Filosofia
La definizione di filosofia rimane un problema filosofico di per se stesso, ed al solo scopo di introdurne il concetto (precisando che una visione più completa del variegato panorama offerto da questa parola e più fedele alla sua storia, che vanta origini antichissime, potrà venir fuori soltanto dalla lettura di tutto quello che segue), possiamo dire che si tratta dello studio del significato e della giustificazione della conoscenza del più generale, od universale, aspetto delle cose, uno studio che viene compiuto formulando linguisticamente i problemi, offrendone la soluzione e giustificandola, ed usando procedure argomentative rigorose. Essa è inoltre lo studio dei principî primi e delle ragioni ultime. Per semplificare, potremmo dire che questa è la visione “attuale” della filosofia (o, meglio ancora, della parte dominante dell’attuale panorama filosofico, quello della filosofia analitica di matrice angloamericana). Ma, in origine, le cose stavano ben diversamente (si veda al riguardo la posizione di un filosofo come Raimon Panikkar o degli storici della filosofia Pierre Hadot, Christoph Horn e Giovanni Reale): la filosofia che, come riportato in seguito, nasce come “amore della saggezza”, è tutt’altro che un’attività meramente intellettuale, ma è al contrario finalizzata espressamente al vivere bene (il concetto di saggezza non è mai stato qualcosa di soltanto intellettuale). La filosofia, che nasce (con la sola eccezione dei presocratici) in comunità di vita molto simili a quelli che saranno successivamente i monasteri cristiani, parte dall’accettazione e dalla condivisione di un certo modo di vivere (lettura e studio a una determinata ora, mangiare o dormire insieme al maestro, vestire in un certo modo) orientato ad un ben preciso fine, che quasi sempre ha a che fare con la giusta disposizione dell’animo (serenità, atarassia), pur se in modi apparentemente molto distanti tra loro (ad esempio, il piacere per gli epicurei, il dovere per gli stoici). Pur basata su un’attività genuinamente intellettuale (anche se l’antichità non conosceva la categorica distinzione tra intellettuale e razionale tipica della nostra epoca, per cui Platone poteva scrivere nella Lettera VII che non tutto ciò che è reale è esprimibile in parole e concetti), la filosofia aveva come scopo prioritario l’orientamento dell’esistenza. Chiaro al riguardo Aristotele quando afferma che non siamo sani fisicamente per il fatto che studiamo la medicina, ma per il fatto che la applichiamo al nostro corpo.
Per contro, la filosofia non rinchiude l’uomo in un egotismo maniacale: essa, che parte dall’indagine della realtà nella quale l’uomo è immerso (l’antichità non conosce ancora neanche quella separazione tra soggetto e oggetto, tipica della modernità, che rende l’uomo estraneo al suo ambiente circostante), si pone come obiettivo l’indagine di “tutto ciò che è” (i Sette Savi avevano esortato, alle origini della filosofia, ad avere “cura del tutto”). Più che qualsiasi altra cosa, ciò che distingue la filosofia da ogni altra branca del sapere è questa pretesa di accedere al tutto, e non a questo o quell’ambito specifico, di indagare ciò che tiene insieme le cose nel loro “essere” comune. La progressiva specializzazione dei saperi (accelerata dalla nascita della scienza galileiana) ha infine condotto alla separazione degli ambiti, per cui oggi si può parlare di estetica, filosofia morale, gnoseologia: si è trattato quindi di un’evoluzione (quanto si tratti di una negazione del senso originario è attualmente oggetto di dibattito) della filosofia, spinta in buona parte (secondo l’analisi di Hadot) dal passaggio dell’insegnamento della filosofia alle istituzioni statali (passaggio che, facendo perdere l’importanza della vita in comune, ha ridotto la filosofia a dottrina intellettuale, qualcosa che può essere appreso tramite la mera lettura di alcuni libri).
