Floppy disk

Un floppy disk è un supporto informatico di memorizzazione che contiene, all'interno di un contenitore quadrato o rettangolare di plastica, un disco sottile e flessibile (da cui "floppy") su cui vengono memorizzati magneticamente i dati. I floppy disk sono letti e scritti da un floppy disk drive o FDD (da non confondersi con "Fixed Disk Drive", il disco fisso, più comunemente indicato come HDD, cioè "Hard Disk Drive").

Indice

Premesse

I floppy disk, detti anche floppy o dischetti (un nome volutamente scelto per essere simile alla parola "cassetta"), erano diffusissimi negli anni '80 e negli anni '90, usati su piattaforme di home e personal computer come l'Apple II, il Macintosh, il Commodore 64, l'Amiga e il PC IBM al fine di distribuire software, trasferire dati tra calcolatori o fare piccoli backup. Prima che i dischi rigidi divenissero popolari sui PC, i floppy disk erano spesso usati per memorizzare il sistema operativo dei PC, il software applicativo, e altri dati. Molti computer domestici avevano il kernel primario del proprio sistema operativo memorizzato permanentemente nei circuiti integrati della ROM, ma il resto del sistema operativo su un floppy disk, sia che si trattasse di un sistema proprietario, sia di CP/M, sia, più tardi, del DOS.

All'inizio degli anni '90, l'aumento delle dimensioni del software costrinse alla distribuzione di molti programmi su più floppy disk. Verso la fine del decennio, la distribuzione del software migrò gradualmente verso i CD-ROM, e furono introdotti nuovi formati di backup a più grande capacità (ad esempio lo Iomega Zip disk). Con l'avvento di Internet, e le economiche reti Ethernet e ai pendrive USB, i floppy disk non sono più necessari neanche per il trasferimento dati, e i dischetti sono stati man mano soppiantati. I backup di massa vengono ora effettuati nelle unità a nastro come i DAT o gli streamer, o scritte su CD o DVD. Un tentativo fallito (sul mercato) alla fine degli anni '90 di rilanciare l'uso dei floppy disk fu quello del SuperDisk (LS120) con una capacità di 120 MB, compatibile all'indietro con lo standard floppy da 3½ pollici.

Nonostante ciò, i fornitori sono riluttanti a rimuovere le unità floppy disk dai loro PC, per conservare la compatibilità all'indietro e perché molti dipartimenti di Information Technology delle aziende apprezzano un meccanismo di trasferimento dei file che funzioni sempre e che non abbia bisogno di un device driver per operare correttamente. Comunque Apple Computer è stato il primo produttore di computer ad eliminare del tutto le unità floppy disk dai propri modelli con l'uscita dell'iMac nel 1998, mentre la Dell ha reso opzionali i floppy drive in alcuni modelli a partire dal 2003. Ad oggi, tuttavia, questi cambiamenti non hanno ancora segnato la fine del floppy disk come tradizionale mezzo di memorizzazione e scambio dati.

Sono inoltre disponibili, unità floppy esterne basate su USB per PC privi di floppy drive, che funzionano su qualsiasi calcolatore che supporti USB.

Le dimensioni dei floppy disk si calcolano col sistema misura anglosassone anche in paesi dove vige il sistema metrico decimale. [Nota: In questo articolo, la "K" è usata per indicare il "kilo binario" (1.024).]

Storia

I floppy disk nacquero nel 1967 quando la IBM studiò un sistema semplice e poco costoso per caricare microcodice sui suoi mainframe System/370. Il risultato fu un disco di sola lettura, di 8 pollici (20 cm) di diametro, chiamato "memory disk".

Da quella data fino ad oggi il floppy disk ha subito un continuo sviluppo che lo ha portato a diventare sempre più piccolo e più capiente.

Tutta la storia può essere analizzata in dettaglio nell'evoluzione del floppy disk.

Struttura

thumbnail|right|250px|L'utente inserisce il floppy disk, aprendo prima il mezzo, in un drive per floppy da 5¼ (nella foto un modello interno) e sposta in giù la leva (girandola, in questo modello) per chiudere il drive e portare il motore e le testine a contatto con il disco.

