Dogma
Il dogma è un principio assoluto, affermato come verità indiscutibile da una religione, o da qualunque genere di organizzazione dotata di autorità più o meno indiscussa. In Teologia, il dogma è verità contenuta nelle fonti della rivelazione divina e come tale proposta ai credenti dal magistero della chiesa.
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Dogma, fede e logica
Esistono alcune similitudini concettuali tra i dogmi e gli assiomi usati come punto di partenza della matematica. Gli assiomi possono essere pensati come concetti o "dati di fatto" così fondamentali che metterli in discussione sarebbe inimmaginabile; anche i dogmi sono fondamentali (ad esempio "Dio esiste") e comprendano anche un grande numero di conseguenze nel campo del pensiero religioso (ad esempio "Dio ha creato l'universo"). Sia gli assiomi che i dogmi sono proposizioni non soggette a prova o a confutazione o sono dichiarazioni accettate per le loro proprietà. Filosofi e teologi cercano le strade per valutare tutte le dichiarazioni siano esse classificate come dogmi o come assiomi.
I dogmi religiosi propriamente detti si rifanno alla fede. Forse il vertice dell'esposizione organizzata del dogma teologico è la Summa Theologica di San Tommaso d'Aquino, che propone questa relazione tra fede e obiezione: "Se il nostro avversario non crede alla rivelazione divina, non vi è più alcun mezzo di provare gli articoli di fede col ragionamento, ma solo di rispondere alle sue obiezioni — se ne ha — contro la fede" (I 1 8).
Il dogma nella religione
Tutte le religioni si basano su dogmi. Quello comune a tutte è "Dio/Dei esiste/ono"
In religioni come Cristianesimo e Islam sono considerati principi centrali che devono essere osservati da tutti i seguaci di tale religione.
In quanto elemento fondamentale della religione, il termine dogma viene assegnato a punti fermi teologici che sono considerati parte di un patrimonio dottrinale definitivo, al punto che una loro proposta di discussione o revisione significa che la persona non accetta più una certa religione come sua, o che è entrata in un periodo di crisi personale. Il dogma è distinto dalle opinioni teologiche nel senso che queste ultime non sono state oggetto di definizione da parte dell'autorità. Nel cristianesimo un criterio tradizionale per stabilire se una dottrina è verità di fede è che essa sia stata creduta "da tutti, da sempre, ovunque", stabilendo quindi come parametri validi l'antichità e il consenso universale di tutte le chiese (oriente e occidente). I dogmi possono essere ulteriormente chiarificati e elaborati, ma non negati. Il rifiuto del dogma è considerato eresia e può portare alla scomunica, anche se l'esercizio di tale pratica è variato notevolemnte a seconda dei periodi e delle comunità religiose.
I dogmi nel cristianesimo
Nella definizione e nello sviluppo del dogma cristiano hanno avuto grande importanza le controversie e i dibattiti sorti su vari aspetti della fede. Dopo che il cristianesimo ebbe ottenuto libertà di culto queste controversie portarono alla convocazione di concili ecumenici per definire l'ortodossia e porre fine agli scismi nella chiesa. Talvolta venivano redatte formulazioni sintetiche di confessioni di fede, di cui la più nota è il cosidetto simbolo niceno-costantinopolitano. Altre definizioni dogmatiche sono presenti nei canoni dei concili ecumenici, sebbene non tutti i canoni hanno carattere dogmatico ma spesso solamente disciplinare. Per gran parte della Cristianità orientale, vengono considerati autorevoli i primi due, tre o sette concili ecumenici (a seconda che uno sia Nestoriano, Monofisita o Cristiano Ortodosso). I cattolici romani considerano autorevoli e con valore dogmatico anche le decisioni dei 14 concili ecumenici successivi e alcune definizioni promulgate dai Papi nell'esercizio dell'infallibilità papale (si veda ad esempio Maria madre di Gesù). I Protestanti in varie forme accettano parte di queste dichiarazioni, e spesso si affidano a "Confessioni di fede" specifiche per ogni chiesa, che riassumono i dogmi più importanti o controversi (si veda, ad esempio, il Liber Concordiae luterano).
Il dogma al di fuori della religione
Molti credi non religiosi sono spesso descritti come dogmi, ad esempio nel campo della politica o della filosofia, così come all'interno della società stessa. Il termine dogmatismo reca con se l'implicazione che le persone sostengano le proprie convinzioni in modo conformista e non ragionato. I dogmi sono visti come un anatema per la scienza e l'analisi scientifica, e vengono fortemente rigettati da filosofie come razionalismo e scetticismo, anche se le considerazioni metafisiche di norma non sono esplicite in quei campi. Tuttavia, il termine “dogma”, antichissimo, non ha sempre avuto un’accezione così negativa: se accettiamo la definizione di Pierre Hadot (presente nell’opera La cittadella interiore), secondo la quale il dogma è «un principio universale che fonda e giustifica una certa condotta pratica e che si può formulare in una o più proposizioni», non ci sarà niente di scandaloso nello scoprire che le razionalissime e logicissime dottrine stoiche, ad esempio, fossero basate su dogmi riguardanti la natura delle cose. L’avanzare del cosiddetto “libero pensiero” ha portato progressivamente a negativizzare il senso del termine “dogma” (secondo la pretesa di un pensiero che non dovrebbe appoggiarsi a niente di scontato, e che in questa considerazione trascura il fatto che una simile posizione, volendo essere realmente conseguente, dovrebbe portare sempre ad un regressus ad infinitum). Ciò nonostante, Victor Hugo (che non è certo l’esponente di un’epoca oscurantista e superstiziosa) poteva ancora scrivere che «libertà, uguaglianza e fraternità sono dogmi di pace e di armonia. Perché conferire a essi un’accezione spaventosa?».
Idealismo e dogmatismo
Distinzione elaborata dal filosofo tedesco romantico Johann Gottlieb Fichte. Per dogmatismo egli intende un sistema filosofico che abbia al centro la cosa in sè o noumeno (vedi Immanuel Kant) e dove il soggetto sia in secondo piano nella conoscenza. Invece l'idealismo considera il soggetto in posizione predominante. A questi due sistemi egli associa un diverso atteggiamento morale: passività e materialismo per il dogmatismo, libertà per l'idealismo. Essendo Fichte idealista, non può che prediligere questo sistema. Infatti non c'è alcun motivo per cui si debba preferire il dogmatismo all'idealismo: è solo una questione di inclinazioni personali. Tuttavia egli ritiene che solo l'idealismo garantisca all'uomo la piena realizzazione del suo essere attraverso la libertà ed è l'unico sistema a garantire una conoscenza teoretica vera.
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