Al di là di queste considerazioni di ordine storico, ancora oggi la filosofia studia la formazione di concetti come quello dell'esistenza, del bene, della conoscenza, e della bellezza, e cerca di rispondere a domande come Cos'è il bene?, o Come è possibile conoscere?. Fra i più famosi filosofi troviamo Socrate, Platone, Aristotele, Plotino, Tommaso d'Aquino, Cartesio, John Locke, Immanuel Kant, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Edmund Husserl, Martin Heidegger, Ludwig Wittgenstein, Voltaire.
L’uso popolare della parola "filosofia" ha conservato questo aspetto originario: essa è infatti usata spesso per indicare la saggezza, o una prospettiva di vita (una "filosofia di vita"), o principi basilari dietro al metodo per raggiungere un obiettivo (come in "la mia filosofia di guida dell'auto..."). Si tratta di significati diversi da quello accademico odierno, che viene trattato nel seguito di questo articolo.
Originariamente, "filosofia" significava "l'amore per la saggezza". "Philo-" deriva dalla parola greca philein, che significa amore, e "-sofia", dal greco sophia, o saggezza. Pare che l'introduzione del termine "filosofia" sia da attribuire al pensatore greco Pitagora, che avrebbe coniato questo termine per indicare la 'ricerca' del sapere da parte dell'uomo, dunque philo-sophos (mentre solo gli dei possederebbero pienamente la sofia)(vedi Diogene Laerzio: "De vita et moribus philosophorum", I, 12; Cicerone: "Tusculanae disputationes", V, 8-9). Questa attribuzione è certamente basata su un brano di un libro perduto di Eraclide Pontico, discepolo di Aristotele. È una delle note leggende pitagoriche di questo tempo. Di fatto il termine "filosofia" non venne usato molto prima di Platone. Il termine "filosofo" sostituisce il termine "sofista" (da sophoi), usato all’epoca di Socrate per descrivere gli insegnanti di retorica a pagamento, le cui tecniche oratorie erano molto richieste dalla classe politica rampante della democrazia ateniese, che ben sapeva quanto le parole possono convincere il popolo più delle azioni. Per il fatto che questi insegnanti accettassero denaro come compenso del loro insegnamento filosofico (cosa da cui tutti gli altri filosofi prendevano le distanze, accettando solo per sopravvivere offerte modestissime da parte degli allievi), oltre che per il metodo (basato spesso su sottigliezze linguistiche – cfr. eristica - finalizzate alla vittoria sull’interlocutore piuttosto che al genuino incontro filosofico), essi erano spesso mal visti (uno dei più famosi di essi Protagora, venne addirittura esiliato per le sue affermazioni “scandalose” intorno alla divinità).
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1 Argomenti filosofici, teorie e movimenti |
Storia della filosofia
I filosofi dividono la lunga storia della filosofia occidentale in filosofia antica, filosofia medioevale, filosofia moderna e filosofia contemporanea. La filosofia antica è dominata da tre filosofi: Socrate, Platone e Aristotele.
La Filosofia Medievale costituisce un imponente ripensamento dell'intera tradizione classica sotto la spinta delle domande poste dai tre grandi monoteismi. I nomi piu' importanti di questo periodo sono Avicenna e Averroè in ambito islamico, Mosè Maimonide in ambito ebraico, Abelardo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto in ambito cristiano.
La Filosofia Moderna si estende dal 1600 fino al 1900 circa, e fra i Primi Filosofi Moderni i piu' importanti sono René Descartes, Thomas Hobbes, John Locke, David Hume, Immanuel Kant, e Soren Kierkegaard. La Filosofia del diciannovesimo secolo, che è spesso trattata come un periodo a se stante, è stata dominata dalla Filosofia post-kantiana tedesca e da filosofi idealisti come Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Karl Marx, e F. H. Bradley. Altri importanti pensatori del periodo sono stati John Stuart Mill, Friedrich Nietzsche e Søren Kierkegaard.
