Dilbert

Dilbert è una striscia comica giornaliera che prende il nome dal suo protagonista, il quale è immerso nell'ambiente del lavoro impiegatizio e di questo ne svela vizi e difetti.

Indice

La nascita

Scott Adams, dopo lunghe esperienze lavorative in vari campi, vedendo una trasmissione televisiva dedicata all'arte del fumetto decide di dilettarsi in questo campo. Scrive a Jack Cassidy, protagonista della trasmissione, per sapere da dove iniziare, e questi gli risponde dandogli alcuni consigli. Però l'inizio è fallimentare, ed Adams abbandona l'idea di disegnare.

Qualche tempo dopo, per un caso del destino, Cassidy scrive di nuovo ad Adams chiedendogli come stia andando il suo lavoro sul fumetto: questo interessamento inaspettato spinge Adams a mettersi sotto ed a completare un personaggio che aveva appena abbozzato anni prima, Dilbert, un impiegato che parla abitualmente col suo cane.

Scott Adams ha lavorato nove anni per l'azienda telefonica americana Pacific Bell, e decide di sfruttare quest'esperienza per descrivere l'ambiente lavorativo paradossale ma tristemente vero in cui il suo personaggio si muove. Cala Dilbert in un cubicle, una scrivania circondata da quattro pareti che contraddistingue gli uffici statunitensi, dando al personaggio l'aria di un "prigioniero" del lavoro, piuttosto che di un impiegato.

L'8 giugno 1957 è la data che Adams considera la "nascita" di Dilbert, in quanto è allora che per la prima volta scarabocchia il suo personaggio, migliorandolo poi nel corso degli anni. Nel 1988 decide di dedicarsi alle strip quotidiane, quando la United Feature Syndacate gli propone un contratto, e nel 1989 appare per la prima volta Dilbert sui giornali. Nel 1998 è la prima striscia comica ad apparire su Internet.

Nel 1999 appare una serie animata di Dilbert (inedita in Italia), composta di due stagioni per un totale di 30 episodi da 30 minuti ciascuno.

Attualmente (2004) le strip di Dilbert sono pubblicate su circa 2.000 quotidiani in 65 paesi.

I personaggi

Dilbert

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È un impiegato frustrato, nel senso che è sempre puntuale e presente in ufficio ed è sempre onestamente intenzionato a svolgere al meglio il proprio lavoro, ma il tutto si scontra contro gli ingranaggi arrugginiti del "marketing" e della "leadership". Ogni buona idea viene soppressa ed ogni merito non riconosciuto. Eppure Dilbert è tenace nel proprio lavoro, che nessuno ha mai saputo quale sia (è un ingegnere, e lavora col computer, ma gli indizi terminano qui), e fedele suo malgrado alla propria azienda, che nessuno ha mai saputo cosa produca. Da questo clima di indeterminatezza, di terziario avanzato che sa di Kafka, esce fuori uno dei personaggi più significativi del panorama mondiale.

Dilbert porta sempre pantaloni neri, camicia bianca ed una cravatta a righe che non vuole mai stare dritta. Indossa occhiali che nascondono perennemente i suoi occhi, ma che rendono molto più intense le sue espressioni. Nel suo taschino non mancano mai delle penne (per un "backup d'emergenza", a sua detta).

Vive solo in compagnia del suo cane Dogbert, e va a trovare la madre solo quando deve venderle qualcosa o ha bisogno di consigli ovvi o sarcastici. Per un periodo ha anche avuto una fidanzata, ma in generale ha dei grossi problemi nei rapporti sentimentali: è troppo onesto e schietto nell'esprimere i suoi giudizi, e questo lo mette regolarmente nei guai.

La sua carriera lavorativa è perennemente stabile: ha avuto qualche retrocessione ma è riuscito a recuperare, ha avuto qualche promozione ma è riuscito a rovinare tutto. Nessuno sa quale sia precisamente il suo lavoro, e purtroppo a volte non lo sa neanche lui. Si limita a cercare di sopravvivere in un ambiente fatto di cavilli, di "marketing", di "brainstorming" e di generale ottusità.

Dogbert

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È il cane di Dilbert, ed il suo unico scopo dichiarato nella vita è quello di dominare il mondo e vedere tutti gli uomini ai propri piedi (una volta c'è riuscito, ma poi la cosa lo ha annoiato e si è ritirato dicendo: "Non mi meritate come capo!").

Dogbert è uno fra i personaggi più sarcastici, taglienti, spietati e graffianti che esistano. E questo rende perfetto il suo rapporto con Dilbert, moralmente onesto e ingenuo fino all'eccesso. Dogbert non gliene lascia passare una, e trova sempre le parole giuste per smontare ogni iniziativa del padrone o per punzecchiarlo ad ogni suo errore.

Ma non c'è solo Dilbert da deridere: il mondo è pieno di persone ingenue da sfottere, e Dogbert non se ne lascia mai scappare l'occasione.

Il suo punto debole è costituito dai gatti: non li sopporta e non sopporta che Dilbert possa anche solo accarezzarne uno. Una volta che è successo, è stato capace di denunciarlo e quando il suo padrone ha cercato di rimediare, gli ha risposto "ma vatti a leggere Garfield, che ti piace tanto!".

Dogbert sembra essere, fra i personaggi del fumetto, il più cosciente di quello che succede e questo lo rende altezzoso e sprezzante in qualsiasi attività svolga: dall'operatore telefonico al consulente aziendale, dal broker finanziario al mago ("Nostradogbert"!).

