Dionigi di Alicarnasso
Dionigi (o Dionisio) d'Alicarnasso fu uno storico ed insegnante di retorica greco, vissuto durante il principato di Augusto.
Arrivò a Roma dopo le fine delle guerre civili e spese ventidue anni a studiare la lingua e la letteratura latina nonché a preparare i materiali per la sua storia. In questo periodo diede lezioni di retorica, ed ebbe la possibilità di frequentare molte persone importanti. La data delle sua morte non è nota, si suppone poco dopo il 7 AC, anno di pubblicazione delle "Antichità romane".
La sua opera maggiore, intitolata Ρωμαικης Αρχαιολογιας (Rhomaikes Archaiologias, Antichità romane), abbraccia la storia romana dal periodo mitico fino all'inizio della Prima guerra punica.
L'opera era divisa in venti libri, di cui rimangono interi i primi nove; il decimo e l'undicesimo sono quasi completi e degli altri libri rimangono frammenti negli estratti di Costantino Porfirogenito ed una epitome scoperta in un palinsesto da Angelo Mai a Milano. I primi tre libri di Appiano e la Vita di Camillo di Plutarco incorporano molto del lavoro di Dionigi.
Il suo obbiettivo principale fu riconciliare i Greci con l'Impero Romano, mettendo in risalto le buone qualità dei conquistatori. Secondo lui, la storia è un insegnamento filosofico che procede per esempi, concetto preso della visione dei retori Greci. Tuttavia Dionigi ha consultato accuratamente le migliori autorità: la sua opera e quella di Livio sono gli unici resoconti ancora esistenti che siano coerenti e dettagliati.
Dionigi è stato anche autore diversi trattati di retorica, con i quali dimostra di aver studiato approfonditamente i migliori modelli Attici:
- "Sulla disposizione delle parole": (Περι Συνθεσως Ονοματων - Perì Syntheseôs Onomatôn), dove tratta la combinazione delle parole secondo i diversi stili dell'oratoria;
- "Sulla mimesi (Περι Μιμησεως - Peri Mimeseôs), sui migliori modelli ed il modo in cui possono essere imitati - un'opera frammentaria
- Sugli oratori antichi (Περι των αρχαιων Ρητορων - Perì tôn archaiôn rhetorôn), un trattato sui dieci oratori secondo il canone di Cecilio di Calatte: ci è giunto per intero il primo libro, contenente le parti che riguardano Lisia, Isocrate ed Iseo; del secondo libro ci è giunta una breve parte che riguarda Demostene: "Sullo stile di Demostene" (Περι λεκτικης Δημσθενους δεινοτητος Perì lektikês Demosthenous deinotetos), con l'analisi stilistica.
- "Su Tucidide" (Περι Θουκιδιδου χαρακτηρος - Perì Toukididou charakteros); un breve saggio sull'opera di Tucidide con una disanima dettagliata ma nel complesso ingiusta.
- "Su Dinarco, (Δειναρχος), un altro degli oratori del canone;
- "Arte retorica" (Τεχνη Ρητορικη - Tekhnê Rhethorikê): un insieme di saggi sulla teoria della retorica: probabilmente l'opera è posteriore.
Oltre ai trattati ci abbiamo una lettera scritta a Pompeo Gemino e due ad Ammeo.
È spesso citato come Dion. Halic. nelle bibliografie.
Collegamenti esterni
- Traduzione inglese delle Antichità (in LacusCurtius)
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