Ellenismo
Il termine Ellenismo designa tradizionalmente il periodo storico-culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo e orientale. Il vocabolo fu utilizzato per la prima volta nel XIX secolo dallo storico tedesco Johann Gustav Droysen sulla base di una errata interpretazione del termine hellenistai presente negli Atti degli Apostoli (6, I), ritenendo che tale vocabolo indicasse i Greci orientalizzati. La sua Storia dell’Ellenismo comunque permise di comprendere un’epoca che vide l’espansione del nuovo spirito greco in tutto l’ecumene e che lasciò una traccia indelebile per lo sviluppo dell’Occidente.
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Origine e caratteristiche
L’età ellenistica si fa convenzionalmente iniziare con il 323 AC, anno della morte di Alessandro Magno e terminare con la conquista romana dell’Egitto (battaglia di Azio del 31 AC). La spedizione di Alessandro Magno (334-323 AC) può, per importanza e conseguenze, essere considerata uno degli eventi epocali nella storia del mondo antico. Il portato di quella che è stata chiamata la rivoluzione alessandrina fu talmente rilevante per le implicanze politiche e per i mutamenti culturali che ingenerò da determinare la fine dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta ellenistica.
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Dopo la morte di Alessandro, ci fu un’accesa lotta fra i suoi successori, i Diadochi (‘’successori’’ in greco), alla fine della quale, nel 281 AC il suo enorme impero fu smembrato in tre grandi regni:
- la dinastia Tolemaica in Egitto
- la dinastia Seleucide in Siria, Mesopotamia e Persia
- la dinastia Antigonide in Macedonia e Grecia
Solamente verso la metà del III secolo AC sorse il regno di Pergamo sotto la dinastia degli Attalidi. In questo periodo, durato circa un secolo, fino all'inizio della conquista del mondo mediterraneo ed orientale da parte degli eserciti romani, la civiltà ellenistica raggiunse il massimo sviluppo. L'età ellenistica è caratterizzata da alcuni importanti fattori che trasformarono, anche in modo sostanziale, la cultura, l'economia, la società e le istituzioni politiche greche. Politicamente la conseguenza più importante della rivoluzione alessandrina fu il cambiamento da un dominio politico della città-stato a quello delle grandi monarchie, fortemente accentrate intorno alla figura divinizzata del sovrano. La trasformazione della compagine statale, in cui assumeva notevole rilievo la burocrazia, cui era concretamente affidata l’amministrazione dei regni ellenistici, fu accompagnata da una evoluzione economica e sociale. L’intensificazione del commercio tra i vari stati e le regioni orientali, la rifioritura dell’artigianato e l’incremento demografico apportarono un benessere economico che favorì la crescita di nuovi agglomerati urbani. Città come Alessandria, Antiochia, Pergamo e Laodicea, diventarono non solo centri di produzione e di largo consumo, veri e propri mercati finanziari, ma anche di diffusione di cultura. L’urbanesimo fu infatti un fenomeno tipico dell’età ellenistica, cui fece riscontro una progressiva accentuazione dei privilegi della città rispetto alla campagna, dove si andavano affermando i latifondisti.
Cultura ellenistica
La cultura "ellenica", dominata dall'etnia greca, venendo a contatto con le tradizioni e le credenze delle varie razze, parlanti la lingua greca o meglio un dialetto del greco conosciuto come koinè (κοινή γλωσσα), vale a dire la lingua comune o panellenica, divenne cultura "ellenistica". Nacquero così nuovi centri di cultura quali Rodi, Pergamo e soprattutto Alessandria, con la fondazione della Biblioteca e del Museo, da parte dei Tolomei. Le trasformazioni socio-politiche dell’età post-alessandrina ebbero notevoli ripercussioni sulla vita culturale ellenistica. Al declino della "polis" non fece da contraltare la nascita di organismi politici capaci di creare nuovi ideali: la trasformazione dei cittadini in sudditi, la coesistenza di genti diverse e l’impossibilità alla partecipazione attiva al governo dello stato furono i fattori determinati di importanti mutamenti nella coscienza individuale e, di riflesso, nella vita culturale. Si diffuse infatti da un lato una tendenza sempre maggiore alla scoperta dell’individuo ed alla separazione tra etica e politica; dall'altro si attenuò la diffidenza nei confronti della diversità etnica e culturale, che favorì la diffusione dell’ideale cosmopolitico, dissolvendo l’antica equazione tra uomo e cittadino.
