno senza che non accadano avvenimenti simili lungo le coste americane ed europee.

Bibliografia

Link

See also: Gaviidae, 1979, 1989, Ala, Alcidae, America settentrionale, Anellidi, Animali, Autunno, Becco