Epidemiologia

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L'Epidemiologia si serve della statistica, per gli strumenti matematici e della demografia.

È suddivista in tre branche:

Epidemiologia descrittiva

Descrive eventi sanitari, come malattie, le cause di morte e la presenza di fattori di rischio come ad esempio il fumo di sigaretta. È questa la branca che utilizza gli strumenti statistici detti misure di frequenza (come incidenza, tassi grezzi e specifici, prevalenze, rapporti) e informazioni di tipo demografico.

Epidemiologia analitica

Indaga e cerca relazioni causa-effetto tra fattori di rischio e malattie. Riprendendo l'esempio precedente, l'epidemiologia analitica cerca il nesso tra il fattore di rischio "fumo di sigaretta" e l'eventuale insorgenza di patologie legata ad esso (come cancro al polmone, enfisema, etc.) Si pone, quindi, come obiettivo quello di rispondere a domande come: "chi si è ammalato?", "fa parte di una qualche categorie a rischio?", "dove?", "quando?", "perché?". Gli strumenti d'indagine utilizzati dall'epidemiologia analitica sono:

  1. gli studi trasversali (o di prevalenza) sono studi che si basando sull'osservazione di un fenomeno o di un evento clinico in un determinato periodo di tempo. Negli studi di questo tipo non si fa altro che prendere dei campioni di popolazione e rilevare l'incidenza di una determinata malattia. Questi studi offrono risultati immediati e sono economicamente poco rilevanti in quanto non richiedono l'impiego di mezzi, tempo e personale per lunghi periodi. D'altro canto però questi studi non consentono di calcolare misure d'incidenza né tantomeno consentono di associare con sicurezza un fattore di rischio ad una malattia in quanto non tengono conto e non permettono di verificare con certezza con quale fattore di rischio un "ammalato" sia entrato in contatto.
  2. Gli studi Longitudinali si dividono a loro volta in:

A. Studi a Coorte (o PROSPETTICI) B. Studi Caso-Controllo (o RETROSPETTIVI)

A. Gli studi a coorte sono degli studi prospettici ovvero degli studi mirati a valutare un associatione "fattore di rischio-malattia" nel futuro. Viene preso un campione (randomizzato, sistematico, di cluster sampling o di proporzione) in cui tutti i soggetti siano sani e presentino delle caratteristiche più o meno simili. Questo campione viene diviso in due gruppi: uno esposto al fattore di rischio analizzato e l'altro gruppo invece non viene esposto. Dopo un arco di tempo (che può durare anche anni) vengono analizzati i risultati: si può calcolare il rischio relativo (RR) di quel determinato fattore calcolando il rapporto tra l'incidenza tra gli esposti e l'incidenza tra i non esposti. Ad esempio: prendo un campione di 10 individui tutti sani. Lo divido in due coorti da 5 individui ciascuno, il gruppo A e il gruppo B. Il gruppo A viene esposto al fattore di rischio preso in esame mentre il gruppo B no.

Dopo un arco di tempo stabilito controllo quanti individui si sono ammalati e vedo che nel gruppo A (gli esposti) 3 individui si sono ammalati e nel gruppo B (non esposti) si riscontra un solo ammalato. Calcolo ora RR= I esposti/I non esopsti ovvero RR= [3/(3+2)]/[1/(1+4)] e ottengo RR=3 questo significa che gli individui esposti al fattore di rischio (gruppo A) hanno una probabilità 3 volte maggiore rispetto agli individui che non sono stati esposti al fattore (gruppo B). Come si può notare però ci sono degli individui malati anche nel gruppo dei non esposti (B) ciò potreppe essere indice del fatto che la malattia presa in esame sia MULTIFATTORIALE ovvero sia influenzata da altri fattori di rischio che sono intervenuti nello studio sebbene noi non li avessimo presi in considerazione. A questo scopo calcoliamo il RISCHIO ATTRIBUIBILE (RA) ovvero la quota di malattia che è realmente attribuibile al fattore di rischi che abbiamo preso in esame

RA= I esposti - I non espoti quindi si ha che RA= 3/5 - 1/5 RA=40%

RR e RA sono semmpre misure di incidenza. RR indica la FORZA DI ASSOCIAZIONE tra fattore di rischio e malattia: RR>1 il fattore preso in considerazione è un fattore di rischio RR=1 il fattore preso in considerazione è ininfluente sul decorso della malattia RR<1 il fattore preso in considerazione non è di rischio ma, al contrario, è un fattore protettivo nei confronti della malattia

B. Gli studi Caso-Controllo sono degli studi RETROSPETTIVI in quanto analizzano la malattia quando essa è già presente in individui che sono stati esposti ad un fattore di rischio nel passato. Questi studio non permettono di calcolare l'incidenza ma consentono di calcolare l'ODD RATIO ovvero una stima approssimativadi RR.

OR= ODD RATIO malati / ODD RATIO non malati Nel caso di prima OR= (3/1) / (2/4) OR=6 Anche per OR vale lo stesso discorso fatto per RR se esso è >1, =1 o <1

Entrambi i due tipi di studi longitudinali essi presentano una seria di VANTAGGI ma anche SVANTAGGIo sia in termini puramente economici che relativamente ai dati ottenuti.

Epidemiologia sperimentale

Valuta l'efficacia degli interventi sanitari adottati in seguito a indagini epidemiologiche. Studi di epidemiologia sperimentale possono essere sia di tipo preventivo (ad esempio la valutazione dell'effettiva riuscita di campagne di sensibilizzazione) che terapeutico (ad esempio sperimentazioni sui farmaci e tecniche operatorie).

See also: Epidemiologia, Cancro, Chirurgia, Farmaco, Incidenza, Lingua greca, Malattia, Matematica, Medicina