Ratbert

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È un topo che si aggira per la casa di Dilbert senza essere stato invitato. Malgrado tutti gli dimostrino disprezzo e derisione, lui continua imperterrito nella sua missione: ottenere affetto e sentirsi finalmente inserito in una famiglia.

Personaggio diventato fisso tardi nella serie, Ratbert è il più ingenuo di tutti, e viene spesso usato quando serve una cavia per qualche esperimento sociologico (se non proprio fisico!). La sua voglia di amore lo rende un personaggio "tragico" e "comico" allo stesso tempo, tanto che la sua presenza nelle strip è aumentata esponenzialmente rispetto agli esordi.

Wally

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Impiegato tutt'altro che modello, eterno collega di lavoro di Dilbert, Wally probabilmente non ha mai lavorato in vita sua, e non è un segreto per nessuno. La sua mattinata lavorativa comincia con un lungo caffè, una ciambella ed una visita nei bagni dell'ufficio con tanto di giornale sotto il braccio, ed il resto non conta.

Wally, nel corso degli anni, è divenuto presenza fissa nelle strip di Dilbert ambientate in ufficio, in quanto è il paradigma del "collega sfaticato", l'"anello debole" della catena aziendale a causa del quale ogni iniziativa o idea si trasforma inevitabilmente in un fiasco.

Alice

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Collega di Dilbert e Wally, è uno dei rarissimi personaggi femminili del fumetto. Sempre impegnata a lavoro non si sa nulla della sua vita privata, né se ne abbia una. Il suo lavoro è tanto alacre quanto inutile: non viene mai avvertita dei cambi di programma o della sospensione di un progetto, e quindi lavora costantemente "a vuoto". Questo la rende più frustrata rispetto a Dilbert.

I suoi colleghi non le sono d'aiuto, in quanto tendono a rincarare la dose con del sarcarsmo, al quale Alice risponde con la violenza fisica: il suo pugno della morte è tristemente famoso in ufficio.

Asok

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Eterno "nuovo arrivato" fra i colleghi dell'ufficio, Asok (che in inglese si pronuncia "ah-shook") è un giovane ingegnere indoamericano la cui ingenuità e bontà di cuore è causa di soprusi e vessazioni continue. Ma lui risponde sempre con una invidiabile sopportazione: anche quando un consulente lo insulta chiamandolo "stupido uomo", lui risponde con gioia "ha detto che sono un uomo!".

Non è un impiegato, malgrado i vari anni che lavora per l'azienda, e non ha i (pochi) diritti che hanno i suoi compagni di lavoro: questo lo rende la vittima predestinata di ogni problema dell'ufficio.

Il capo

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Nessuno lo chiama mai per nome, ed in inglese è semplicemente "Pointy-Haired Boss", il "capo dai capelli a punta" (in realtà la punta dei suoi capelli è aumentata nel corso degli anni). È il principale nemico nell'ufficio di Dilbert e colleghi, non perché sia cattivo ma semplicemente per la sua idiozia, quello che più li umilia e li frustra, quello che rende inutile i loro lavori e vani i loro sforzi. E tutto con una naturalezza che disarma.

Il personaggio incarna l'idea di capo di cui tutti hanno paura, più che rispetto, che ha in mano i destini di tante vite senza che per lui questo abbia la minima importanza (una volta una raffica di licenziamenti è stata decisa semplicemente dal lancio di freccette!). La sua completa ignoranza in ambito tecnologico è risaputa, eppure si interessa costantemente di ogni aspetto del lavoro dei suoi subalterni.

Una volta, per snellire il proprio lavoro, ha fatto costruire un robot con le proprie sembianze, col solo compito di annuire con lo sguardo perso nel vuoto: l'idea è riuscita perché nessuno ha notato la differenza fra i due.

Catbert

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È un gatto con gli occhiali che manovra i fili dell'azienda di Dilbert: ogni decisione infima, ogni pugnalata alle spalle degli impiegati nasce dalla mente diabolica di Catbert.

Arrivato tardi nel gruppo di personaggi del fumetto ha trovato subito una collocazione perfetta: il perfido gestore delle risorse umane (come viene presentato ogni volta). Mentre Dogbert sogna il potere, Catbert lo detiene e lo applica nella sua accezione più cattiva e perfida. Ricatta i dipendenti perché gli grattino la pancia e fa le fusa solamente quando ha concepito qualcosa di veramente malvagio.

Bob il dinosauro

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È un dinosauro che non si è estinto, bensì nascosto! In quanto ad intelligenza è pari a Ratbert, e subisce continuamente, senza rendersene conto, il sarcasmo di Dogbert. Ha avuto un figlio, il piccolo Rex, che appena nato è già più intelligente di lui.

Gli Elboniani

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Sono un popolo tecnologicamente, culturalmente e politicamente arretrato, abitanti di una fantomatica Elbonia, che hanno rapporti regolari con la ditta di Dilbert. Infatti gli ingegneri elboniani sono straordinariamente economici, vista la loro completa ed assoluta incapacità. Più volte Dilbert è stato incaricato di istruirli ma sempre senza successo.

Bibliografia

(titoli usciti in Italia)

Collegamenti esterni

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See also: Dilbert, 1957, 1988, 1989, 1998, 1999, 8 giugno, Anime, Autori di fumetti