Filosofia
Conseguenza del ripiegamento verso il "privato" fu l'attenzione rivolta dagli intellettuali all’etica ed all’analisi interiore piuttosto che ad una indagine filosofica astratta. I vari sistemi filosofici del periodo considerato, pur con le loro intrinseche differenze, ebbero come fulcro delle loro speculazioni i problemi dell’uomo che ricerca e riscopre se stesso, piuttosto che la riflessione politica. Le maggiori dottrine filosofiche cosiddette ellenistiche furono il cinismo, lo stoicismo, l'epicureismo e lo scetticismo. Queste scuole filosofiche ebbero tutte al centro del proprio interesse la felicità dell’uomo, traguardo non raggiungibile con il piacere, la ricchezza, il potere ed il successo, ma con l’autarchia e l’apatia, le sole condizioni essenziali della saggezza e quindi della felicità interiore.
Letteratura
Nell’età ellenistica vi fu una vasta e raffinata produzione letteraria. Esempi del nuovo gusto ellenistico possono essere trovati nelle opere di Callimaco, Teocrito e Apollonio Rodio. In questo periodo alla decadenza dell’oratoria e della commedia di argomento politico fece raffronto l’affermazione della retorica e della commedia di costume. Un grande sviluppo conobbe la poesia d’occasione, con una spiccata preferenza a componimenti brevi ed eleganti, quali inni, epigrammi ed elegie, nei quali primeggiavano temi quotidiani e dimensioni pastorali e rustiche, come negli Idilli di Teocrito. Nacque infine il romanzo greco, ricco di avventure, elementi fantastici e storie d’amore. Le imprese di Alessandro offrirono molti spunti per una vasta letteratura storiografica, che vede Polibio come massimo rappresentante dell’epoca. Stimolata dalla nascita di poli culturali, principalmente Alessandria e Pergamo, dalle scuole di grammatica che fornivano studiosi e strumenti di lavoro, dalla nascita della filologia la letteratura ellenistica potè essere esportata ed assimilata da altre culture, soprattutto quella romana, la cui poesia deve quasi più alla scuola ellenistica, che non a quella della Grecia classica.
Arte
La costruzione dell’impero di Alessandro fu un avvenimento ricco di significato anche per l’arte greca che, trapiantandosi nelle terre orientali e derivandone alcune caratteristiche figurative, subì delle mutazioni nelle tendenze formali. La committenza delle opere d’arte passò dalle città elleniche ai grandi centri culturali orientali e alle corti dei sovrani, spinti dal desiderio di abbellire le loro capitali, come Pella, Antiochia, Alessandria e Pergamo. Convenzionalmente si tende a distinguere l’arte ellenistica in tre distinti periodi: primo (323-240 AC), medio (240-150 AC) e tardo (150 AC-31 AC) ellenismo. Si sarebbe quindi passati dalle esperienze tardo-classiche del primo ellenismo, ad uno stile con caratteristiche quali il movimento, la grandiosità e la ricerca dell’effetto scenografico del medio ellenismo, fino ad un’arte con tendenze classicistiche del tardo ellenismo.
Architettura
L’architettura ellenistica si differenzia dalla precedente classica per uno spiccato carattere eclettico, che si manifesta sin dall’inizio per la tendenza alla sovrapposizione degli ordini dorico, ionico e corinzio, che ben si adattava al nuovo gusto decorativo attento agli effetti scenografici. Conformemente alle maggiori esigenze delle corti dinastiche, nascono nuove tipologie di edifici, come ginnasi e palestre, e si sperimentano innovazioni stilistiche nei portici, nei peristili e nelle vie colonnate delle città di Delo, Atene, Eleusi, Mileto e Rodi. Anche l’architettura religiosa pur rimanendo fedele ai canoni classici risente delle nuove tendenze e vengono sperimentate soluzioni alternative alla staticità dell’impianto templare, come la pianta circolare (tholos) e l’esedra semicircolare. La stessa urbanistica delle nuove fondazioni orientali presenta novità importanti riguardanti l’impianto regolare di alcune città, come Priene e Dura-Europos. Nasce infine il nuovo tipo architettonico dell’altare monumentale, con il bellissimo esemplare dell’Altare di Zeus a Pergamo.
Scultura
Durante il periodo ellenistico la scultura diventa molto più naturalistica, abbandonando in un certo modo gli ideali di bellezza e perfezione fisica caratteristici del periodo classico. La gente comune, donne, bambini, animali e scene domestiche, accanto a soggetti esotici (negri, pigmei, esseri fantastici), divengono soggetti comuni nella produzione scultorea, commissionata da famiglie abbienti per l’ornamento di ville e giardini. Alla scultura decorativa tipica delle scuole rodia ed alessandrina, fa riscontro quella più classicista delle opere destinate ai templi ed ai luoghi pubblici.