I dischetti da 5¼ pollici avevano un largo foro circolare al centro per l'albero del lettore ed una piccola apertura ovale su entrambi i lati della plastica per permettere alle testine di leggere e scrivere i dati. Il mezzo magnetico poteva essere fatto girare attraverso il foro centrale. Un piccolo incavo sul lato destro del dischetto serviva per identificare se il dischetto era in modalità di sola lettura oppure se era possibile scriverci sopra, questo veniva rilevato da un interruttore meccanico o da un foto transistor sopra di esso. Un altro paio di LED/foto transistor posti vicino al centro del dischetto servivano per rilevare un piccolo foro una volta ogni rotazione, questo era chiamato foro di indicizzazione, nei dischetti magnetici. Esso veniva usato per riconoscere l'inizio di ogni traccia, e se il disco girava alla velocità corretta; alcuni sistemi operativi, quali l'Apple DOS, non usavano l'indicizzazione sincronizzata, e spesso questi lettori non avevano il sensore del foro di indicizzazione. I dischetti di questo tipo era detti dischetti a settore morbido. Molto presto i dischetti da 8 pollici e da 5¼ pollici ebbero fori per ogni settore, e vennero chiamati dischetti a settore duro. All'interno il disco era formato da due strati per ridurre l'attrito tra il media e la custodia esterna, con il media inserito nel mezzo. La custodia esterna era di solito composta da un foglio ad unica sezione, ripiegato con i lembi incollati o punti sciolti insieme. Un gancio era abbassato all'interno della collocazione frontale del lettore per prevenire che il dischetto emergesse, così come per alzare ed abbassare l'albero.

Il dischetto da 3½ pollici è composto da due parti di plastica rigida, con un sandwich composto da tessuto-media-tessuto al centro. La parte frontale ha solo un'etichetta ed una piccola apertura per leggere e scrivere i dati, è protetto da una copertura metallica a molla, la quale viene spinta indietro quanto il dischetto viene inserito nel lettore.

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Il drive per floppy da 3½ pollici si avvia automaticamente quando l'utente inserisce il disco, e si ferma ed espelle il disco alla pressione del pulsante, o grazie a un motore sull'Apple Macintosh.

Il retro ha un'apertura rivestita simile, così come un foro per permettere all'albero di connettersi all'interno di un disco metallico incollato al media. I due fori, estremità inferiore sinistra e destra, indicano se il dischetto è protetto in scrittura e se è ad alta densità, un foro significa protetto o ad alta densita, ed un'apertura significa scrittura consentita o bassa densità. (fra l' altro i due fori di protezione e alta densità su un disco da 3½ pollici distano tra loro 8 cm, come i fori di un foglio A4 perforato, fatto che permette ai floppy protetti da scrittura di essere infilati in un raccoglitore ad anelli di tipo europeo) Un intaglio in alto a destra assicura che il disco venga inserito correttamente, e una freccia in alto a sinistra indica il senso di inserimento. Il lettore solitamente ha un pulsante che, premuto fa scattare fuori il disco con una forza notevole. Alcuni fanno appena uscire il supporto dl lettore, altri lo espellono del tutto ad alta velocità. Nella maggioranza dei lettori la forza di espulsione è generata dalla molla che tiene chiusa la copertura, e quindi la velocità di espulsione dipende da questa molla. Nei PC, il floppy disk può essere inserito o espulso manualmente in qualsiasi momento (causando un messaggio di errore o addirittura una perdita di dati in alcuni casi), perché lo stato del lettore non viene monitorato continuamente e così i programmi suppongono di non dover controllare lo stato attuale (ad esempio: il disk 123 è ancora nel lettore e non è stato modificato da nessun' altro). Con i computer Apple Macintosh, i lettrori di dischetti vengono monitorati continuamente dal sistema operativo; un disco inserito viene scansionato automaticamente per mostrarne il contenuto e viene espulso solo se quando il software agrees the disk should be ejected. Questo tipo di lettori (nati con il sottile lettore "Twiggy" degli ultimi computer Apple "Lisa") non hanno un pulsante di espulsione, ma utilizzano un meccanismo motorizzato per espelleri dischi; l' impulso per questa azione viene dato dal software del sistema operativo (l' utente trascina l' icona del lettore sull' icona del "cestino"). Nel caso questo meccanismo non funzionasse (ad esempio per un interruzione dell' alimentazione o un malfunzionamento), si può inserire un fermaglio raddrizzato in piccolo foro davanti al lettore, forzando l' espulsione del disco (simile a quelli che si trovano sui lettori CD/DVD).

