Galateo

Trattato nel quale, sotto la persona d'un vecchio idiota
ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona
de' modi che si debbono o tenere o schifare
nella comune conversazione, cognominato
Galateo overo de' costumi
(titolo completo)

Il Galateo overo de' costumi è un breve trattato scritto da Giovanni Della Casa (1503-56) e pubblicato postumo nel 1558. L'opera era stata preceduta da un breve trattato in latino sullo stesso argomento, il De officiis inter tenuiores et potentiores amicos (1546). Allusioni indirette pesenti nel testo del Galateo fanno ritenere che il trattato sia stato scritto tra il 1550 e il 1552, in un periodo di tranquillità seguito alla rinuncia di molte sue cariche e precedente la nomina a Segretario di stato voluta da Papa Paolo IV. L'opera fu dedicata a Galeazzo Florimonte, vescovo prima di Aquino e poi di Sessa Aurunca (da ciò il titolo dell'opera, infatti Galatheus è la forma latina del nome del dedicatario).

Indice

Struttura

Il trattato, scritto in forma di dialogo platonico, per quanto l'interlocutore stia in ascolto del "vecchio" per tutto il trattato, condensa le molteplici esperienze di diplomazia e di vita cortigiana accumulate in qualità di Nunzio apostolico a Venezia e Segretario di stato durante il pontificato di Papa Paolo III. Dietro il giovinetto si cela il nipote Annibale, prediletto dell'autore.

I trenta capitoli di cui è composto trattano i seguenti argomenti

  1. Ideale di vita: i buoni costumi sono utili alla società
  2. Le azioni si devono fare non a proprio arbitrio ma per il piacere di coloro coi quali si è in compagnia
  3. Cose laide da non fare o nominare
  4. Aneddoto di Messer Galateo e del Conte Ricciardo
  5. A tavola: modi dei commensali e dei servitori
  6. Comportamenti da tenere in compagnia degli altri
  7. Bisogna adattarsi alle usanze degli altri nel modo di vestirsi, di tagliarsi i capelli e la barba
  8. Non avere a tavola modi violenti o noiosi o sconci; aneddoto di Messer Bandinelli
  9. Utilità della ritrosia ma senza eccessi
  10. Non si devono usare modi vezzosi come quelli delle donne
  11. Evitare argomenti che non interessano o temi sottili difficili da capire
  12. Condanna dei bestemmiatori e di coloro che raccontano i propri sogni - il sogno di Messer Flaminio Tomarozzo
  13. Contro i millantatori e i bugiardi o coloro che si vantano
  14. ContrSul linguaggio da tenere durante la conversazione: chiarezza, onestà; evitare parole sconce o dal doppio sensoo le cerimonie fatte per tornaconto o per adulazione
  15. Conclusione contro le cerimonie, perché degli uomini malvagi e sleali
  16. Sulle cerimonie per debito o per vanità - le cerimonie imposte dalla legge da usare tenendo conto del luogo e delle usanze - aneddoto di Edipo e Teseo
  17. Non usar cerimonie fuor del convenevole per non essere vanitosi
  18. Le persone schifano l'amicizia dei maldicenti - condanna dell'eccesso del dar consigli
  19. Bando agli scherni e alle ingiurie - occorre saper fare bene le beffe
  20. Sui motti di spirito
  21. Il conversare disteso deve rappresentare le usanze, gli atti e i costumi
  22. Sul linguaggio da tenere durante la conversazione: chiarezza, onestà; evitare parole sconce o dal doppio senso
  23. Prima di parlare bisogna sapere cosa dire - il tono della voce - scelta delle parole dal miglior suono e dal miglior significato
  24. Lasciare che anche gli altri parlino - non interrompere qualcuno quando parla - il soverchio dire reca fastidio, il soverchio tacere odio
  25. Aneddoto del Maestro Chiarissimo - il costume e la ragione sono i maestri per porre freno alla natura - l'educazione deve essere impartita fin nella più tenera età
  26. La bellezza femminile: convenevole misura fra le parti verso di sé e fra le parti e 'l tutto
  27. La bellezza è armonia: anche il vestire deve essere armonico
  28. Fuggire vizi come lussuria, avarizia, crudeltà - ogni azione (vestire, portamento, camminata, parlata, stare a tavola, ecc.) deve essere armonica
  29. Norme generali di comportamento
  30. Ancora norme di comportamento

