Eugenio Barsanti

Padre Eugenio Barsanti (Pietrasanta, 12 ottobre 1821 - Searing, Belgio, 19 aprile 1864), battezzato Nicolò, fu l'inventore del primo motore a scoppio.

Gracile di corporatura ed esile di statura, frequentò l'istituto ad orientamenteo scientifico della congregazione degli Scolopi a Pietrasanta. Nel 1838 fece il noviziato a Firenze e successivamente prese gli ordini nella stessa congregazione.

Divenne insegnante all'istituto San Giovannino di Firenze a soli 20 anni. Qui, presentando agli allievi un esperimento sull'esplosione di una miscela incendiaria di aria e idrogeno (usando una pistola di Volta autocostruita) ebbe l'idea di sfruttare l'espansione rapida del gas per sollevare un pistone. Trasferitosi successivamente all'istituto Ximeniano, di livello universitario, ebbe la possibilità di sviluppare la sua idea e soprattutto di incontrare l'ingegnere Felice Matteucci con cui collaborerà per il resto della vita.

I due riuscirono a brevettare l'invenzione in Inghilterra nel 1854. L'Italia dell'epoca non era ancora unita e non era in grado di offrire sufficienti garanzie per la tutela internazionale. La costruzione del motore ebbe inizio nel 1860 presso le officine di Pietro Benini.

Il vantaggio del motore Barsanti-Matteucci rispetto ad altri inventati nello stesso periodo, tra cui quello del francese Etienne Lenoir, era di sfruttare il moto di ritorno del pistone dovuto al raffreddamento del gas piuttosto che la spinta dello scoppio, difficilmente governabile per l'epoca. Prove dinamiche dimostrarono un rendimento cinque volte più elevato per il nuovo motore rispetto agli altri e per questo ottenne la medaglia d'argento dall'Istituto Lombardo delle scienze.

Nel 1856 i due collaborano allo sviluppo di un motore a due cilindri con potenza di cinque cavalli vapore nel 1856, poi due anni dopo costruiscono il modello a due pistoni contrapposti.

Barsanti era molto convinto della sue idea, che riteneva superiore alla macchina a vapore perché più sicura, meno ingombrante e più pronta nell'avviamento. Non era però sufficientemente leggera per l'uso su veicoli stradali. Gli impieghi previsti erano la produzione di energia meccanica per fabbriche e officine e la propulsione navale.

Dopo diverse ricerche Barsanti e Matteucci decidono di affidare la produzione industriale di un motore da quattro cavalli alla società John Cockeril di Seraing in Belgio, a partire dal prototipo costruito nelle officine Bauer di Milano. Le richieste giungono da tutta Europa e il successo commerciale è imminente.

Purtroppo però Barsanti contrae il tifo il 30 marzo 1864 e muore il 19 aprile. Ora riposa nella basilica di Santa croce in Firenze.

Matteucci da solo non riuscì a fare fronte alla gestione aziendale e alla tutela dei brevetti e tornò ad occuparsi della sua materia, l'idraulica e la commercializzazione del motore fallì.

Collegamenti esterni

Barsanti, Eugenio Barsanti, Eugenio

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