Doppiaggio
Il doppiaggio è il procedimento col quale nei prodotti audiovisivi (film, telefilm, etc) si sostituisce la voce originale di un attore, o di un personaggio, con quella di un doppiatore. Gli ambiti in cui è maggiormante utilizzato sono il cinema, la televisione e l'animazione.
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La localizzazione
Si ricorre al doppiaggio essenzialmente a causa della necessità di rendere comprensibili i dialoghi di un film a spettatori di differenti nazionalità, consentendo di conseguenza una distribuzione commerciale più ampia (questo processo fa parte della cosiddetta "localizzazione"). Col doppiaggio però, si perde gran parte dell'interpretazione originale degli attori, comprese quelle piccole sfumature che possono caratterizzare il personaggio interpretato. L'alternativa è quella dei sottotitoli, che però hanno lo svantaggio di non corrispondere esattamente a quanto detto dall'attore (spesso riassumono il significato di una frase), e distolgono lo sguardo facendo perdere parte della visione. In alcune nazioni, ed in particolare in Italia, il doppiaggio è largamente diffuso, mentre in altre si preferiscono i sottotitoli. C'è da dire, comunque, che l'Italia vanta una lunga tradizione nel doppiaggio, ed i suoi doppiatori sono considerati tra i migliori al mondo. Con l'avvento del Dvd, inoltre, è ora possibile scegliere tra la versione del film in lingua originale (con o senza sottotitoli) e quella doppiata nella propria lingua (a volte sono presenti anche altre lingue).
Le motivazioni
Oltre alla localizzazione, i motivi per cui si ricorre al doppiaggio sono:
- dare voce ai personaggi dei film d'animazione o a neonati, oggetti, marionette, animali, etc.;
- sostituire la voce di un attore privo di "fonogenia" (o che presenta un'eccessiva inflessione dialettale);
- realizzare la traccia audio di film non girati in presa diretta (alla quale si può rinunciare in scene problematiche o a causa di fattori ambientali quali vento, pioggia, etc.);
- rimediare ad un sonoro in presa diretta mal riuscito o con un eccessivo rumore d'ambiente;
- aggiungere al film una voce fuori campo;
- poter far recitare più liberamente attori di diverse nazionalità impegnati nello stesso film, come accade spesso nelle coproduzioni europee (il doppiaggio, previsto già in pre-produzione, viene poi realizzato in più lingue mantenendo parte del sonoro in presa diretta);
- sostituire la voce di attori non professionisti, che non riescono a recitare con precisione le battute del copione (cosa che spesso il regista prevede fin dal casting, come accadeva, ad esempio, in molti film del neorealismo); l'intento, in questi casi, è quello di mantenere la spontaneità della recitazione, rimediando ai piccoli errori col successivo doppiaggio.
Le figure professionali
La realizzazione del doppiaggio può avvenire negli stessi studi in cui è stato realizzato il film, ma spesso è affidata ad aziende specializzate. Le principali figure professionali sono:
- il traduttore, che si occupa di tradurre i dialoghi da una lingua all'altra (ma non di adattarli);
- l'adattatore-dialoghista, che rende i dialoghi comprensibili, fluidi, con il giusto ritmo e le necessarie pause, rispettando sia il significato letterale delle battute originali, sia la necessità di rendere il film comprensibile a persone di differenti culture (non è un compito facile, e spesso si ricorrono a dei compromessi, specie per le commedie: battute che in una nazione fanno ridere, potrebbero non essere comprese altrove);
- il direttore del doppiaggio, che sceglie le voci che più si adattano ai personaggi e dirige i doppiatori, indicando loro come leggere le battute per renderle efficaci;
- l'assistente al doppiaggio, che coordina e pianifica il lavoro, controlla che il doppiaggio sia in sincrono col labiale dell'attore sullo schermo, e prepara le singole scene da doppiare utilizzando i cosiddetti "anelli" (spezzoni di pellicola chiusi a formare un anello e quindi proiettabili a ripetizione);
- il sincronizzatore, che cerca di perfezionare il sincronismo tra il labiale e le singole parole pronunciate dal doppiatore (ad esempio allungando o accorciando le pause);
- il fonico, dal quale dipende la qualità dell'audio registrato nel film (doppiaggio compreso);
- il doppiatore (in inglese voice talent), che è essenzialmente un attore in grado di interpretare al meglio il personaggio al quale presta la propria voce; generalmente deve avere una voce fonogenica, con una dizione adeguata e priva di inflessioni dialettali; nel caso dei film d'animazione, si ricorre spesso ad attori famosi o a personaggi della televisione (noti in gergo come talent) con una voce riconoscibile dal grande pubblico.
La tecnica
Dopo le fasi iniziali di traduzione e adattamento dei dialoghi, si procede a sezionare il film nelle singole scene da doppiare, e a cancellare dalla traccia audio le voci originali, cercando al contempo di mantenere eventuali rumori presenti tra una battuta e l'altra (oggi si usa il computer in questa fase). Il doppiaggio vero e proprio è eseguito all'interno di una sala insonorizzata e dotata delle attrezzature necessarie, compreso uno schermo sul quale proiettare gli anelli di pellicola con la scena da doppiare. All'interno della sala, gli attori recitano le battute leggendole dal copione, e ripetendole fino a trovare l'intonazione ed il ritmo voluto dal direttore del doppiaggio, ed il sincronismo necessario. Il fonico e l'assistente al doppiaggio controllano le attrezzature tecniche, separate dalla sala e visibili da un vetro (come accade negli studi per le registrazioni musicali). Terminata questa fase, si procede alla ricomposizione di tutte le scene e al missaggio delle tre tracce audio principali: quella con la base musicale del film, quella con gli effetti sonori, e quella con le voci degli attori e l'eventuale sonoro in presa diretta (l'unica modificata dal doppiaggio).
Ovviamente, procedure molto simili sono applicate anche nel doppiaggio di cartoni animati, serie televisive, telefilm, etc.
Voci correlate
Bibliografia
- Ai primi decenni di vita del doppiaggio italiano e ai suoi professionisti più importanti è dedicato il volume Le voci del tempo perduto (2004) di Gerardo Di Cola.