I dischi da 3 pollici somogliano molto a quelli da 3½ pollici, con alcune particolarità uniche e tavolta curiose. Un esempio è l' involucro rettangolare di plastica, quasi più alto di quello di un disco da 3&frac12 pollici, ma più stretto, quasi il doppio come spessore, quasi come quello di un' audio cassetta standard. Ciò fa assomigliare il disco più a un enorme memory card dei giorni nostri o a una card di espansione PCMCIA per notebook, piuttosto che a un floppy disk. Nonostante le dimensioni, il disco da 3 pollici con rivestimento magnetico occupa meno del 50% dello spazio interno del rivestimento, il resto viene utilizzato dai complessi meccanismi di protezione e sigillatura. Tali meccanismi erano largamente responsabili dello spessore, lunghezza e costi elevati dei dischi da 3 pollici. Sulle macchine Amstrad i dischi venivano solitamente girati per usare entrambi i lati, perché non supportavano originalmente i doppi lati. Meccanismi con i doppi lati erano disponibili ma rari.

Compatibilità

Le tre diverse misure fisiche dei dischetti sono incompatibili, ed i dischetti possono essere caricati solo su lettori di dimensione corretta. C'erano alcuni lettori con disponibili entrambe le misure, 3½ pollici e 5¼, molto popolari durante la transizione tra i due formati.

Tuttora permangono incompatibilità fra ogni standard di formattazione. Considerate, come esempio che i computer Apple Macintosh possono leggere, scrivere e formattare dischetti IBM PC da 3½ pollici, purchè il software appropriato sia installato, mentre è impossibile fare l'inverso sui computer IBM compatibili. Per dettagli su questo, vedere la sezione "Ancora sui formati di floppy disk".

All'interno del mondo dei computer IBM-compatibili, le tre densità di dischetti da 3½ pollici sono parzialmente compatibili. Lettori di dischetti ad alta densità sono costruiti per leggere, scrivere ed anche formattare media con densità minori senza problemi, purchè il media corretto sia usato per la densità selezionata. Comunque, se per caso un dischetto viene formattato con la densità sbagliata, il risultato è un sostanziale rischio di perdita di dati dovuto ad una centratura magnetica imperfetta tra l'ossido ed i tentativi di scrittura della testina.

La situazione era anche più complessa con i dischetti da 5¼. Lo spostamento della testina di un lettore con capacità di 1.2 MB è più corta rispetto a quello con capacità di 360 KB, ma formatterà, leggerà, e scriverà dischetti da 360 KB con apparente successo. Un dischetto vuoto da 360 KB formattato e scritto su un lettore con capacità da 1.2 MB può essere usato su un lettore da 360 KB senza problemi, in maniera del tutto simile un dischetto formattato su un lettore con capacità di 360 KB può essere usato su un lettore con capacità di 1.2 MB. Ma un disco scritto su un lettore da 360 KB e aggiornato con un lettore da 1.2 MB diventa permanentemente illeggibile su ogni lettora da 360 KB, ciò è dovuto all'incompatibilità delle dimensioni delle tracce. Ci sono molti altri brutti scenari.

Antecedenti ai problemi con le testine e le dimensioni delle tracce, ci fu un periodo in cui solo capire quale lato di un dischetto a lato singolo era quello giusto rappresentava un problema. Entrambi Radio Shack e Apple usavano dischetti a lato singolo da 360 KB di dimensione di 5¼ pollici, ed entrambi vendevano dischetti etichettati come a lato singolo che erano certificati per utilizzo su un solo lato, sebbene essi fossero rivestiti su entrambi i lati di materiale magnetico. L'ironia era che i dischi potevano funzionare su entrambe le macchine (Radio Shack e Apple), tuttavia i modelli di computer Radio Shack TRS-80 usavano dischetti a lato singolo e le macchina Apple II ne usavano un altro, incuranti dell'esistenza o meno di software disponibile che offrisse un senso all'altro formato.

