Friuli

thumb|right|200px|Bandiera storica del Friuli Il Friuli (Friûl in friulano, Forum Iulii in latino, Furlanija in sloveno, Friaul in tedesco) è una regione storico-geografica che corrisponde alle odierne provincie di Udine, Pordenone e parte delle province di Gorizia e Venezia. Capitale storica del Friuli è Udine, città che fu già sede del Patriarca di Aquileia, centri principali oltre a Udine sono Pordenone (capoluogo di provincia), Cividale del Friuli, Codroipo, Latisana, Cervignano del Friuli e Sacile.

Indice

Geografia

Il Friuli è delimitato a est dai fiumi Tagliamento e Livenza, a nord dalle Alpi carniche, a est dalle Alpi Giulie e dai primi rilievi del Carso, a sud dal Mar Adriatico. Numerosi sono i fiumi che scorrono da nord verso sud. Tra i più importanti, oltre a quelli già citati, il Torre, il Natisone, lo Stella, l’Isonzo.

Cultura

Storia

Le origini e l'epoca romana

Popolata in origine da genti celtiche, la regione fu colonizzata dai Romani nel II secolo AC, venne profondamente influenzata dalla cultura latina, grazie anche alla presenza importante di Aquileia, quarta città dell' impero con oltre 200.000 abitanti ed importantissimo porto fluviale sul fiume Natissa, capitale inoltre della decima regione augustea (Venetia et histria); Lo sviluppo di altri centri oltre ad Aquileia, quali Forum Iulii (Cividale del Friuli) e Iulium Carnicum (Zuglio) contribuì ad assicurare alla regione una notevole floridezza. Tuttavia, sempre più esposta alle incursioni barbariche a partire dalla metà del II secolo, iniziò il declino della regione, e l'invasione unna segnò l'inizio della decadenza, quando Aquileia fu letteralmente rasa al suolo da Attila durante l'invasione barbarica da lui condotta. Questa città rimase comunque importante anche nel periodo di declino dell’Impero, grazie alla presenza del Patriarca, una delle massime autorità cristiane del tempo; con il crollo dell’impero, la pianura friulana era sempre meno sicura, poiché da questi luoghi scesero tutte le grandi invasioni barbariche, per cui molte persone si rifugiavano o verso le isole sulla costa o nei borghi fortificati sulle colline.

Il medioevo

La capitale della regione venne spostata a Forum Iulii, che nel corso del medioevo fu fortificata perchè potesse resistere ai barbari. Nel 568 alla breve dominazione bizantina sul territorio successe quella longobarda. Tra le popolazioni che lasciarono il segno ci furono appunto i Longobardi, che crearono un ducato a Cividale del Friuli, che divenne quindi la città più importante del Friuli dell’epoca; alla sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi, assunse sempre maggior importanza il ruolo degli imperatori tedeschi e dei signori che governavano l’attuale Austria, anche se rimaneva sempre aperto il problema delle razzie da est; aumentò nel frattempo il potere del Patriarcato di Aquileia, che controllava la maggior parte del territorio, tanto che il 3 aprile 1077 l’imperatore Enrico IV concesse al Patriarca Sigeardo la contea del Friuli con prerogative ducali per la sua fedeltà al potere imperiale. Linea che fu seguita anche dai sucessori di Sigeardo e che permise loro di consolidare lo stato, la ’’Patrie dal Friûl’’, che oltre a tale regione incluse per periodi diversi anche Trieste, l’Istria, la Carinzia, la Stiria, tali da renderlo uno dei più ampi dell‘Italia di allora. Frattanto il nuovo centro commerciale di Udine andò assumendo sempre maggiore importanza, fino a che questo, da comune diventato signoria dei potenti Savorgnan, cominciò a contendere l'egemonia all' antica capitale.

Dalla dominazione veneziana al Risorgimento

L’esperienza del Patriarcato, per certi versi molto moderna, si concluse nel 1420, quando il Friuli fu annesso alla Repubblica di Venezia, uno delle grandi potenze dell’epoca, che vedeva queste zone come il suo naturale retroterra. Nel 1516 l’Impero Asburgico assunse il controllo del Friuli orientale, mentre il Friuli occidentale rimase veneziano fino al 1797, anno del trattato di Campoformio, quando in seguito alle campagne napoleoniche anche il Friuli venne ceduto all' Austria, che lo perse per un breve periodo in cui fece parte del Regno Italico, dal 1805 fino alla Restaurazione. L'udinese ed il pordenonese furono annessi all’Italia nel 1866 assieme al Veneto, mentre il Friuli orientale (la cosiddetta Contea di Gorizia e Gradisca) rimase austriaca fino al termine della Prima Guerra Mondiale.

Storia contemporanea

Durante il periodo del fascismo il Friuli dovette sopportare un processo di ‘assimilazione’, che comprendeva la modifica di cognomi e nomi di luoghi in favore di forme più ‘italiane’, oltre al confino per coloro che si opponevano a questi cambiamenti. Dopo il 1943, il movimento partigiano acquisto una forza sempre maggiore tanto da creare una Repubblica libera in Carnia; nel frattempo il Friuli era stato inglobato nello Stato tedesco, che era interessato ad avere uno sbocco sull’Adriatico e che mirava al termine della guerra alla creazione di uno stato cuscinetto, separato dal resto dell’Italia. Tuttavia la sconfitta del Terzo Reich portò con sé anche questi progetti e il Friuli ritornò italiano (anche se ci furono contrasti anche violenti con alcuni partigiani comunisti, che miravano a mettere in atto l’idea di Tito di annettere alla Jugoslavia tutto il territorio fino al fiume Tagliamento).

Lingua

Nella maggior parte del territorio del Friuli si parla la lingua friulana; sono presenti anche minoranze venete nella parte occidentale, tedesche nella Val Canale, al confine con l‘Austria, e altre slovene nelle Valli del Torre e del Natisone.

Economia

Fino alla meta del ‘900 il Friuli rimase una terra profondamente rurale e molto povera, il che provocava una continua emigrazione verso paesi quali Stati Uniti, Canada, Argentina, Australia. Lo sviluppo iniziò negli Anni ‘60 e portò alla creazione di quel forte tessuto di piccole industrie e imprese artigianali che sono la base dello sviluppo del Nordest italiano; grande impulso allo sviluppo industriale fu dato dalla creazione dei distretti industriali, tra cui ricordiamo il "triangolo della sedia", nella parte sud-orientale della provincia di Udine (Manzano, S.Giovanni al Natisone), il distretto del mobile nella provincia di Pordenone (Brugnera). Nella zona di Udine all'industria siderurgica (Safau, Bertoli) ed alimentare (Birra Moretti) di un tempo si è sostituita una fitta rete di distribuzione commerciale di dimensioni medio-grandi concentrata specie a nord della città, mentre le industrie pesanti (acciaierie ABS, Danieli) si sono trasferite nell' hinterland udinese. Grande sviluppo ha avuto negli ultimi anni il distretto industriale dell Aussa-Corno, incentrato sul porto fluviale di S.Giorgio di Nogaro. Una voce importante dell' economia friulana è costituito dal turismo, con la località balneare di Lignano Sabbiadoro, una delle maggiori mete dell' Adriatico, con il centro storico di Udine e con i numerosi agriturismo sparsi un po' in tutto il Friuli, mentre nella stagione invernale le località alpine (Tarvisio) sono frequentate mete sciistiche.

Voci correlate

See also: Friuli, 1077, 1420, 1516, 1797, 1866, 1943, 3 aprile, Alpi carniche, Anni 1960