Fantascienza

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La fantascienza (science fiction in inglese) è un tipo di arte popolare di successo. Genere letterario al suo debutto, si è ben presto estesa ai fumetti, al cinema, alla radio e alla televisione, nonché al videogioco. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantascientifica legata al mercato editoriale.

La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto che una scienza e/o una tecnologia (attuale o immaginaria) avrà sulla società o sull'individuo. I personaggi possono essere umani, alieni, robot, cyborg o mutanti; e la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro. Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico o fantasy. Tuttavia un certo grado di plausibilità scientifica rimane un requisito essenziale.

Indice

Storia

La nascita della fantascienza viene per convenzione fissata all'aprile del 1929, quando uscì negli Stati Uniti la prima rivista di fantascienza, Amazing Stories, diretta da Hugo Gernsback, ma al genere possono essere ascritte molte opere precedenti, dal Frankenstein di Mary Shelley ai romanzi di Jules Verne e Herbert George Wells. La prima fantascienza aveva una forte base avventurosa ed era caratterizzata dalla "meraviglia" per i progressi della scienza (si era nell'epoca dell'avvento dell'elettricità), ma già dagli Anni Quaranta cominciò a occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che delle ipotetiche conquiste della scienza per se stesse.

Secondo i critici degli anni cinquanta, la caratteristica della fantascienza americana era l' estrapolazione, ovvero il riconoscimento, sulla base di alcuni elementi, di una tendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri, non tanto con lo scoo di prevedere il futuro come farebbe la futurologia, quanto per discutere fenomeni del presente estremizzandoli in un contesto ipotetico. Altri spunti critici mettono invece in luce il (prevalente) riferimento al "sense of wonder" ("la meraviglia"), che fa appello ad un analogo della "volontaria sospensione dell'incredulità" di cui parlava il poeta Samuel Coleridge ("Quella volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica").

La fantascienza italiana

La protofantascienza italiana

Ancora prima della nascita del termine fantascienza, a partire dagli ultimi anni del XIX secolo appaiono in Italia racconti e romanzi brevi di contenuto fantascientifico nei supplementi domenicali dei quotidiani, nelle riviste letterarie, in collane popolari ed opere antologiche. Gli autori sono tra i protagonisti della letteratura popolare dell'epoca, come Emilio Salgari e Yambo, ma anche note figure della letteratura (tra i quali Massimo Bontempelli, Luigi Capuana, Guido Gozzano, Ercole Luigi Morselli).

La nascita ufficiale (1952)

La nascita ufficiale della fantascienza in Italia è considerata generalmente il 1952, con il primo numero della rivista "Scienza fantastica, avventure nello spazio, tempo e dimensione". A questa prima pubblicazione ne seguono altre, generalmente di breve vita, non tutte con storie avventurose in cui non mancano classici elementi come gli alieni dalla carnagione verde, armi a raggi, astronavi ed eroine scollate, in puro stile "pulp", come fu il caso di Oltre il cielo e di Futuro. A testimonianza dell'aderenza del pubblico al canone appena sviluppato oltreoceano, gli scrittori italiani pubblicano i loro racconti sotto pseudonimi rigorosamente americani e maschili (Gianfranco Briatore diventa John Bree, Ugo Malaguti si firma Hugh Maylon, Luigi Naviglio Louis Navire, Roberta Rambelli è Robert Rambell ecc.). Con Futuro tuttavia (a cura di Lino Aldani, già noto sotto lo pseudonimo di N. L. Janda, di Massimo Lo Jacono, già noto sotto lo pseudonimo di L. J. Mauritius, e di Giulio Raiola) la science fiction italiana acquista un respiro internazionale che avrà purtroppo corta durata (otto numeri mensili soltanto fra il maggio-giugno 1963 e il novembre 1964). Ciò non impedì alla rivista di pubblicare saggi di J. R. Wilcock (n. 5) e, per la prima volta in assoluto, di A. Bioy Casares (n. 6), e interviste esclusive a Elio Vittorini ed Ennio Flaiano.

Il ruolo di Urania

Sempre nel 1952 la casa editrice Mondadori lancia una rivista ed una collana di romanzi, ispirandosi alla musa dell'astronomia: Urania. Primo direttore: Giorgio Monicelli. La rivista chiude dopo appena un anno, ma i romanzi a cadenza quindicinale hanno un grande successo. Negli anni '60 le copertine sono disegnate da Karel Thole, mentre la direzione della collana viene assunta da Fruttero e Lucentini. Il ruolo di Urania nella lettura fantascientifica degli italiani è rilevante: molti autori come Ballard, Dick, Le Guin ed altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina. Negli anni '90 grande il lavoro del direttore Giuseppe Lippi, per modernizzare staff e linee editoriale. Oggi, dopo oltre 50 anni di storia, Urania è ancora in edicola. La collana ha inoltre istituito un premio letterario per autori italiani di fantascienza.

La fantascienza online

Con l'eccezione di Urania, oggi la letteratura di fantascienza è praticamente scomparsa dalle edicole italiane, avendo ceduto molto terreno ai generi fantasy e horror. Il ruolo di riviste come Robot (peraltro ancora pubblicata ma venduta solo online o su abbonamento) è stato parzialmente ripreso dalle pubblicazioni sul Web (riviste e fanzine), che raggiungono migliaia di lettori. Le più popolari sono Delos, Il Corriere della Fantascienza e Intercom.

Generi e filoni

Articolo principale: Generi e filoni della fantascienza

Elenco di alcuni generi e sotto-categorie della fantascienza (in ordine alfabetico; tra parentesi il termine anglosassone):

Temi tipici

Altri temi spesso presenti sono inoltre:

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Bibliografia

Collegamenti esterni

Fonti per questo articolo

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See also: Fantascienza, 1929, 1952, Androide, Anni 1960, Anni 1990, Astronave, Autobiografia