Per un certo periodo negli anni '80, gli utenti acquistavano strumenti specifici chiamati "disk notcher" i quali permettevano loro di intagliare un secondo incavo di protezione scrittura in questi dischetti e così usarli come "flippies" (sia inseriti nel modo specificato che in quello opposto): entrambi i lati potevano essere ora scritti ed in tal modo la capacità di memorizzazione si era praticamente raddoppiata. Per rendere protetto un lato del disco era necessario porre un pezzo di nastro opaco sul buco/incavo in questione. Queste "procedure per dischetti flippy" erano eseguite da ogni possessore di computer che montava lettori di dischetti a lato singolo. Pertinenti etichette si resero presto importanti per questi utenti.

Ancora sui formati di floppy disk

Usare lo spazio dei dischetti efficentemente

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Floppy Disk da 3&frac12 sezionato

In generale, i dati vengono scritti in un dischetto su una serie di settori, blocchi angolari del disco, e su tracce, cerchi concentrici a raggio costante, per esempio i dischetti HD da 3½ pollici usano 512 byte per settore, 18 settori per traccia, 80 tracce per lato e 2 lati, per un totale di 1,474,560 byte per disco. (Alcuni controller di disco possono variare questi parametri su richiesta dell'utente, incrementando la capacità del disco, sebbene questi formati possano non venire letti su macchine che usano altri controller; per esempio le applicazioni Microsoft sono spesso distribuite su dischetti che usano il 'Formato di distribuzione Microsoft', una modifica che permette di memorizzare 1.68 MB su un dischetto da 3½ pollici formattando il dischetto con 21 settori invece che 18, questi dischi venivano comunque riconosciuti correttamente dai controller standard). Sui PC IBM ed anche sugli MSX, gli Atari ST, gli Amstrad CPC, e molte altre piattaforme, i dischi sono scritti usando una velocità angolare costante (CAV) – Capacità a settore costante. Ciò significa che il disco gira ad una velocità costante, ed i settori sul disco contengono la stessa quantità di informazioni indipendentemente dalla locazione radiale.

Comunque, questa non è la modalità più efficente per utilizzare la superfice del disco, anche con i lettori elettronici disponibili. Poichè i settori hanno una dimensione angolare costante, i 512 byte in ogni settore sono immagazzinati in una più piccola lunghezza vicino al centro del disco piuttosto che vicino bordo. Una tecnica migliore potrebbe essere quella di aumentare il numero di settori per traccia verso i bordi più esterni del disco, da 18 a 30 per istanza, in tal modo mantenendo costante la quantità di spazio fisico usato per memorizzare ogni settore di 512 byte. Apple implementò questa soluzione nei primi computer Macintosh facendo giare il disco più lentamente quando la testina si trova verso i bordi del disco e mantenendo il rapporto dei dati invariato, consentendo di memorizzare 400 KB per lato, aumentando tale quantità di 80 KB per dischetto doppio lato. Questa capacità migliore si ottiene con un grave svantaggio; il formato richiede uno speciale meccanismo di lettura e uno speciale controllo elettronico non usato da altri produttori, ciò significa che i dischetti Mac non potevano essere letti su altri computer. Apple alla fine abbandonò il formato ed uso i dischetti standard HD sulle macchine successive.

L'Apple Macintosh

Il lettore per floppy disk dell'Apple Macintosh, come è stato prima accennato, nella sua primigenia versione usava dischi da 3,5 pollici, con uno standard di formattazione incompatibile con qualsiasi altro sistema, in quanto il lettore formattava i dischi e li leggeva con un sistema meccanico a velocità variabile. I dischi da 800K (doppia densità), quindi, non potevano essere letti/scritti né dai PC, né da altre piattaforme. Con l'aumentata esigenza di compatibilità del mondo Macintosh verso l'esterno, ed in particolare con lo standard PC, Apple abbandonò la tecnologia a velocità variabile ed introdusse i floppy disk ad alta densità chiamati Superdrive, facendo finalmente in modo che i floppy PC venissero letti e scritti sulle sue macchine, senza abbandonare però il suo standard proprietario di formattazione, che rendeva impossibile l'inverso, ovvero leggere i dischi Macintosh su di una piattatorma PC-Dos o PC-Windows.