Nella Filosofia del ventesimo secolo i filosofi europei e americani hanno preso strade diverse. La cosiddetta Filosofia Analitica, con Bertrand Russell, G. E. Moore, e Ludwig Wittgenstein, si sviluppo' soprattutto a Oxford e Cambridge, dove si riunirono anche gli empiristi logici emigrati dalla Germania e dall'Austria (ad esempio Rudolf Carnap) e altri studiosi americani (come W. V. Quine, Donald Davidson, e Saul Kripke, o comunque di lingua inglese (per esempio A. J. Ayer).
In Europa (specialmente in Germania e Francia), i fenomenologisti tedeschi Edmund Husserl e Martin Heidegger aprirono la strada, presto seguiti da Jean-Paul Sartre e altri esistenzialisti, a tutta una serie di "-ismi" che portarono al postmodernismo; che domina le scuole di teoria critica e i dipartimenti di filosofia di Francia e Germania, che continuano i progetti perseguiti da questi filosofi.
Si veda l'elenco di filosofi celebri e l'articolo Storia della filosofia, per ulteriori informazioni.
Sottodiscipline filosofiche
Come in ogni campo di studio accademico, la filosofia si suddivide in numerose sottodiscipline. La filosofia sembra avere un numero particolarmente alto di sottodiscipline, in larga parte a causa del fatto che esiste una tendenza a sviluppare una "filosofia di", per quasi tutto ciò che viene studiato. I neofiti di questa materia sono di norma invitati a prestare particolare attenzione a logica, metafisica, filosofia della mente, filosofia del linguaggio, epistemologia, filosofia della scienza, etica e filosofia politica, in quanto (certo, discutibilmente) "discipline centrali" della filosofia.
- Estetica: lo studio delle questioni filosofiche basilari, riguardo l'arte e la bellezza. A volte si usa il termine filosofia dell'arte per descrivere solo le questioni legate all'arte, mentre "estetica" è un termine più generale.
- Assiologia: la branca filosofica che esplora estetica ed etica; con la metafisica e l'epistemologia forma quelle che sono considerate le tre branche principali da cui originano tutti i discorsi filosofici.
- Epistemologia: lo studio della conoscenza e della sua natura, possibilità (scetticismo) e giustificazione (giustificazione epistemica).
- Etica: lo studio di ciò che rende un'azione giusta o sbagliata, e di come le teorie sull' azione giusta si applicamo a particolari problemi morali. Le sottodicipline includono, metaetica, teoria dei valori, teoria della condotta, ed etica applicata.
- Storia della filosofia: lo studio degli scritti dei filosofi del passato, e la loro interpretazione. Sulle domande interpretative, si basa il nucleo della storia della filosofia.
- Logica: lo studio delle convenzioni di corretta argomentazione. Include la logica formale, come i sillogismi aristotelici e la logica proposizionale.
- Metafilosofia: lo studio del metodo filosofico e degli scopi della filosofia. Il termine "filosofia della filosofia" viene a volte usato come sinonimo.
- Metafisica (che comprende l'ontologia): lo studio delle fondamentali categorie delle cose, come l'esistenza, le proprietà degli oggetti, la causalità e così via. La metafisica spesso viene portata a includere problematiche ora studiate da altre sottodiscipline filosofiche, come il problema mente-corpo, il libero arbitrio e il determinismo.
- Neutrosofia: lo studio dell'origine, natura e scopo delle neutralità e della loro interazione con le idee.
- Filosofia della biologia: lo studio filosofico di alcuni concetti base della biologia, inclusa la nozione di specie e la discussione se i concetti biologici sono riducibili a concetti non biologici.
- Filosofia dell'educazione: lo studio degli scopi e dei metodi base dell'educazione e dell'apprendimento.
- Filosofia della storia: lo studio dei metodi con i quali la storia viene interpretata ed accettata.
- Filosofia del linguaggio: lo studio dei concetti di significato e verità.
