Erasmo da Rotterdam
thumb|right|Ritratto di Erasmo da Rotterdam Erasmo da Rotterdam (Rotterdam 27 Ottobre 1466/1469 - Basilea 12 Luglio 1536), nome latinizzato di Geert Geertsz, insigne umanista olandese. Firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è l'Elogio della follia.
Figlio illegittimo di un prete, tale Roger Gerard, frequentò le severe scuole monastiche di Deventer e s'Hertogenbosch. Dopo la morte del padre, entrò nell'ordine agostiniano a Steyn, e fu ordinato prete nel 1492. Mentre prestava servizio presso il vescovo di Cambrai, iniziò lo studio della filosofia scolastica e del greco all'Università di Parigi. Trovando la vita religiosa poco congeniale al suo carattere, chiese e ottenne di essere dispensato dagli uffici sacri.
Dal 1499, effettuò viaggi in Francia, in Inghilterra ed in Italia entrando in contatto con i più importanti centri culturali, tenendovi lezioni e conferenze, e studiando gli antichi manoscritti. Tenne inoltre una fitta corrispondenza con alcuni dei personaggi più importanti del suo tempo. In Inghilterra, conobbe, tra gli altri, Tommaso Moro, ed insegnò greco all'università di Cambridge.
In Italia divenne amico del tipografo ed editore veneziano Aldo Manuzio.
Erasmo dedicò la maggior parte dei suoi studi all'ambito religioso. L'opera più importante fu l'Elogio della follia (1509), una satira della teologia scolastica, dell'immoralità del clero e della curia oltre ad un'esaltazione della follia del vero cristiano dedicante la sua vita alla fede. Si oppose duramente al protestantesimo di Martin Lutero, condividendo comunque la necessità di rinnovamento in ambito ecclesiastico.
Erasmo fu traduttore del Nuovo Testamento dal greco: proprio in quel periodo giungevano dalla Grecia i primi manoscritti dell'età classica e si iniziava a decifrare l'alfabeto greco nella sua interezza.
Le traduzioni (spesso a senso, senza la maturità filologica degli umanisti italiani guidati da Lorenzo Valla) forgiarono la sua vasta cultura umanistica e lo indussero a contrapporre la cultura teologica vista come creatrice di letterati alla fede religiosa che definisce creatrice di soldati di cristo, riprendendo il tema classico del miles christianus.
Ne "l'elogio della follia", la fede religiosa viene vista più come una pratica di carità che come una dottrina razionale, essendo il cristianesimo fondato sulla pazzia della croce. "L'elogio della pazzia" è quindi un'apologia della fede cristiana che contro e oltre le necessità della ragione accetta un articolo di fede indimostrabile, un uomo che è Dio, che muore e da solo risuscita sè stesso dai morti, in conflitto con la ragione, principale categoria della grecità classica. Ciò lo spinse a sentire la formazione classica dei teologi e letterati,ancora lontana dalla sensibilità richiesta dalle scritture evangeliche. .
Tra le altre opere Adagia (1500), Manuale del soldato cristiano (1503), Institutio principis christiani (1504), Colloquia familiaria (1522). Fu anche autore di un'edizione critica e di una traduzione del Nuovo testamento (1516). Questi lavori che riportavano i testi alle fonti originarie lo fecero considerare come il padre della Riforma protestante. In realtà, egli rimase cattolico anche se spesso si avvicinò alle posizioni riformiste.
I suoi attacchi agli errori delle autorità ecclesiastiche ed alla superstizione lo esposero all'accusa di essere luterano, ma Erasmo rifiutò sempre quest'accusa. Per far fronte agli attacchi che gli venivano mossi, illustrò la sua posizione ideologica con l'opera De libero arbitrio (1524), che conteneva una brillante critica a Martin Lutero (che a sua volta gli risponderà con il De servo arbitrio).
Erasmo godette di ampio prestigio nella sua epoca e gli venne anche offerta dal papa il cappello cardinalizio, che rifiutò. Dopo la sua morte, nel periodo successivo al Concilio di Trento, nella fase della controriforma, la sua libertà intellettuale venne guardata con sospetto e le sue opere vennero incluse nell'Indice dei libri proibiti, ma la sua guerra contro l'ignoranza e la superstizione fu motivata esclusivamente dalle sue convinzioni umanistiche.
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