Il Commodore 128

Il Commodore 128 usava un dischetto speciale da 3½ pollici con capacità di 800 KB attraverso il lettore floppy 1581 (compatibile con tutte le macchine ad 8 bit basate su serial bus CBM). Commodore di fatto iniziò la sua tradizione in fatto di formati speciali di dischetti con l'unità disco da 5¼ pollici installata sui PET/CBM, VIC-20 e C64 destinati all'utenza casalinga, come il lettore 1540 ed il più conosciuto lettore 1541 usato sulle ultime due macchine. Questi lettori di dischetti usavano un formato di codifica sviluppato all'interno della Commodore stessa e chiamato Group Code Recording, basato su 4 differenti velocità in base alla posizione della traccia.

Alla fine, comunque, Commodore dovette cedere al formato standard dei dischetti, e produsse i suoi ultimi lettori da 5¼ pollici, il 1570 ed il 1571, compatibili con lo schema MFM, per permettere al C128 di lavorare con dischetti CP/M di altri venditori. Equipaggiato con uno di questi lettori, il C128 era in grado di accedere ai dischetti C64 e CP/M, a seconda dell'esigenza, così come ai dischetti MS-DOS (usando software di terze parti), questa caratteristica era cruciale per alcuni lavori d'ufficio. Un tipico uso poteva essere quello di copiare file di testo da dischetti MS-DOS da qualche macchina sul luogo di lavoro per poi portarli a casa per editarli su un C128.

Il Commodore Amiga

I computer Commodore Amiga usavano un altro tipo di ottimizzazione per ottenere maggiore capacità di memorizzazione dei dischetti. Il Trackdisk device dell'AmigaOS era in grado di pilotare il motore dei dischi in ogni sua componente, ottimizzare salti di settore, ed altro ancora. Il Chip Custom Amiga chiamato Paula, si occupava della gestione dell'input-output di qualsiasi periferica, anche di quella floppy. L'accoppiata trackdisk + Paula, era in grado di leggere e scrivere i dischi in modo più flessibile ed innovativo che un monolitico e farraginoso controller di disco standard IBM PC, rimasto pressocché invariato nella sua primitiva implementazione iniziale, e a tutt'oggi mai rinnovatasi completamente nella concezione e nell'hardware. L'incremento di performance, reso possibile attraverso un controllo personalizzato del lettore di floppy, permetteva di avere 11 (512 byte) settori per traccia invece dei 9 di solito standard sulle altre piattaforme; un totale di 880 Kb su un dischetto DD, e 1.76 MB su un dischetto HD.

Paula era anche in grado di leggere sia dischi da 3,5 pollici che dischi da 5,25 pollici (se veniva collegato un drive per floppy con formato adeguato), e di poter leggere e scrivere dischi in formato IBM PC, Atari TOS, Macintosh, Commodore 64, ed altri ancora.

Ulteriori metodi usati da sviluppatori esterni, non resi standard nell'OS ufficiale, ma assai usati da software house esterne (soprattutto come metodo improprio per realizzare floppy disk per videgiochi protetti da copia), erano ad esempio la scrittura di un'intera traccia alla volta e la rimozione di una generalmente inutilizzata intestazione chiamata "etichetta di settore", permettevano di avere 12 settori per traccia e quindi 960 Kb su un dischetto standard DD o 1.87 MB su un dischetto HD.

Questi metodi impropri, da sempre scoraggiati dalla casa madre Commodore, sono stati causa di numerose incompatibilità fra le nuove versioni del SO Amiga e il vecchio parco giochi, al rilascio dei modelli ECS e AGA, ed ingenerato problemi di confusione negli utenti Amiga non esperti, che avevano acquistato Amiga al solo scopo di utilizzarla come piattaforma ad uso ludico e di intrattenimento.

È importante far notare che il sistema operativo Amiga si occupava anche della codifica e decodifica MFM e GCR dei formati dei dischi, liberando il chip Paula da ulteriori compiti. Paula, infine, aveva anche un circuito che monitorava costantemente i cambiamenti di stato del lettore dischetti e lo notificava all'AmigaOS. Questo permetteva all'Amiga di riconoscere immediatamente quando un dischetto veniva inserito o rimosso. Ciò eliminava il bisogno dell'utente di rispondere con un click dl mouse o con la pressione di un tasto alla richiesta del sistema, come avviene ancora tuttora nel mondo PC.