- Filosofia della matematica: lo studio delle questioni filosofiche sollevate dalla matematica, come: cosa sono i numeri, e qual è la natura e le origini della nostra conoscenza matematica.
- Filosofia della mente: lo studio filosofico della natura della mente, e la sua relazione con il resto del corpo e il resto del mondo.
- Filosofia della percezione: lo studio filosofico degli argomenti correlati alle percezioni; le questioni riguardanti gli "oggetti immediati" di percezione sono di particolare importanza.
- Filosofia della fisica: lo studio filosofico di alcuni concetti fondamentali della fisica, tra i quali: spazio, tempo e forza.
- Filosofia della psicologia: lo studio di alcune questioni fondamentali circa i metodi e i concetti della psicologia e della psichiatria, come la completezza dei concetti Freudiani; questa disciplina viene a volte trattata come comprendente la filosofia della mente.
- Filosofia della religione: lo studio del significato del concetto di Dio e la razionalità della credenza nell'esistenza di Dio.
- Filosofia della scienza: include, oltre alle "filosofie di" alcune scienze particolari (fisica, biologia, ecc.), le questioni circa l'induzione, il metodo scientifico, il progresso scientifico, ecc.
- Filosofia delle scienze sociali: lo studio filosofico di alcuni concetti base, metodi e presupposti delle scienze sociali quali sociologia ed economia.
- Filosofia politica: lo studio degli argomenti base riguardanti il governo, tra i quali, lo scopo dello stato, la giustizia politica, la libertà politica, la natura del diritto e la giustificazione della punizione.
- La Teoria dei valori: lo studio del concetto di valore. A volte questa è intesa come equivalente dell'assiologia, a volte come un campo che comprende etica, estetica e filosofia politica.
Come avvicinarsi alla filosofia
È una banalità (almeno per chi scrive introduzioni alla filosofia) dire che ognuno ha una filosofia, anche se non tutti sono in grado di realizzarla o di difenderla. Se si è già interessati allo studio della filosofia, può essere che si voglia migliorare il proprio modo di vivere o di pensare, o più semplicemente si desideri prendere confidenza con una delle più antiche aree del pensiero umano. D'altra parte, se non si comprende il perché di tutto ciò, può essere di aiuto scoprire cosa motivi molte persone a "filosofeggiare", e avere un introduzione al metodo filosofico, che è importante per comprendere come i filosofi pensano.
Filosofia applicata
La filosofia ha applicazioni pratiche. Le più ovvie sono l'etica e la filosofia politica. Le filosofie politiche di John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Karl Marx, John Stuart Mill, e John Rawls hanno dato forma (o sono state usate per giustificare) ai governi e alle loro azioni. La filosofia dell'educazione merita anch'essa attenzione; L'educazione progressiva promossa da John Dewey ha avuto un profondo impatto sulle pratiche educative del XX secolo.
Altre applicazioni importanti, ma meno immediate, si possono trovare in epistemologia, che aiuta a definire le nozioni di conoscenza, prova e credenza giustificata. La filosofia della scienza discute le fondamenta del metodo scientifico e altri argomenti utili agli scienziati. L'estetica può aiutare a interpretare l'arte. Anche l'ontologia, sicuramente la più astratta e la meno apparentemente pratica tra le branche della filosofia, ha avuto conseguenze inportanti per la logica e l'informatica. In generale, le varie "filosofie di", cone la filosofia del diritto, possono fornire agli specialisti dei rispettivi campi una conoscenza più profonda delle basi teoriche e concettuali della propria disciplina.
