Everest
thumb|right|300px|Il Monte Everest Il Monte Everest è la più alta montagna della Terra. È situato nella catena dell'Himalaya, al confine tra il Tibet ed il Nepal. In Nepal viene chiamato Sagarmatha (dio del cielo) ed in Tibet Chomolangma (madre dell'universo) ed in Cina Qomolangma. Nel 1852 venne chiamato "Cima XV". Il nome attuale fu introdotto nel 1865 dall'inglese Andrew Waugh, governatore generale dell'India in onore di Sir George Everest, che al servizio della corona britannica lavorò per molti anni come responsabile dei geografi britannici in India.
Posizione geograficaÈ alto 8850 metri. Vi sono diverse stime sulla sua effettiva altitudine, le divergenze tra una e l'altra sono peraltro minime. La misurazione fatta da satellite nel 2002 ha dato un valore di 8850 m s.l.m., valore utilizzato da allora su tutte le pubblicazioni e carte geografiche della National Geographic Society. AlpinismoLa cima fu raggiunta per prima volta il 29 maggio 1953 dal Neozelandese Sir Edmund Hillary e dallo Sherpa Tenzing Norgay che lo scalarono dalla parete sud. Non è stato appurato se George Mallory, che ebbe un incidente mortale nella scalata del 1924, raggiunse la cima prima di morire. L'8 maggio 1978 Reinhold Messner e Peter Habeler raggiunsero per primi la cima senza l'ausilio di ossigeno. A partire dagli anni '80 è scoppiata una sorta di moda della scalata dell'Everest. Il numero di alpinisti che conquistano la cima è aumentato sensibilmente. Lo svantaggio di questa massificazione della scalata dell'Everest è l'inquinamento ambientale da campi base. È anche proporzionalmente aumentato il numero di incidenti spesso mortali. L'Everest ha due percorsi di ascesa: la parete sud alla quale si accede dal Nepal e la parete nord alla quale si accede dal Tibet. Il percorso da sud è quello tecnicamente più semplice e anche più utilizzato. Fu il percorso scelto da Hillary e Norgay nel 1953; ai tempi la scelta fu costretta in quanto la frontiera tibetana era chiusa dal 1949. Le ascese vengono effettuate nel periodo primaverile prima dell'inizio del monsone estivo. In questo periodo si verifica anche una modifica del jet stream che provoca una riduzione della velocità media in alta montagna. A volte vengono fati dei tentativi di scalata nel periodo successivo al monsone estivo ma la presenza di neve rappresenta un ostacolo notevole. La parete sudLe spedizioni che pianificano un'ascesa della parete sud solitamente atterrano a Lukla (2.860 m) provenienti da Kathmandu e poi marciano fino al campo base che si trova in Nepal sul versante sud dell'Everest a quota 5.380 m. Il tempo di marcia varia dai sei agli otto giorni, necessari per acclimatarsi di modo da evitare il mal di montagna. Le attrezzature e i rifornimenti sono trasportati dagli yak e dai portatori fino al campo base sul ghiacciaio del Khumbu. Gli alpinisti trascorrono un paio di settimane al campo base per acclimatarsi all'altitudine. Durante questo periodo gli sherpa e alcuni alpinisti della spedizione installano le corde e le scale nel pericoloso ghiacciaio del Khumbu. Seracchi e blocchi di ghiaccio mobili lo rendono uno dei tratti più pericolosi dell'intera ascesa infatti molti alpinisti e sherpa vi hanno perso la vita. Per ridurre il rischio, gli alpinisti di solito cominciano la loro ascesa prima dell'alba. Una volta che la luce solare raggiunge il ghiacciaio, il pericolo aumenta notevolmente. Sopra il ghiacciaio si trova il campo I, detto anche advanced base camp (ABC), a quota 6.065 m. Dal campo I, gli alpinisti salgono sulla Western cwm fino alla base del Lhotse dove si trova il campo II a 6.500 m. Il Western Cwm è una valle glaciale relativamente piana con una pendenza molto dolce, contrassegnata da enormi crepacci nel centro che impediscono l'accesso alle quote più elevate del Cwm. Gli alpinisti sono quindi costretti ad attraversare un piccolo passaggio conosciuto come "l'angolo di Nuptse" che si trova all'estrema destra vicino alla base del Nuptse. Il Western Cwm inoltre è denominato "la valle del silenzio" in quanto la topografia della vallata impedisce ai venti di raggiungere l'itinerario dell'arrampicata rendendo, soprattutto nelle giornate serene, il passaggio nel Cwm molto caldo e faticoso. Dal campo II gli alpinisti salgono la parete del Lhotse con corde fisse fino ad una sporgenza a quota 7.470 m. Da qui sono altri 500 metri fino al campo IV situato sul colle Sud. Qui si entra nella cosiddetta death zone (zona della morte), la zona in cui la rarefazione dell'ossigeno provoca ipossia. Gli alpinisti hanno al massimo due/tre giorni per tentare di raggiungere la cima. Le condizioni meteorologiche sono un fattore determinante, il cielo sereno e i venti moderati sono importantissimi per tentare la scalata. Se la scalata non è possibile è spesso necessario tornare fino al campo base. Dal campo IV le scalate partono intorno a mezzanotte con la speranza di raggiungere la cima (1000 metri più in alto) entro 10/12 ore. La prima tappa è il "balcone" a quota 8.400 m., un piccolo pianoro dove si arriva intorno all'alba. I passaggi successivi sono una serie di gradini con neve alta e forte rischio valanghe, una pericolosa cornice con uno stretto passaggio molto esposto e un'imponente parete di roccia chiamata "Hillary Step" a quota 8.760 m. Hillary e Norgay furono i primi a salire da questa parte con attrezzature primitive senza corda fissa. Superato il gradino è relativamente semplice giungere in cima. La discesa per tornare al campo IV deve essere immediata per evitare di incorrere nel maltempo tipico delle ore pomeridiane, perciò la maggior parte degli alpinisti resta sulla vetta solo pochi minuti. La parete nordLe ascese alla parete nord prevedono l'accesso all'Everest passando dal Tibet. Le spedizioni raggiungono il ghiacciaio Rongbuk e stabilsicono il campo base a quota 5.180 m. su una piana di ghiaia ai piedi del ghiacciaio. Per raggiungere il campo II gli alpinisti salgono la morena a est del ghiacciaio fino ai piedi del Changtse a quota 6.100 m. Il campo III (ABC) è situato sotto il colle nord a 6.500 m. Per raggiungere il campo IV sul colle nord, è necessario attraversare, tramite corde fisse, il ghiacciaio ai piedi del colle nord a 7.100 m. Dal colle nord dopo una parete rocciosa si giunge al campo V a 7.775 m. Il percorso prevede l'attraversamento di una serie di burroni prima di raggiungere il campo VI a 8.230 m. Da qui per raggiungere la vetta si trovano una serie di gradini rocciosi superati i quali una ripida salita porta fino alla cima. StatisticheA fine 2001 avevano raggiunto la cima 1.491 persone, 172 delle quali vi hanno trovato la morte. Cronologia
Voci correlate
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