(Vedi anche alla voce wikipedia: Amiga filesystem

Home PC Acorn Archimedes

Un'altra macchina che usava un formato simile di disco avanzato fu la britannica Acorn Archimedes, la quale poteva memorizzare 1.6 MB su un dischetto HD da 3½ pollici . Questa macchina era anche in grado di leggere e scrivere formati di dischetto provenienti da altre macchine, per esempio degli ATARI ST e dai PC IBM. I dischetti Amiga non potevano essere letti perché usavano una dimensione di settore non-standard e indicatori di salto settore non usuali.

Caricatori automatici

IBM sviluppò, e molte compagnie copiarono, un meccanismo di auto caricamento che permetteva l'inserimento di una pila di dischetti (uno alla volta) all'interno del lettore. Questi erano sistemi molto ingombranti, che soffrivano di problemi frequenti di arresto e bloccaggio dei dischi, ma comunque rappresentavano una risposta parziale alle ripetute e sempre maggiori necessità di immagazzinamento dei dati. Il dischetto da 5.25 pollici e quello da 3.5 resero questa tecnologia più comoda da utilizzare e questo consentì un suo perfezionamento.

Capacità e velocità massima

Non è facile far fronte alle sempre maggiori dimensioni dei dati, ci sono molti fattori coinvolti nella soluzione di questo problema, partendo dal particolare formato dei dischetti usati. Le differenze tra i vari formati e metodi di codifica possono avere influenza sulla capacità di memorizzazione passando da 720 kilobyte (KB) o fino a 1.72 megabyte (MB) o sempre di più su un dischetto standard da 3½ pollici che permette ai lettori standard di floppy di formattare dischi a 1.62, 1.68 o 1.72 MB, sebbene la lettura di questi su un'altra macchina possa presentare qualche problema. Queste tecniche necessitano di una più rigorosa precisione della geometria della testina del drive tra vari tipi di lettori; questo non è sempre possibile e non si può fare affidamento su questa particolare caratteristica. Il lettore LS-240 supporta un (raramente usato) dischetto HD standard da 3½ pollici con capacità di 32 Mb — è comunque, una tecnica ad unica scrittura, e non può essere usato nella modalità lettura/scrittura/lettura. Tutti i dati devono essere letti, cambiati se necessario e riscritti sul disco. Ed è richiesto un lettore LS-240 per leggerli.

Qualche volta comunque, i produttori forniscono una cifra della capacità del disco non formattato, la quale è approssimativamente 2.0 MB per un dischetto HD standard da 3½ pollici, e questo può denotare che la densità dei dati non può (o non potrebbe) superare una certa soglia. Esistono comunque speciali strumenti hardware/software, quali il CatWeasel controller per floppy disk e software, che permettono di raggiungere 2.23 MB di capacità in dischetti HD formattati. Questi formati non sono standard, difficili da leggere in altri lettori e forse anche con gli stessi lettori col passare del tempo, e sono probabilmente non troppo affidabili. È probabilmente vero che i floppy disk posso contenere una capacità extra del 10–20% rispetto al loro valore nominale, ma questo a spese dell'affidabilità o della complessità dell'hardware.

I lettori di dischetti HD da 3½ pollici hanno tipicamente una velocità di trasferimento di 500 kilobaud. Mentre questa velocità non può essere facilmente modificata, nel complesso le prestazioni possono essere incrementate ottimizzando i tempi di accesso al dispositivo, diminuendo alcuni ritardi del BIOS (specialmente su PC IBM e PC IBM compatibili), e cambiando il parametro dello spostamento di settore del dischetto, il quale rappresenta il numero di settori che sono saltati dalla testina del drive quando si muove sulla traccia successiva.

Questo accade perché i settori non sono scritti esattamente in modo sequenziale ma in modo sparso sul disco, ciò introduce ulteriore ritardo. Macchine vecchie e vecchi controller posso prendere vantaggio da questi ritardi per far fronte al trasferimento dei dati dal disco senza dovere in realtà fermarlo.