Filosofia e scienze naturali
Secondo la visione della tradizione filosofica anglo-americana e la tradizione del Circolo di Vienna, la filosofia deve emulare i metodi esatti della scienza e della matematica, ma in senso stretto, la filosofia deve essere distinta dalla scienza. Non è compito della filosofia condurre esperimenti. Gli esperimenti giocano un ruolo irrilevante nella soluzione dei problemi filosofici. Quancuno può obiettare a ciò, avendo conoscenza delle intersezioni tra filosofia e scienza. I filosofi spesso fanno riferimento e interpretano il lavoro scientifico dei fisici che svolgono esperimenti sullo spazio-tempo e la meccanica quantistica (si veda: filosofia della scienza). Inoltre citano spesso il lavoro sperimentale svolto in psicologia quando discutono di filosofia della psicologia. In generale, molti filosofi che studiano filosofia della scienza hanno una formazione scientifica.
Non c'è dubbio che i filosofi a volte interpretano e fanno riferimento al lavoro sperimentale svolto in vari campi, specialmente nelle filosofie delle così dette "scienze speciali". Ma ciò non è sorprendente: lo scopo di queste branche della filosofia, è di aiutare a interpretare gli aspetti filosofici del lavoro sperimentale, ma non sono i filosofi che svolgono gli esperimenti e formulano le teorie esplicative dei dati raccolti.
Esiste una ragione storica fondamentale per cui la filosofia non è sperimentale. In origine, lo scopo della filosofia era quello di un'attività intellettuale completamente astratta. Fino ai tempi moderni le persone che noi oggi chiamiamo "scienziati" erano indicate come "filosofi naturali", ovvero filosofi che studiano la natura. Nel corso degli anni, il raggio d'azione della filosofia si è andato via via riducendo, mentre le diverse scienze divenivano discipline indipendenti a tutti gli effetti. Le prime scienze a distaccarsi furono la fisica e la chimica, seguite più recentemente dalla psicologia.
Ci si può chiedere perché gli studiosi hanno iniziato a trattare queste scienze speciali come indipendenti dalla filosofia. La risposta, per ognuna di queste è che iniziarono ad essere studiate usando rigorosi e ben definiti metodi di osservazione e sperimentazione. La filosofia, nel suo senso più stretto, quello che resta valido ancora oggi, è essenzialmente qualcosa che chiunque deve essere in grado di fare seduto in poltrona, al limite circondato dai libri e dagli articoli scritti dagli scienziati (e da altri filosofi).
Naturalmente la filosofia è lontana dall'essere totalmente non-osservativa e non-empirica. Certamente la filosofia fa un uso essenziale dell'osservazione del mondo. Ma queste osservazioni, va detto, sono molto generali, osservazioni come "Mi sembra che io possa fare delle libere scelte" e "Credo che uccidere una persona, se mai necessario, richieda un valido motivo". Osservazioni come queste devono richiedere una certa attenzione, ma nella maggior parte dei casi, non richiedono una conoscenza più specializzata di quella in possesso della persona con una normale educazione, ad eccezione della conoscenza specializzata riguardante la filosofia stessa.
Alcuni principianti confondono filosofia e psicologia, che pure sono campi ben distinti. La filosofia, come la psicologia, studia la mente, ma studia anche altre cose che vanno oltre la mente, sulle quali la psicologia non ha niente da dire. I modi in cui filosofi e psicologi studiano la mente sono altresì differenti. Lo studio della mente effettuato dalla psicologia, coinvolge un'attenta e specifica osservazione di particolari fenomeni mentali, e anche una sperimentazione; per contro i filosofi pensano ad aspetti più generali della mente, domande come "Cos'è la coscienza?" e "Qual è la relazione tra mente e corpo?"
Filosofia e studi religiosi e classici
Cosa distingue la filosofia dagli studi religiosi, anch'essi non sperimentali? Parti della teologia, quelle che si chiedono cosa è Dio e come provarne l'esistenza, si sovrappongono chiaramente a quello che i filosofi chiamano "filosofia della religione". Questo non costituisce un problema. Similarmente, gli studi classici, si occupano dei filosofi greci, come Socrate e Platone, e quindi si sovrappongono a aree della filosofia quali la "storia della filosofia greca". Anche questo non è un problema. Nessuna di queste sovrapposizioni inquina il concetto di filosofia, o di studi religiosi o di studi classici.