Contesto

L'opera si inserisce nel filone umanistico e didascalico che, prendendo le mosse dall'opera allegorica di Brunetto Latini e dal Fiore dantesco, attraverso le speculazioni degli Umanisti del Quattrocento raggiunge i suoi culmini con il Cortegiano (1513-1518) di Baldassarre Castiglione, gli Asolani (1505) e le Prose della volgar lingua (1525) di Pietro Bembo. Alla radice dell'ispirazione dell'autore sta lo stesso concetto di "Grazia" e di "decoro" caratteristici dell'opera del Castiglione, ma il modello etico ed estetico dell'uomo rinascimentale è nel Galateo non viene ristretto alla nobiltà, ma dichiarato raggiungibile ed esemplabile da tutti.

Stile dell'opera

La penna del Della Casa, che si noti bene come poeta fu prolifico autore di capitoli in stile bernesco, oscilla felicemente tra il serio e il faceto, e persino gli espedienti retorici sono rivelati solo quando vogliano suscitare con la loro sostenutezza il sorriso del lettore a fini didattici, ad es. polisindeti come

Sono ancora di quelli che così si dimenano e scontorconsi e prostendonsi e sbadigliano (VI)

La lingua rispecchia una completa ricezione della lingua toscana quale modello proposto pochi anni prima dal Bembo: il Della Casa già come autore di un Canzoniere si era mostrato ligio e geniale alfiere e interprete del verbo delle prose bembesche.

La lunga parola che apre il trattato -Conciossiacosaché- ha invece contribuito non poco a far credere pedantesco e noioso un libro che oggi è considerato una delle prose più eleganti del XVI secolo.

Fortuna

L'autore stesso specificò di non voler scrivere un trattato di filosofia morale quanto piuttosto una precettistica minuta, e questo contribuì notevolmente al successo dell'opera in tutta Europa (è significativo l'oblio toccato al De officiis inter tenuiores et potentiores amicos). Proprio il sostanziale abbassamento dal punto di vista dell'uso quotidiano si rivelarono la formula vincente dell'opera.

Tra i contemporanei che seguirono la scia del successo del Galateo, favoriti anche dal clima controriformistico, vanno ricordati:

Il trattato godette di indiscussa diffusione e fortuna per oltre tre secoli.

Oggi il Galateo, come molti altri classici, è ormai più ricordato che letto, ma esso rimane nell'immaginario collettivo a seguito del suo passaggio a nome comune.

Bibliografia

Edizioni recenti

Giovanni della Casa, Galateo overo de' costumi, a cura di Giancarlo Rati, Tascabili economici Newton, Roma 1993
Giovanni della Casa, Galateo overo de' costumi, testo originale con la versione in italiano di oggi di Myriam Cristallo, introduzione di Giorgio Manganelli, premessa al testo e note di Claudio Milanini, B.U.R., Milano 1992

Studi

M.Santoro, La "discrezione" nel 'Galateo' di G. Della Casa in M.Santoro, Fortuna e prudenza nella civiltà letteraria del Cinquecento, Napoli, Liguori, 19782
G. Paparelli, Humanitas in tono minore: il 'Galateo' di G. Della Casa, in G. Paparelli, Feritas, Humanitas, Divinitas, L'essenza del Rinascimento, Napoli, Guida, 19732.
N. Elias, La civiltà delle buone maniere, trad. it. Bologna, Il Mulino, 1982

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See also: Galateo, 1503, 1505, 1513, 1518, 1525, 1546, 1550, 1552