Eugenio Scalfari

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Eugenio Scalfari

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Il campo principale dell'analisi di Scalfari è l'economia, insieme alla politica, che trovano ampia sintesi in un punto di vista etico-filosofico: alcuni articoli di Scalfari hanno dato avvio a battaglie ideologico-culturali, quali il referendum sul divorzio e sull'aborto. La sua ispirazione politica è liberale di matrice sociale.

Scalfari entra nel mondo giornalistico nel 1950, collaboratore prima al Mondo e poi all'Europeo di due personalità che spesso richiama nei suoi scritti: Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti.

Nel 1963 diventa direttore de l'Espresso e in cinque anni arriva a superare il milione di copie vendute. Il successo giornalistico si fonde con il piglio imprenditoriale. Scalfari sa gestire anche la parte puramente organizzativa e amministrativa che sta alla base della sua attività. Intanto è anche uomo politico. Nel 1955 partecipa all'atto di fondazione dei radicali. Nel 1963 passa ai socialisti con i quali è eletto nel consiglio comunale di Milano. Nel 1968 Scalfari diventa deputato della Repubblica, ancora una volta da socialista.

Nel 1976 Scalfari fonda "la Repubblica" di cui è il direttore. L'operazione, attuata con il gruppo L'Espresso e la Mondadori, segna un nuovo tipo di giornalismo italiano. Il quotidiano romano compie in pochissimi anni una scalata imponente diventando per lungo tempo il principale giornale italiano per tiratura (primato attualmente detenuto da "Il Corriere della sera"). Scalfari, padre di questa ascesa lascia il "suo" ruolo nel 1996 a Ezio Mauro. Attualmente collabora al quotidiano con il pezzo domenicale, oltre a curare una rubrica sull'Espresso (il vetro soffiato) e una sul Venerdì di Repubblica.

Ha ricevuto numerose onorificenze. A livello giornalistico (nel 1988 il Premio Internazionale Trento per "Una vita dedicata al giornalismo", nel 1996 il "Premio Ischia" alla carriera, nel 1998 il Premio Guidarello al giornalismo d’autore e, di recente, il premio "St-Vincent" 2003) e civile (l’8 maggio 1996 viene nominato Cavaliere di Gran Croce dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro; nel 1999 riceve una delle più prestigiose onorificenze della Repubblica francese: Cavaliere della Legione d’onore).

È autore di molti libri (fra i quali: L’autunno della Repubblica, Come andremo a Cominciare, scritto assieme ad Enzo Biagi, Interviste ai potenti, L’anno di Craxi, Incontro con Io - Rizzoli 1994 - Il sogno di una rosa - Sellerio 1994 - Il Labirinto - Rizzoli 1998, La ruga sulla fronte - Rizzoli 2001)

La figura di Scalfari

Giornalista moralista, così definito in senso critico da chi sostiene che compito del giornalista sia quello di riportare delle notizie, solo i dati reali e verificabili, ha sempre difeso la necessità di approfondire i fatti, anche per arrivare a darne un giudizio, anche se di parte.

Non esiste (forse) un argomento che Scalfari non abbia toccato come forse non esiste un'analisi della realtà che Scalfari non abbia compiuto. La cifra giornalistica di Scalfari, forse, risiede proprio in ciò che quasi tutti i suoi detrattori gli imputano. Scalfari prende posizione. Ma, per i suoi sostenitori, lo fa con la forza della ragione, con l'analisi delle cifre, con metafore veloci e pulite, con colti rimandi storici o semplici storie di paese. La sua è una penna palpitante, una penna che soffre e si tormenta per quello che definisce lo sfacelo italiano. Scalfari scalpita, chiuso nell'inconciliabile belligeranza fra la voce di un cuore innamorato della sua patria e l'odiosa evidenza che è giusto denunciare quanto della sua patria considera marcio e corrotto. È qui, contro gli scandali, con la lotta contro lo stato e dentro allo stato, che emergono le sue pagine, secondo molti, tra le più belle, maggiormente vive e pulsanti. Aborto, dc, tangentopoli, banche, terrorismo, mafia, giornali, operai, religioni, stato, etica, leaders, affaristi, lotte ecc.: impossibile riassumere compiutamente ciò che Scalfari ha detto fornendo a diverse generazioni una diversa consapevolezza dell'essere umano e della società in cui vive. Scalfari è un uomo di spessore. Un uomo che crede nelle sue idee e sa portarle avanti che sbaglia poco o di contro sbaglia tutto. È un giornalista che tratta ciò che vede come qualcosa di cui è direttamente responsabile, che ciò avvenga a Roma, Reggio Calabria o Civitavecchia.

Scalfari, Eugenio Scalfari, Eugenio

See also: Eugenio Scalfari, 1924, 1950, 1955, 1963, 1968, 1976, 1988