Ma consideriamo altre parti degli studi religiosi, la parte empirica, che spesso si concentra sullo studio comparativo delle differenti religioni mondiali. Questa parte di studi religiosi, può essere distinta dalla filosofia allo stesso modo in cui vengono distinte le altre scienze sociali. Più precisamente, vengono coinvolte osservazioni specifiche di particolari fenomeni, o particolari pratiche religiose, mentre la filosofia non se ne occupa.
Filosofia e matematica
La Matematica differisce dalla filosofia per altri motivi. Essa usa alcuni metodi di prova, molto rigorosi e specifici, che i filosofi cercano talvolta di emulare, ma raramente duplicano con lo stesso grado di rigore. Come conseguenza, i matematici difficilmente sono in disaccordo sui risultati, mentre i filosofi naturalmente discutono su di essi. A parte ciò, molti filosofi non cercano nemmeno di rendere il loro lavoro rigoroso in senso matematico. Contrariamente ai matematici, i filosofi sono in disaccordo anche sul metodo, e le differenze metodologiche possono spesso essere usate come motivazione delle differenti conclusioni.
Un altro modo per distinguere la filosofia dalla matematica è il seguente. La matematica, oltre un certo livello di base, richiede una conoscenza estremamente specializzata, che può essere ottenuta solo tramite duro lavoro e concentrazione. Non è il tipo di disciplina che può essere perseguita con la conoscenza in possesso della persona di educazione media. La filosofia normalmente richiede tali sforzi, ma un filosofo può spesso spiegare i suoi argomenti, senza troppa difficolta, a un "nonfilosofo" intelligente in meno di dieci minuti.
Un matematico italiano che si occupa spesso dei rapporti tra filosofia e matematica, è Piergiorgio Odifreddi (Home Page)
Alcune generalizzazioni sperimentali su cosa è la filosofia
A quanto pare la filosofia è una disciplina che si basa sulla conoscenza in possesso della persona mediamente educata, e non fa uso della sperimentazione e dell'osservazione attenta, anche se può interpretare filosoficamente esperimenti e osservazioni.
Più costruttivamente, si può dire che la filosofia è la disciplina che esamina il significato e la giustificazione di alcune delle nostre più fondamentali convinzioni, in base a un insieme di metodi generali. Ma cosa si intende con "convinzioni fondamentali"?
Una convinzione è fondamentale se riguarda quegli aspetti dell'universo che si incontrano più comunemente, che si incontrano ovunque: l'aspetto universale delle cose. La filosofia studia, ad esempio, cos'è l'esistenza stessa. Studia anche i valori - la giustezza delle cose - in generale. Sicuramente nella vita umana troviamo l'attinenza del valore o della giustezza ovunque, non solo la giustezza morale, anche se può essere molto importante, ma anche più in generale, la giustezza nel senso di qualsiasi cosa che sia auspicabile, il senso, ad esempio, in cui una mela, un dipinto o una persona possano essere tutte giuste. (Ovvero se esiste un unico senso in cui tutte quante possono dirsi "giuste").
Naturalmente, la fisica e le altre scienze studiano alcuni aspetti universali delle cose; ma lo fanno sperimentalmente. La filosofia studia quegli aspetti che possono essere analizzati senza sperimentazione. Quelli sono gli aspetti delle cose che sono veramente generali; per fare un altro esempio, i filosofi si chiedono cosa sono gli oggetti fisici in quanto tali, distinguendoli dalle loro proprietà e dalle relazioni tra di essi, e anche distinguendo tra corpo e mente. I fisici procedono come se la nozione di corpo fisico fosse abbastanza chiara ed elementare - e in fondo potrebbe anche essere così - ma comunque i fisici danno questo per assunto, e quindi si pongono domande su come tutti i corpi fisici si comportano, e fanno esperimenti per trovare la risposta.
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