Ma anche in questo caso ad una certa standardizzazione della produzione scultorea verso formule di pura imitazione delle opere di Scopa, Lisippo e Prassitele, si evidenzia una ricerca per l’effetto drammatico e plastico inusuale per i canoni estetici dell’arte greca.Laokoon.jpg
Alcune delle più conosciute sculture ellenistiche come la Nike di Samotracia, la Venere di Milo, il Galata morente ed il gruppo del Laocoonte raffigurano temi classici, ma il loro trattamento è molto più sensuale, emotivo e ricco di pathos, lontano dalla bellezza austera tipica di soggetti analoghi della scultura del periodo classico.
Scienza
È probabilmente alla scienza che spettò il privilegio nell’ambito della cultura ellenistica di raggiungere le più alte vette toccate nel mondo antico. Il primato di questa temperie culturale spettò ad Alessandria, dove la Biblioteca ed il Museo attrassero tutti gli intellettuali greci dell’epoca, diventando un polo culturale di prima grandezza nel panorama del mondo allora conosciuto. La grande differenza che separa la scienza ellenistica da quella precedente è nella specializzazione raggiunta nelle varie discipline particolari.
Matematica e meccanica
Nella matematica e nella geometria il primo posto spetta ad Euclide che con i suoi Elementi sistemò in maniera rigorosa e sistematica il pensiero matematico greco, fornendo un impianto scientifico durato nei secoli. Altro nome illustre fu Apollonio di Perga, di cui ci sono pervenute le Sezioni coniche nelle quali, fra l’altro, creò i termini tecnici di ellisse, parabola e iperbole. Matematico, oltre che ingegnere ed inventore, fu anche Archimede, il più geniale degli scienziati greci. Le sue scoperte nelle varie discipline, come gli studi sulla quadratura del cerchio e i principi dell’idrostatica, e le applicazioni tecniche nell’ingegneria possono essere considerati capolavori di prima grandezza nella storia della scienza. Fra i matematici e ingegneri dell’età ellenistica va anche ricordato Erone di Alessandria.
Geografia
Eratostene utilizzò le sue conoscenze di matematica non solo per disegnare la prima carta del mondo con il criterio dei meridiani e dei paralleli, ma riuscì a calcolare le dimensioni della Terra con un’approssimazione di poche decine di chilometri inferiore al calcolo moderno.
Astronomia
Ad Aristarco di Samo nella prima metà del III secolo AC si deve la prima teoria eliocentrica dell’antichità. Come riferito da Archimede, egli suppose
‘’che le stelle fisse stiano immutabili e che la terra giri intorno al Sole descrivendo un cerchio’’.
La prima stima della precessione terrestre fu fatta da Ipparco nell'anno 130 AC, confrontando le sue osservazioni con quelle babilonesi e caldee dei secoli precedenti. Sempre all’astronomo di Nicea si deve la prima mappa stellare conosciuta.[1]
Medicina
Nella prima metà del III secolo AC le ricerche di Erofilo di Calcedone ed Erasistrato di Iulide nell’anatomia e nella fisiologia portarono a scoperte fondamentali in campo medico, anche grazie agli studi su cadaveri dissezionati.
Credenze religiose
Anche la cultura tradizionale greca mutò caratteristiche per le forti influenze mediorientali, in special modo Persiane. Venendo a contatto con tradizioni e credenze diverse, la religione greca classica dovette fatalmente assimilare alcune divinità venerate nell'area mediorientale, avviando in tal modo un processo sincretistico degno di nota. Divinità come Serapide, Cibele ed Iside cominciarono ad infiltrarsi nel pantheon greco, contemporaneamente alla crescita del culto di Dioniso, relegato come figura di secondo ordine fra gli dei ellenici. La nuova spiritualità troverà espressione nella religiosità misterica, come nel caso dei misteri eleusini e quelli orfici.
Al declino delle monarchie ellenistiche nel II e I secolo AC fece riscontro l'espansione di Roma verso la Grecia e l'area del Mediterraneo orientale. In tal modo la cultura ellenistica, che costituì una componente fondamentale della civiltà romana e della successiva civiltà bizantina, continuò a permeare per secoli l’Occidente.
Voci correlate
- Alessandria
- Biblioteca di Alessandria
- Pergamo
Bibliografia
- AA.VV., La società ellenistica, in Storia e civiltà dei greci vol. 7-8, Milano 1977
- Momigliano, A., Saggezza straniera. L'ellenismo e le altre culture, Torino 1980
- Tarn, W., La civiltà ellenistica, Firenze 1978
- Walbank, F.W., Il mondo ellenistico, Bologna 1983
