Ferdinand de Saussure
Ferdinand de Saussure (Ginevra, 26 novembre 1857 - Vufflens, 22 febbraio 1913) fu un linguista svizzero considerato il fondatore della linguistica moderna, in particolare di quella conosciuta con il nome di strutturalismo.
Nato a Ginevra compì gli studi in questa città e nelle università di Lipsia e di Berlino.
Insegnò dal 1881 al 1901 presso l'università di Parigi e dal 1901 ebbe l'incarico presso l'università di Ginevra.
Al Corso di linguistica generale, raccolta degli appunti dei corsi degli anni 1906 - 1911, pubblicato nel 1913 a cura di due suoi allievi, C. Bally e A. Sechehaye, egli deve la sua fama.
Con questa opera egli pose le basi della moderna scienza linguistica, in particolare di indirizzo strutturalista, introducendo alcuni concetti base come quello di sincronia e diacronia, langue e parole, segno, struttura, significato e significante (concetto portante di tutti gli studi successivi sulla linguistica che arrivano fino alle scienze della comunicazione), arbitrarietà e relatività dei segni.
Egli concepì inoltre la linguistica come parte di un più ampio studio dei segni, la semiologia.
La lingua (idioma), intesa come prodotto sociale della facoltà del linguaggio, è per Saussure un insieme delle convenzioni utilizzate dal corpo sociale per consentire l'esercizio di tale facoltà negli individui.
Concetti base della linguistica di Saussure
- la langue, intesa come un sistema di segni che formano il codice di un idioma, va distinta dalla parole, cioè dall'atto linguistico del parlante.
- non esiste il concetto della lingua come monenclatura (corrispondenza naturale di parole e cose) e il suono linguistico è una entità costituita da una unione arbitraria di un concetto (significato) e della sua immagine acustica (significante);
- l'associazione tra significato e significante non è legata ad alcuna legge naturale, come dimostra la varietà degli idiomi, anche se una volta istituita in ciascuna lingua diventa canonica e non può più essere modificabile dal singolo parlante;
- si può identificare il valore di un elemento della lingua solo in maniera differenziale, tramite il rapporto con gli altri termini del sistema che permettono la sua identificazione per opposizione;
- la linguistica si definisce strutturale perché la determinazione del valore o dell'identità del segno, nel duplice aspetto fonico e concettuale, parte dal presupposto che esista la totalità del sistema linguistico;
- i rapporti e le differenze tra i segni si articolano in due parti distinte dell'attività linguistica:
- i rapporti sintagmatici, secondo i quali il valore di ogni singolo segno è stabilito dalla relazione con il segno che lo precede e/o lo segue, sono formati dalla successione lineare delle parole nella loro effettiva disposizione;
- i rapporti paradigmatici o associativi si formano dalla serie di termini semanticamente contigui di cui chi parla si serve per pronunciare una parola.
- esistono due tipi di linguistica:
- linguistica sincronica, che analizza lo stato della lingua nel suo organizzarsi sistematico e simultaneo;
- linguistica diacronica, che studia l'evoluzione della lingua e ne rileva le sostituzioni e differenze degli elementi avvenuti nel tempo.
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