Tramite il cambiamento di questo parametro, l'attuale ordine del settore potrebbe diventare più adeguato alla velocità della macchina. Per esempio, un dischetto formato IBM da 1.4 MB formattato con uno rapporto di spostamento di settore di 3:2 ha un tempo di lettura sequenziale (leggendo tutto il disco in una sola volta) di circa un minuto, contro un minuto e venti secondi o più di un normale dischetto formattato. È interessante notare che i dischetti formattati speciali sono molto—se non completamente— compatibili con tutti i controller standard ed i BIOS, e generalmente non richiedono software aggiuntivo per i dispositivi, il BIOS generalmente si "adatta" bene con questi formati leggermente modificati.

Utilizzo

Uno dei principali problemi di utilizzo dei floppy disk risiede nella loro vulnerabilità. Sebbene sia protetto da una custodia in plastica, il disco rimane comunque altamente sensibile alla polvere, alla condensazione, ed alle temperature estreme. Così come ogni altra unità di memorizzazione magnetica, è anche vulnerabile ai campi magnetici. Dischetti vuoti sono di solito distribuiti con un estensivo assortimento di avvertenze, che avvisano l'utente di non esporre il floppy a condizioni che potrebbero rovinarlo.

Gli utenti che danneggiavano i floppy disk (o il loro contenuto) erano tempo fa il soggetto predestinato del folklore informatico tra tecnici di computer. Queste storie colpivano in particolare gli utenti che graffettavano i dischetti alla carta, facevano fax o fotocopie di questi quando veniva richiesta loro una "copia del dischetto", o custodivano i floppy con un magnete nella scatoletta che li conteneva. Il disco flessibile da 5¼ pollici potevano anche essere folcloristicamente maltrattato arrotolandolo all'interno della macchina da scrivere per imprimere un'etichetta, o rimuovendo il disco dalla plastica esterna posta a protezione per conservarlo con maggiore cura.

Dall'altro lato, il floppy da 3½ pollici era lodato per il suo funzionamento meccanico da parte di Donald Normam (di seguito una citazione dal suo libro The Design of Everyday Things, Capitolo 1):

Un semplice esempio di buon design è il dischetto magnetico da 3½ pollici, un piccolo cerchio di materiale magnetico racchiunso in plastica dura. Tipi precedenti di floppy non avevano il contenitore di plastica a protezione del materiale magnetico. Una calotta metallica a scorrimento protegge la delicata superficie magnetica quando il dischetto non è usato e automaticamente si apre quando esso viene inserito nel computer. Il dischetto ha una forma quadrata: ci sono apparentemente otto possibili modi di inserirlo nella macchina, ma solo uno è quello corretto. Cosa succede se si fa qualcosa di sbagliato? Io provo ad inserire il dischetto di lato. Ah, il disegnatore pensò a questo. Un piccolo studio mostra che la custodia non è veramente quadrata: è rettangolare, così che non sia possibile inserirlo dal lato più lungo. Io provo ad inserirlo al rovescio. Il dischetto entra solo in parte. Piccole sporgenze, rientri, e ritagli, prevengono la possibilità che il dischetto venga inserito al rovescio o capovolto: delle otto possibilità solo una permette di inserire il dischetto, solo una è quella corretta, e solo quella funzionerà. Un design eccellente.

Il floppy come metafora

Per più di due decenni, il floppy disk è stato il dispositivo di memorizzazione esterna più usato. In ambienti non in rete, i floppy sono stati il mezzo primario di trasferimento di dati tra computer (qualche volta scherzosamente ci si riferiva a queste "reti" di computer come Sneakernet o Frisbeenet). I floppy disk sono anche, differenti dai dischi rigidi, per il modo in cui vengono maneggiati ed usati; anche un utente principiante sarebbe in grado di riconoscerli ed usarli. Per tutti questi fattori, l'immagine del floppy disk è diventata una metafora per il salvataggio di dati, e il simbolo del floppy disk è spesso usato nei pulsanti dei programmi e da altri elementi dell'interfaccia grafica collegati al salvataggio di file.

Curiosità sui floppy disk drive

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Collegamenti esterni

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See also: Floppy disk, 1967, 1998, 2003, A4, Amiga, Amiga FileSystem, Anni 1980, Anni 1990